In un luogo senza speranza, i miracoli restano un’ancora sfocata e lontana nell’arido orizzonte del sud, ma per sua stessa definizione un miracolo può farsi avanti in modi e momenti totalmente inaspettati entrando nella vita di alcune persone cambiandone radicalmente la natura.

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Fabio Grassadonia e Antonio Piazza portano sul grande schermo una storia fuori schema, che sormonta le righe usuali del racconto cinematografico odierno, mescolando la vita di un sicario palermitano senza scrupoli a quella della sorella di una sua vittima affetta da cecità. Due personaggi che riusciranno ad uscire dalle loro personali linee d’ombra arrivando al pieno mutamento di se stessi, mostrando come da una limitazione (fisica e/o morale) possa nascere un barlume di speranza .

Premiato in Europa e selezionato a Cannes, (vanta una forte richiesta di distribuzione in diversi paesi del mondo) l’opera presenta già in sceneggiatura un’evidente de-saturazione volontaria dei dialoghi, cercando di dare un’accento maggiore all’espressività degli attori e al contesto che fa da cornice all’intera narrazione.

I rumori di ambiente e la scenografia, sono un ausilio importante alla caratterizzazione dei personaggi, ma alle volte sembrano addirittura fare un passo in più rispetto alla direzione artistica.

E proprio questa scelta di sobrietà potrebbe scontrarsi con  un pubblico non abituato ad un certo tipo di messa in scena, rischiando di divenire un’opera di nicchia, per un range di margine molto ristretto, come una barca pronta ad approdare solo in certi moli.

Nonostante le ottime interpretazioni degli attori (Saleh Bakri, Sara Serraiocco), che richiamano con un eco lontano ai personaggi e alle vicissitudini dirette da Takeshi Kitano, il film potrebbe risultare al grande pubblico forse troppo atipico, creando una magica illusione ad inizio proiezione che però nell’evolversi, date le scelte dei registi, potrebbe scemare addirittura nel disinteresse.

Un film su carta con dei contenuti validi che riesce con difficoltà a far trapelare la dose di emozione di cui il pubblico è alla continua ricerca, dando come risultato finale solo un avanzare progressivo di inquadrature che potrebbero non ricevere la risposta desiderata.

Un appunto personale va alla breve apparizione di Luigi Lo Cascio, la cui caratterizzazione di un personaggio di confino risulta ad ogni modo eccezionale.

L’intraprendenza nel gestire tecnicamente questo film è decisamente lodevole, ma rischia in egual misura di non far presa sullo spettatore medio, portandolo involontariamente in uno stato di apatia e  rifiuto.

In un contesto cinematografico assuefatto dai prodotti dei soliti noti, questo film è già di per se un miracolo.

Scheda film

Titolo: Salvo
Regia: Fabio Grassadonia e Antonio Piazza
Cast: Saleh Bakri, Sara Serraiocco, Luigi Lo Cascio, Giuditta Perriera, Mario Pupella
Genere: drammatico
Durata: 104′
Produzione: Acaba Produzioni, Cristaldi Pictures; in collaborazione con Mact Productions, Cité Films, ARTE France, Cofinova 9 (partecipazione), Mimi’s Productions (in associazione), Mangusta Productions (in associazione)
Distribuzione: Good Films
Nazione: Italia/Francia
Uscita: 27/06/2013.

Ex studente presso il cfc nazionale di cinema. Vincitore di alcuni video contest, sceneggiatore, regista e insegnante di regia cinematografica. In buona sostanza un'amante della narrazione cinematografica a 360 gradi.

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