Metro Last Light – Recensione

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Titolo: Metro: Last Light
Sviluppatore: 4A Games
Publisher: Koch Media
Numero di Giocatori: 1
Online: Solo Download Contents
Risoluzione Video: PC/XBOX360 1080p / PS3 720p
Piattaforme: PS3, XBOX360, PC
Localizzazione: Testi e Parlato Completamente in Italiano

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Che desolazione…

Rilasciato due anni fa, Metro 2033 ha rappresentato un degno esempio di come un opera cartacea può essere trasformata, con successo e creatività, in un format videoludico.

Basato sull’ omonimo romanzo di Dmitry Glukhovsky, la creazione di 4A Games ha saputo ritagliarsi uno spazio tutto suo nell’  affollato panorama mediatico moderno, nonché raccogliere buoni risultati tra critica e  vendite.

Partendo da queste premesse, un seguito non ha tardato ad essere sviluppato. Salvato in extremis dall’ fallimento di THQ, costretta a vendere tutte le IP di cui deteneva i diritti di pubblicazione; Metro Last Light sequel diretto del suo predecessore ora distribuito da Deep Silver/Koch Media, ha raggiunto i negozi questo 17 Maggio.

Noi di myreviews.it l’abbiamo provato e siamo pronti a mostrarvi tutti i segreti di questo shooter-survival in salsa apocalittica. Restate quindi sulle nostre pagine per sapere il verdetto finale.

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Effetti di luce e atmosfere devastate sono rese in modo eccelso

PROSSIMA FERMATA: MOSCA CENTRALE

 Reminescenze di un passato lontano, immagini sfocate di ricordi sepolti dal velo della memoria, raccontate da una voce esterna, che non tardiamo a riconoscere come la nostra. Così inizia Last Light, un lungo monologo interiore del protagonista Artyom, tormentato dai rimorsi per ciò che è stato fatto, visto e soprattutto, perduto.

Il plot narrativo Last Light prende il via dall’ epilogo ( “malvagio” ) del capitolo precedente. Dopo avere distrutto il nido dei Tetri con un massiccio attacco nucleare ed aver contribuito al ritrovamento del bunker D6, Artyom è diventato a pieno titolo un Ranger, manipolo di soldati d’ elite che, come gli antichi ordini cavallereschi, è votato ad una sola missione: Proteggere l’umanità supersite rifugiatasi nelle stazioni della metro di Mosca; per sfuggire a quel pogrom radioattivo infestato da orrori mutageni che è ora la superficie. Ma c’è qualcos’ altro, qualcosa che esula dal semplice ruolo di Ranger, qualcosa che solo il player ( nei panni del silenzioso Artyom ) potrà fare: scoprire la natura delle entità chiamate i Tetri.

Saremo quindi chiamati a svolgere un pellegrinaggio tra i tunnel della metro, tra tradimenti, guerre da scongiurare e rivelazioni, alla ricerca dell’ ultima verità.

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Notevole l’effetto del freddo sulla maschera anti-radiazioni!

APERTURA PORTE SUL MONDO DEL FUTURO

 Prima di enunciare pregi e difetti del gameplay, troviamo doveroso spendere qualche parola sull’ aspetto più curato e coinvolgente della produzione : La caratterizzazione artistica del mondo di gioco ed il background narrativo che ne fa sfondo.

IL mondo tratteggiato dalla penna di Glukhovsky è una realtà alternativa oscura, cruda e violenta. Una distopia post-apocalittica dove i pochi superstiti dell’ olocausto atomico sono riusciti a ricreare una società, nell’ intricata rete di tunnel sotterranei del trasporto pubblico moscovita, in cui continuare a (sopra)vivere. Ma il genere umano, come sappiamo è refrattario ad imparare dai propri errori ed ecco che, anche sull’ orlo dell’ estinzione, la società umana ricade negl’ errori di sempre; Individualismo e prevaricazione.

Ogni stazione della metro, oltre a rappresentare un porto franco per gli sparuti drappelli di umanità, costituisce una realtà a se stante, dove vigono regole e gerarchie ben precise, come se si trattasse di un anacronistico sistema di città-stato, governato da fazioni eternamente in lotta tra loro. Troviamo i “Rossi”, la cui società è costruita sulle rovine del comunismo sovietico, in diretta contrapposizione con gli “Imperialisti”, le cui mire espansionistiche e la tendenza xenofoba ricordano in modo preoccupante il Reich nazionalsocialista. Infine l’ HANSA, l’unica fazione a non dimostrare un ordinamento ben delineato, il cui unico scopo è l’auto sostentamento. A fare da arbitro tra questi costrutti ideologici troviamo i Ranger Spartani, fazione neutrale ed estremamente militarizzata, votata unicamente a preservare il retaggio della specie, falciando le aberrazioni che la minacciano.

Questo è il contesto in cui Artyom si muove e giocando a Last Light, ci si accorge di come i dettagli rendano questo quadro decadente vivo e vibrante. Ogni scorcio, dai tunnel di servizio alle stazioni della metro, passando per i purulenti acquitrini superficiali, a cui le rovine di un passato glorioso fanno da silente cornice, hanno una storia da raccontare: discorsi tra commilitoni,  artisti di strada che intrattengono bambini con giochi di prestigio, spettacoli di teatro si alterano al silenzio ed alla desolazione dei tunnel, dove dietro ogni ombra si possono nascondere insidie mortali. Tutti questi piccoli tocchi di classe contribuiscono a creare l’atmosfera unica che si respira giocando al titolo 4A Games, arrichendone il valore produttivo ed aumentando il fattore immersività.

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Forse è il caso di non farsi notare…l’accoglienza potrebbe non essere delle migliori!

SI PREGA DI CONTROLLARE L’ EQUIPAGGIAMENTO E CARICARE LE ARMI

 Metro 2033 offriva al videoplayer una sfida piuttosto ostica, a causa di una dotazione di armi da fuoco poco affidabili ( scelta obbligata e legata alla natura stessa del gioco ), situazioni di puro terrore alternate a momenti di calma apparente, turbate da visioni spettrali e traumatiche. Certo  non tutto funzionava a dovere, causa una cura non troppo certosina nella realizzazione tecnica, che ne rovinava la resa globale.

Con Last Light lo studio ucraino ha cercato di creare un prodotto più curato;  partendo dalle idee vincenti del primo capitolo e limandone i difetti per offrire al pubblico un prodotto maggiormente rifinito e di più facile fruizione. L’idea alla base del sequel è la stessa del predecessore: Offrire uno shooter di impostazione classica, coadiuvato da meccaniche stealth e survival.

Giocando al titolo però ci si accorge ( almeno ai livelli di difficoltà più bassa ) che proprio l’aspetto survival è stato molto semplificato, in favore di un gameplay più immediato e spettacolare, grazie al sapiente utilizzo di numerose scene scriptate.

Cartucce e medikit sono presenti in maggiore quantità, così come la dotazione di bocche da fuoco risulta più efficace e bilanciata e le preziosissime munizioni militari;  utilizzate sia per infliggere danni maggiorati sia come moneta di scambio per acquistare potenziamenti e rifornimenti, sono di più facile reperibilità.

L’approccio furtivo invece, risulta ben implementato e rappresenta il modo migliore per affrontare i nemici ( umani perlomeno ) alle difficoltà più alte. Nulla vieta al giocatore di irrompere nel covo del nemico ed inondare di piombo qualunque cosa si muova, a rischio però di allertare la sicurezza che non tarderà a chiamare rinforzi, così da prolungare gli scontri a fuoco e costringervi a sprecare preziose risorse. Agendo di soppiatto invece è possibile eliminare i nemici uno alla volta tramite instant kill, letali coltelli da lancio ed armi munite di silenziatore o addirittura passare inosservati per intere aree di gioco. A rendere più appetibile tale approccio ci pensa anche il level design: nonostante le mappe non siano particolarmente estese e la progressione sia piuttosto lineare, Ogni area giocabile presenta alternative di percorso, che permetteranno al giocatore di interpretare diversamente la situazione. Molto gradita è la possibilità di spegnere o distruggere le fonti di illuminazione  così da aumentare le zone di buio ed aumentare il nostro spazio di manovra. Anche le sezioni all’ esterno risultano semplificate. I filtri della maschera antigas, indispensabile per sopravvivere ai vapori tossici, sono più facili da recuperare e le maschere stesse godono di una durata maggiore.

L’ultimo aspetto del gameplay di Metro Last Light è il fattore esplorazione: percorrere i livelli in ogni suo anfratto permetterà ai giocatori più attenti di recuperare equipaggiamento extra e scoprire collezionabili. Ascoltando le conversazioni contestuali si potranno poi scoprire retroscena sulle vicende del gioco ed ottenere informazioni extra per completare i livelli. La longevità si attesta sulla decina di ore, che possono aumentare se si decidesse di esplorare in lungo e in largo le location o di giocare a livelli di difficoltà maggiori.

Menzioniamo infine la presenza di una modalità estrema chiamata “ Ranger Mode”. Disponibile gratuitamente per chi avesse prenotato la limited edition, questa particolare modalità rappresenta l’esperienza definitiva per il player: Difficoltà aumentata, risorse in game scarse, HUD ed aiuti completamente assenti costringeranno il giocatore a ponderare ogni singola mossa. Questa modalità è consigliata a chi cerca un esperienza hardcore ed ai veterani di Metro 2033.

In contrapposizione al trand attuale, segnaliamo la mancanza di una modalità multiplayer ma l’ottima replay value del titolo, la possibilità di un finale multiplo in base alle nostre azioni ingame, aumentano di parecchio le ore spendibili sul titolo. 

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Una delle stazioni in tutto il suo splendore!

TRA LUCE E ZONE D’ OMBRA

Se il background narrativo ed artistico  è il fiore all’ occhiello della produzione; la realizzazione tecnica non gode purtroppo della stessa cura certosina. La versione da noi testata ( PS3 ) soffre di marcati effetti di aliasing e di tearing. Alcune textures appaiono in molte occasioni, slavate e poco definite. La resa globale rimane comunque molto buona. La palette cromatica, unita ad una realizzazione pregevole degli effetti di illuminazione e delle ombre, regalano atmosfere sempre azzeccate ed aree di gioco molto evocative. La modellazione poligonale si attesta su medi livelli, così come il comparto animazioni, svolgendo bene il loro lavoro. Praticamente nulla l’interazione ambientale. A parte lampade, torce e pochi altri elementi distruttibili, gli scenari risultano sempre molto statici.

Il sonoro è anch’ esso ben implementato: Convincenti le campionature ambientali e quelle delle armi. La colonna sonora è efficace, anche se non indimenticabile.

Discreto il doppiaggio in lingua nostrana. Consigliamo di giocarlo con quello in lingua russa, di ben altro livello e in grado di fornire il giusto tocco ai dialoghi.

Last Light è un diamante grezzo: Le piccole imperfezioni tecniche sono la dimostrazione che, con le giuste tempistiche di sviluppo e il giusto budget, questo titolo avrebbe potuto ambire a traguardi ancora più alti di quelli raggiunti.

COMMENTO FINALE

Metro Last Light è un ottimo titolo. Al di là di una realizzazione tecnica non eccelsa, il gioco è in grado di regalare atmosfere indimenticabili ed una storia coinvolgente e ben narrata, unita ad un gameplay che unisce il classico a features molto interessanti. Un must buy per chi ha amato il primo capitolo. Consigliamo questo titolo anche a chi fosse alla ricerca di uno shooter atipico, che mescola atmosfere dark ed elemnti survival. La mancanza di una modalità multiplayer potrebbe far storcere il naso a qualcuno, ma la possibilità di un finale multiplo e il poter rigiocare i capitoli a difficoltà maggiori, ne aumentano la replay value.

Ne approfittiamo per ricordarvi che Metro Last Light è disponibile dal 17 Maggio 2013 per PC, PS3 ed XBOX360.

Metro: Last Light – Trailer di lancio

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