Il 3 di Modern Warfare è il numero perfetto per chiudere il cerchio(?)

La dimensione del gioco una volta installato, quasi 14GB, promette bene sulla bontà del titolo, anche se a  conti fatti, io che sono tutto fuorché un giocatore FPS veterano, ho finito la campagna in poco più di 6 ore (testimone il timer interno del gioco); eppure mi attendevo una lunghezza ben maggiore, siccome l’indiricatore di completamento era ancora al 50%, ricaricando da un punto che poi ho scoperto essere molto vicino all’epilogo. Scopro solo dopo che la percentuale si riferisce anche alle compagne in solitario disponibili come estensione della modalità online, ed al numero di “enemy intelligence” che si riescono a raccogliere durante la storia.

Comunque, assodato che MW3 non è un’eccezione alla caratteristica di questo tipo di giochi di esaurire la campagna in breve tempo, e riservare la maggior parte delle ore di gioco alla modalità online, il terzo capitolo di Modern Warfare rimane sempre un buono spunto di divertimento per chi apprezza gli sparatutto solo se hanno una trama concreta alla loro base.

La storia alla base di MW3 riprende esattamente da dove si veniva lasciati alla fine di MW2, insomma quando Price e Soap– ma no, non ve lo dico, non voglio rischiare di rovinare il finale se non l’avete ancora giocato. Così come da tradizione, si impersoneranno durante il gioco tutti i personaggi chiave della storia, senza che manchi qualche spunto diverso dal solito e piuttosto colorito (nel senso di molto, molto crudo) in cui invece sarete nei panni di qualcuno completamente inaspettato.

Come dicevo, non sono un giocatore inveterato di FPS, e forse è per questo che spesso ho avuto difficoltà a seguire ciò che succedeva, e mi sono limitato ad andare dove andavano gli altri, oppure seguire l’indicatore bianco di “prossimo waypoint” (trovandomi a volte nel bel mezzo della compagine nemica), e più di una volta ho accidentalmente riempito di pallottole (o peggio, fatto bombardare con fumo segnaletico) i soldati alleati, ma se è l’azione che vi piace non saranno alcuni “friendly kills” -e relativo ricaricamento- a rovinarvi l’esperienza; è stato questo per me l’unico aspetto negativo del gioco, assieme al fatto che alcune volte i vostri compagni di ventura diventano fastidiosamente ripetitivi se non eseguite subito quello che vi chiedono, e continuano a urlarvi le stesse identiche parole fin quando non li accontentate.

La grafica del gioco non mi è sembrata molto più spinta del capitolo precedente di CoD, Black Ops, forse ad eccetto di qualche effetto speculare e di trasparenza del fumo, che ho preferito non portare al massimo livello per non far imbarazzare la mia 9600GT (sono comunque stato in grado di attivare funzioni grafiche che il setup automatico mi consigliava di lasciare da parte, senza notare alcun rallentamento).

L’impressione generale è stata davvero piacevole, le scene di azione a sé stanti non sarebbero bastate ad accontentare un giocatore come me che pretende di avere una buona storia sullo sfondo, e in questo caso la parte graficamente narrativa di MW3 è senz’altro migliore rispetto a MW2.

Il finale è tra il sublime e lo spietato, o meglio, è entrambe le cose assieme, anche se dopo il coinvolgimento adrenalinico delle ultime scene, la prima cosa che pensate è “…ma come, già finito?”

Stavolta sarebbe difficile dire se sono finite le avventure del signor Price, oppure lo rivedremo all’opera, infatti in MW2 era chiara la necessità di avere un seguito, mentre ora molte questioni in sospeso vengono risolte.


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