StarCraft II: Wings of Liberty – Recensione

Recensioni Videogiochi 1.0 Videogiochi

Copertina Wings of Liberty

SCHEDA DI GIOCO

Titolo: StarCraft II: Wings of Liberty
Data di uscita: 27 marzo 2010
Sviluppatore: Blizzard Entertainment
Publisher: Activision Blizzard
Numero di giocatori: 1 – 8
Risoluzione video: 1080p
Piattaforme: PC, MAC
Localizzazione: completamente in italiano

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=C_E83GfWM-A?rel=0]

INTRODUZIONE AL MONDO DI GIOCO

Dopo il grande successo di WarCraft, divenuto poi una delle pietre miliari degli RTS, e di Diablo, capostipite del genere noto come hack and slash, la Blizzard Entertainment decise, nel 1998, di proporre StarCraft, un RTS estraneo al contesto fantasy di WarCraft, destinato a ricevere gli elogi in lungo e in largo dalla comunità videoludica per la sua campagna in single player profonda e coinvolgente e per il suo versatile ed appagante multiplayer.
StarCraft aprì le porte ad un universo fantascientifico, ponendo il giocatore all’interno di una galassia scossa dall’incessante lotta ed intreccio tra tre razze profondamente diverse tra loro, con una società, fondamenta e ideologie estremamente complesse e diverse tra loro:

terran_logo_1920

Terran, retaggio dell’umanità, frutto di una disastrosa spedizione coloniale partita dalla Terra molti secoli prima. Per un cortocircuito del computer, le navi deviarono dalla rotta di viaggio, per schiantarsi sui pianeti Tarsonis, Moria e Umoja. Parte dell’equipaggio delle quattro astronavi sopravvisse allo schianto e cominciò a colonizzare i mondi del settore Koprulu, a totale insaputa del governo terrestre, che dava per fallita la spedizione.
Decenni a seguire, nacque la Confederazione Terran, un governo avente una struttura oligarchica e totalitarista, di stampo militaristico e culturalmente post-statunitense. Il concetto fallace di democrazia e l’utilizzo senza requie della forza militare, portò ad un equilibrio fragile, costantemente scosso da lotte intestine e da celle individualistiche pronte a detronizzare l’oppressiva Confederazione.
La corsa alla colonizzazione del settore Koprulu, li farà incontrare ed entrare in conflitto a Protoss e Zerg, realizzando di non essere l’unica razza presente nell’universo;

 

Zerg logo

gli Zerg, una razza di insettoidi organizzati in covate ostili a qualsiasi forma di vita. Al contrario di Terran e Protoss, non hanno nessuna società e nessun credo: ogni singolo Zerg è sotto il diretto controllo dell’Unica Mente, un’imponente creatura senziente che, tramite l’utilizzo dei Cerebrati che fungono da intermediari del suo volere, ha il controllo totale dell’intera razza, creando fondamentalmente una coscienza collettiva, comunemente nota come Sciame.
Il perno del loro modus operandi è la manipolazione genetica dei tessuti organici altrui, allo scopo di integrarli tra loro e raggiungere la perfezione. Sono prevalentemente interessati all’essenza dei Protoss, anche se nutrono un discreto interesse verso i Terran, in quanto particolarmente inclini alle manipolazioni genetiche;

protoss-logo

i Protoss, nobile razza di umanoidi tecnologicamente avanzata e dalle potenti abilità psioniche. L’intera società Protoss utilizza un sistema di caste (templari, giudicatori e khalai), tutte rispondenti al Concilio, che dal loro pianeta natale, Aiur, amministra ed indirizza l’intera specie.
Tralasciando qualche sporadica corrente rivoluzionaria e vena ribelle abilmente soppressa, la società Protoss è fortemente conservatrice e tradizionalista e si aggrappa ad una dottrina filosofica del Khala, scatenando in loro un profondo senso di rispetto reciproco e di onore verso il prossimo, sia esso un amico oppure un nemico. Nonostante siano la razza tecnologicamente più avanzata e potente della galassia, la guerra costante contro gli Zerg li sta logorando e portando al collasso;

Dopo 12 anni di attesa, la Blizzard ha deciso di sfornare StarCraft II: Wings of Liberty, primo di una trilogia, diretto seguito degli avvenimenti che hanno plasmato il capostipite e l’espansione Brood War, che riporta il giocatore a vestire i panni del Terran Jim Raynor e a scoprire i nuovi aneddoti di una delle migliori epopee fantascientifica mai esistite.

Jim Raynor

TRAMA

Visto il distacco temporale tra un capitolo e l’altro, la Blizzard ha ritenuto saggio introdurre, all’interno di un libretto cartaceo e in fase di installazione, un esaustivo riassunto degli avvenimenti che hanno contraddistinto i precedenti capitoli, in modo da introdurre al gioco eventuali nuovi giocatori e rinfrescare la memoria a quelli di vecchia data.
Wings of Liberty narra gli eventi a quattro anni di distanza da Brood War, in seguito al tentativo fallito del Direttorio della Terra Unita (DTU) di porre fine al Dominio Terran dell’autocrate Arcturus Mengsk, di soggiogare gli Zerg al proprio volere attraverso una nuova Unica Mente e di sconfiggere i Protoss e il loro inusuale alleato, nonché acerrimo nemico di Mengsk, Jim Raynor.
Sarah Kerrigan, dopo la caduta dell’Unica Mente che l’aveva trasformata in un abominio e dopo aver assunto il ruolo di leader indiscussa degli Zerg sotto il nome di Regina delle Lame, si era rintanata su Char, roccaforte principale Zerg, senza più manifestarsi nel settore Koprulu
I Protoss si stavano riorganizzando su Shakuras, patria dei rinnegati templari oscuri e uno dei pochi pianeti liberi rimasti in loro possesso mentre la loro guida, il templare oscuro Zeratul, si era messo in viaggio verso le profondità dello spazio per qualche arcano motivo.
I Terran, guidati dall’opprimente despota Arcturus Mengsk, ricostruivano quanto distrutto dal DTU e continuavano la loro politica espansionistica, lottando ininterrottamente contro Zerg, Protoss e celle individualistiche di Terran dissidenti.

In questo scenario, Jim Raynor, un tempo sceriffo confederato che aveva aiutato Mengsk e Sarah Kerrigan a rovesciare la Confederazione, porta avanti la sua battaglia personale in nome della libertà e della vendetta. Con la sua ammiraglia, l’Hyperion, e il suo gruppo fidato di uomini, i Randagi, Raynor ha giurato di uccidere l’imperatore Mengsk per aver tradito Kerrigan, donna da lui amata, permettendo agli Zerg di corromperla e di trasformala in una delle peggiori piaghe della galassia.
Raynor si trova in un momento difficile, con il cervello che gli suggerisce di uccidere Kerrigan, ormai nient’altro che una aberrazione disumana, una crudele ed inflessibile assassina responsabile di milioni e milioni di morti, mentre il cuore si rifiuta di reprimere il sentimento provato e di abbandonarla per sempre.

Sarah Kerrigan

Contrariamente al passato, in cui la campagna principale copriva le storie di tutte e tre le specie, Blizzard ha ritenuto opportuno dedicare a ciascuna razza un singolo capitolo. Wings of Liberty ci catapulta nei panni di Jim Raynor, con un look diverso rispetto al passato, che guideremo all’interno di una odissea composta da 29 entusiasmanti e mai ripetitive missioni, accompagnate da una narrazione e sceneggiatura eccelse, da filmati di intermezzo di egregia fattura e da un ottimo intreccio creato tra vecchi e nuovi personaggi, coinvolgendo il giocatore a 360° con una storyline mozzafiato e ricca di colpi di scena.
Idea brillante quella di suddividere l’astronave Hyperion in quattro sezioni, all’interno delle quali è possibile interagire con alcuni personaggi e con alcuni oggetti, sbloccando dialoghi ed informazioni di varia natura ad ogni missione completata, aggiungono più enfasi e più profondità al gioco. Nello specifico:

  • sul ponte sarò possibile accedere alla mappa stellare, all’interno della quale vedremo i pianeti accessibili, ognuno dei quali attiverà un briefing, e all’archivio missioni, grazie al quale potremo rigiocare le missioni e vedere nuovamente i filmati sinora sbloccati;
  • al bar sarà possibile aggiornarsi sugli ultimi accadimenti attraverso il notiziario del Dominio Terran, reclutare, dietro l’esborso di crediti recuperabili durante le missioni, mercenari da impiegare nelle battaglie avvenire, scegliere un brano musicale da ascoltare e giocare ad uno shooter a scorrimento verticale;
  • nel laboratorio, grazie alla console ricerca, si potranno imbrigliare ed integrare la tecnologia Protoss e l’essenza biologica degli Zerg raccolte durante le missioni per rendere più efficienti le unità e le strutture Terran sul campo di battaglia;
  • nell’armeria, grazie alla console armi, sarà possibile rendere più versatili e/o potenti le unità Terran e alcune strutture dietro pagamento, e visionare buona parte delle unità utilizzate, accompagnate da una descrizione;

Nonostante si stia parlando di un RTS, le missioni non prevedono una evoluzione, come da tradizione, lineare, in quanto si potrà scegliere liberamente, in alcune occasioni, di fare una missione e di lasciare per più tardi l’altra. Inoltre, in determinati casi, si dovranno compiere delle scelte, che avranno delle ripercussioni in futuro e che sbloccheranno una opzione e ne precluderanno l’accesso ad un’altra. Tutto ciò, rende l’esperienza di gioco meno lineare di quanto previsto, con una minima ma gradita possibilità di poter influire sull’evoluzione del gioco.

the-hyperion

In sintesi, la Blizzard ha saputo sfruttare al meglio gli eventi finora accaduti all’interno della saga e ad offrire una campagna in singolo profonda e meravigliosa, contraddistinta da narrazione coinvolgente ed appassionante, da una sceneggiatura impetuosa e dall’abile uso dei vecchi e nuovi personaggi.
Nonostante si possano utilizzare solo i Terran e sia necessario attendere l’uscita delle due espansioni per proseguire l’avventura, le 29 missioni proposte sono una meglio dell’altra e sono state introdotte non per un mero aumento di longevità, ma per un preciso scopo e seguendo un iter logico, realizzando una tra le migliori esperienze in single player mai viste prima.

GAMEPLAY

Nonostante sia passato più di un decennio, gli sviluppatori hanno mantenuto pressoché integra l’interfaccia di gioco e gli aspetti principali del gameplay che hanno sempre contraddistinto positivamente questa IP, ossia la versatilità dei contenuti offerti, con tre razze con diversi e complessi sistemi di evoluzione, ed una componente offline ed online capaci singolarmente di valere il prezzo del gioco.

Gameplay

La cosa che stupisce maggiormente è il bilanciamento encomiabile raggiunto. Ciascuna delle tre razze presenta dei punti di forza e delle debolezze, dovutamente perfezionati nel corso del tempo: ad esempio, i Protoss possono contare su uno scudo protettivo autorigenerante in grado di assorbire i danni, ma non possono essere medicate le ferite e riparati i danni strutturali inflitte dopo averlo oltrepassato, gli Zerg possono contare unicamente su una vita autorigenerante che riguarda sia unità, sia strutture, mentre le unità Terran possono essere medicate e le strutture riparate. Questo è uno dei tanti esempi che testimoniano il grande equilibrio tra le specie predisposto dagli sviluppatori, eliminando quel concetto di razza più valida e meno valida, lasciando che sia il giocatore e la sua dimestichezza nella padronanza di una razza a fare la differenza.
Le missioni proposte possono essere affrontare in quattro difficoltà: semplice, normale, difficile e brutale. Mentre le prime due sono facilmente affrontabili anche dai neofiti, le restanti difficoltà richiedono un uso abile e tempestivo delle abilità e peculiarità delle unità disponibili e sono quindi consigliate per i giocatori più navigati e ferrati con gli RTS e con la natura di StarCraft. Di conseguenza, si ha a che fare con un gioco accessibile a qualsiasi tipologia di giocatore, sia che si parli di un principiante che di un esperto.
Battle.net, piattaforma su cui poggia l’intero gioco, presenta una interfaccia pulita ed intuitiva, distinguendo senza troppe remore i contenuti offline da quelli online. Il menù principale è suddiviso in cinque sezioni:

  • campagna: permette di immergersi nell’epica trama e di affrontare una serie di sfide;
  • matchmaking: componente esclusivamente disponibile online attorno alla quale ruota l’intero apparato multigiocatore;
  • partite amichevoli: disponibile sia offline ed online, corrisponde alla classica modalità schermaglia, attraverso la quale è possibile partecipare a qualsiasi mappa e misurarsi con qualsiasi nemico, sia esso un computer o un avversario umano;
  • arcade: sezione attraverso la quale è possibile usufruire dei contenuti sviluppati dalla community;
  • replay: permette di rivedere una partita, potendo scegliere quale contendente osservare, la velocità di esecuzione e il punto specifico che ci interessa analizzare;

Oltre a questo, sono disponibili ulteriori strumenti ed informazioni, come la chat, un sistema di news, gli amici momentaneamente disponibili, ecc.

menu
Da notare che, nel corso del tempo, sono stati rilasciate parecchie patch, dapprima allo scopo di correggere alcuni bug e successivamente dirette a rifinire alcuni elementi di gioco, intensificando le performance del gameplay ed aggiungendo alcune novità all’interfaccia. Poiché occorre che tutti i giocatori siano allineati, è tassativamente richiesto installare tutte le patch finora uscite, portando ad una attesa elevata, soprattutto in fase di nuova installazione e per chi possiede una connessione Internet poco performante. A tal proposito, l’installazione richiede la registrazione e l’attivazione del prodotto sul sito Battle.net e ogni volta che si accedere al gioco sarà richiesto specificare l’email utilizzata per accedere definitivamente al gioco. Nonostante ciò, il gioco prevede la possibilità di essere fruibile anche stando scollegati da Internet, ovviamente soltanto per le componenti offline come la campagna e la modalità schermaglia contro computer.
Mentre nel single player fanno la loro comparsa unità e strutture speciali derivanti dall’evoluzione della trama, il multiplayer, come la modalità schermaglia contro nemici guidati dal computer, non riprende tali arricchimenti, al fine di non rendere i Terran più avvantaggiati rispetto agli altri.

gamep
Il comparto multiplayer, oltre che consentire l’utilizzo libero di una delle tre razze, permette di inscenare partite fino ad un massimo di otto giocatori, che variano dalla sfida tra due giocatori fino a giungere al tutti contro tutti, il tutto via esclusivamente Internet, diversamente dal capostipite che supportava anche le partite via LAN. E’ possibile gettarsi in semplici partite mirate a sfidare qualche avversario umano, oppure tentare a scalare la classificata ufficiale. Nei canali ufficiali, viene impiegato un sistema di leghe (bronzo, argento, oro, platino e diamante), volte a dividere equamente i giocatori in base alle loro abilità. Successivamente alle prime cinque partite volte a stabilire il livello del giocatore, ad esso viene assegnata una di queste leghe che, a seconda dei risultati ottenuti, potrà ambire alla lega successiva oppure retrocedere. La classica poggia sui ladder points, ossia punti che vengono attribuiti o tolti per ogni vittoria o sconfitta.
Considerata l’enorme quantitativo di giocatori e partite presenti, è stato predisposto un motore di ricerca intelligente, capace di trovare, in tempi brevi, l’avversario o gli avversari della eguali abilità, evitando la classica situazione del novellino massacrato dal veterano, a favore di una esperienza di gioco equilibrata tra le parti.

starcraft-battle-3286
In sintesi, Wings of Liberty, seppur non rivoluzionante per i il genere degli strategici in tempo reale, riconferma la formula storica e vincente della serie, ereditando i pregi e l’interfaccia di gioco del capostipite, mostrandosi con un gameplay migliorato sotto ogni punto di vista, sostenuto da una IA funzionante, dal giusto connubio tra immediatezza e profondità e da un bilanciamento lodevole.
La piattaforma Battle.net adempie pienamente alla sua funzione, fungendo da strumento comodo e pratico, offrendo al giocatore una miriade di contenuti e features utili e,lasciando ben distanti inutili complessità e limitazioni come la necessità di restare perennemente online.
Il multiplayer mette il giocatore dinnanzi ad un percorso di crescita, indirizzandolo verso battaglie animate da avversari dalle eguali abilità, predisponendo delle leghe mirate a creare una esperienza di gioco adeguata ed articolata, evitando episodi di novelli sconfitti ripetutamente dai navigati. Unica nota dolente è il mancato supporto LAN, un tempo presente e ora definitivamente accantonato a favore di una esperienza aggrappata completamente ad Internet.

 ATMOSFERA

Wings of Liberty è un autentico gioiellino da ammirare. Gli sviluppatori hanno saputo egregiamente modernizzare la veste grafica senza eccessi e stravolgimenti, creando un ambiente di tutto rispetto, molto familiare per i fans di vecchia data: ciascuna unità ha una annessa e particolare animazione e voce, le strutture si rifanno fedelmente al design del capostipite e le musiche sono in grado di ritmare adeguatamente la partita, il tutto rigorosamente scrutabile dalla classica visuale isometrica.

Le mappe, oltre ad essere estranee al concetto di riciclo, con scenari vivi sempre visivamente belli e peculiari, sono costellate da una miriade di dettagli ad animate da un quantitativo considerevole di effetti ed animazioni, arrivando a toccare un livello di cura a dir poco maniacale. Dai raggi luminosi sparati dai colossi Protoss fino all’acido corrosivo lanciato dalle idralische Zerg, il lavoro svolto è eccelso, rendendo ogni scontro appassionante e ravvivato da un susseguirsi di sangue, bagliori ed esplosioni.
Spettacolari anche i filmati realizzati in computer grafica presenti nella campagna principale, guidati da un’ottima regia e costellati da scene suggestive e cariche di carattere, che contribuiscono notevolmente a dare più spessore alla storyline e ai personaggi che la animano. I protagonisti della trama sono ben caratterizzati, con tratti estetici marcati e peculiari e con mimiche facciali realistiche, e l’Hyperion è una nave viva e maestosa, con una bellezza difficile da dimenticare.

doc
Il motore grafico utilizzato, l’Havok, oltre ad essere in grado di mettere in scena maestosi conflitti a fuoco, movimenti realistici ed eccellenti filmati, è stato ottimizzato e reso ben scalabile, permettendo anche ai possessori di PC antiquati di fruire di una esperienza di gioco dignitosa. Da notare anche la presenza di un editor completo, che permette al giocatore di creare le proprie mappe e di condividerle tra la community senza alcun impedimento.

Requisiti minimi:

  • Windows® XP/Windows Vista®/Windows 7 con DirectX® 9.0c;
  • 2.6 GHz Pentium IV o AMD Athlon equivalente;
  • NVIDIA GeForce 6600 GT o ATI Radeon® 9800 PRO o superiore;
  • Schermo con risoluzione pari o superiore a 1024×720;
  • 12 GB di spazio libero sul disco;
  • 1 GB di RAM (1.5 GB per Windows Vista/Windows 7);
  • Connessione a Internet a banda larga;
Requisiti raccomandati:

  • Windows Vista/Windows 7;
  • Processore Dual Core 2.4Ghz;
  • 2 GB di RAM;
  • NVIDIA® GeForce 8800 GT/GTS o ATI Radeon HD 3870 o superiore;
Configurazione di prova:

  • Windows 7 64bit;
  • i7-2600k 3,40 GHz
  • 8 GB
  • risoluzione 1980×1080

 

Per quanto riguarda la componente audio, il doppiaggio e il sonoro complessivo sono più che buoni, tranne qualche piccola sbavatura nel doppiaggio italiano che non è sempre sincronizzato con il labiale dei personaggi. Le musiche sono di alta qualità e sono ben implementate, sia nella fasi in-game, sia durante i filmati, accompagnando a dovere le fasi di gioco. La localizzazione in italiano contempla anche la traduzione di tutti gli elementi di gioco, dalle scritte visionabili durante i notiziari fino alle diciture presenti in alcune mappe di gioco.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=5CIwPtJhss8?rel=0]

Riassumendo, Wings of Liberty ha subito un restyling raffinato e completo, apportando modifiche che modernizzando l’intero apparato grafico. Nonostante ciò, il design caratteristico della serie rimane immacolato, con strutture ed unità dai tratti conosciuti, ed anche le new entry si integrano senza problemi con il resto degli elementi di gioco, il tutto mosso da un motore grafico altamente scalabile e funzionante. Anche l’audio si scopre essere di pregiata fattura, con un doppiaggio italiano sopra la media e con un vasto e buon assortimento di musiche.

VERDETTO FINALE

StarCraft II: Wings of Liberty si presenta come un gioiellino sotto ogni punto di vista, un titolo quasi perfetto e l’RTS più in auge del momento. Blizzard è riuscita nel difficile compito di rimodellare una formula classica senza stravolgerla, limitandosi a modernizzarla e ad aggiungere il giusto quantitativo di features per rendere maggiormente appetibile l’esperienza di gioco.
Nonostante i tanti anni di distacco dal capostipite e dalla sua espansione, Wings of Liberty non sembra aver risentito dell’età, presentandosi come un prodotto completo, vario e di qualità, riuscendo a soddisfare pienamente le aspettative dei giocatori che lo attendevano da più di un decennio e ad ammaliare nuove leve. Complice di ciò, il ritorno dell’avvincente trama e dallo spessore dei suoi personaggi, la narrazione sostenuta da filmati cinematografici, il ritorno di gameplay classico arricchiti da piacevoli novità e dell’intramontabile e funzionale multiplayer.
Un prodotto di egregia fattura, in grado di tenere incollati alla sedia per un lasso di tempo potenzialmente infinito.

 

Dopo aver assaporato esperienze single player magnetiche come Doom II, Baldur's Gate, StarCraft e The Curse of Monkey Island, Marco non ha più voluto separarsi dal PC e tuttora coltiva la sua passione videoludica su questa unica e sola piattaforma, prediligendo quei videogiochi dalle atmosfere evocative ed ammalianti e dalle storyline con pathos e carisma.

Lascia una Risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi HTML tag e attributi: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*

Password Persa

Sign Up