Call of Juarez: Gunslinger – Minirecensione

call-of-juarez-gunslinger

Titolo: Call of Juarez: Gunslinger

Sviluppatore: Techland
Publisher: Ubisoft
Numero di giocatori offline: 1
Numero di giocatori online: 0
Risoluzione Video: 1080p (XBOX360/PC), 720p (PS3)
Piattaforme: Pc, Xbox360, Playstation 3
Localizzazione: Parlato in inglese, testo a schermo in italiano.

Introduzione

Esportato in Europa da Buffalo Bill a cavallo tra l’ottocento e il novecento, il genere western è stato fonte di grande ispirazione dal punto di vista cinematografico e letterario. Frutto di questa ispirazione sono lungometraggi che hanno portato alla fama mondiale artisti del calibro di John Wayne o Clint Eastwood, ma nel mondo del videogioco raramente questo particolarissimo genere è stato sfruttato. Ricordiamo l’originale free roaming Gun, sviluppato da namco nel 2005, che proponeva una trama interessante e un gameplay molto simile ai Grand Theft Auto di Rockstar, sofwtare house che ci ha regalato nel 2010 il favoloso Red Dead Redemption, seguito spirituale del predecessore Red Dead Revolver. I due titoli sopracitati offrivano (e offrono tuttora) un’esperienza divertente e longeva. D’altro canto, dal lato sparatutto, solo Techland ha deciso di prendere di peso le atmosfere western e utilizzarle in un videogioco che offrisse sì una trama interessante, ma riducendo il gameplay all’osso, portando le meccaniche dal free roaming all’ fps. Call of Juarez, per l’appunto, è una saga che si distingue per essere probabilmente l’unica saga di fps ad ambientazione western, con il riuscito titolo omonimo uscito nel 2006, e con il prequel Bound in Blood del 2009. Recentemente però, Techland ha deciso di portare la sua saga verso un’altra direzione con Call of Juarez: The Cartel, e i risultati non sono stati dei migliori. The Cartel infatti ripropone il gameplay classico degli sparatutto, ma accompagnato a un comparto grafico e tecnico decisamente sotto la media, una trama da dimenticare e la longevità media di un titolo fps. Nel 2013 Techland ci riprova, e tenta di riportare sui nostri schermi l’ambientazione western dei primi capitoli della saga con Call of Juarez Gunslinger, disponibile su Pc su Steam e in formato fisico, e su Xbox360 e Playstation 3 solo in formato digitale.  Però… sì, c’è un però.

Il gioco ci affiancherà spesso e volentieri mitiche figure del West

Il gioco ci affiancherà spesso e volentieri mitiche figure del West

Max Payne? Non conosco nessun Max Payne.

Call of Juarez: Gunslinger ci mette nei panni di Silas Greaves, leggendario cacciatore di taglie giunto nella città di Albilene nel 1910, dove racconta le sue disavventure ad un gruppetto di persone riunite in un bar della città. Qui ha inizio la trama, raccontata in stile flashback dallo stesso Greaves, che va a ripercorrere i suoi passi dalla giovinezza con Billy the Kid (sì, avete capito bene), fino allo scontro finale con il suo acerrimo nemico Roscoe Bryant. Nulla da dire, la trama non brilla certo per originalità, proponendoci la già vista ricerca della vendetta personale da parte del protagonista, lungo un rocambolesco viaggio contro mille nemici e perchè no, anche contro i fantasmi del suo passato. Se da una parte la trama non riesce ad accattivare appieno, stesso discorso non si può certo fare per la qualità recitativa, ottimamente realizzata con un doppiaggio in inglese pressochè eccezionale, voci azzeccatissime e dialoghi che ogni tanto riusciranno anche a strappare un sorriso per l’ironia della situazione. Tecnicamente parlando, la versione PC di Gunslinger offre un comparto grafico un po’ particolare, abbandonando i toni realistici dei precedenti capitoli, propendendo per il cel shading, ma comunque riuscendo ad offrire scorci visivi evocativi e ambientazioni più o meno varie, passando per foreste, paludi, montagne e città fantasma, il tutto condito da una buona dose di splatter in stile fumettoso.

Graficamente parlando, nulla da dire. Il gioco è visivamente d'impatto.

Graficamente parlando, nulla da dire. Il gioco è visivamente d’impatto.

La totale assenza di filmati poi, è una scelta stilistica piuttosto azzeccata, che lascia raccontare la storia attraverso una serie di slide proprio in stile fumetto, che fanno da lontano l’occhiolino al buon Tex Willer. Se fin qui sembra tutto ottimo, purtroppo lo stesso non si può dire per il gameplay, che purtroppo cade nello stereotipo dell’fps, costringendo il giocatore al classico raggiungimento del punto B partendo dal punto A, sconfiggendo la miriade di nemici scriptati che il gioco ci farà comparire davanti, fino ad arrivare al boss di fine livello, che spesso e volentieri si rivelerà estremamente semplice da abbattere appunto perchè segue le solite due o tre azioni scriptate in sequenza. La giocabilità è stata arricchita, se così si può dire, da un sistema di bullet time, che però risulta spesso essere invasiva e fin troppo presente, rallentando il gioco ogniqualvolta metteremo a segno un colpo alla testa e, con l’acquisizione di una particolare abilità, ogniqualvolta prenderemo la mira. Affiancato a tutto ciò troviamo un sistema di accrescimento del personaggio, che però risulta di poco impatto, visto che per tutta la durata del gioco, che si assesta sulle 5-6 ore, non dovremo far altro che impallinare ogni forma di vita ci si presenterà davanti, rendendo un tentativo di aggiungere profondità al titolo del tutto superfluo. Ciliegina sulla torta il sistema di duelli, che a primo impatto può rivelarsi interessante: il gioco infatti di quando in quando ci riproporrà le atmosfere da “mezziogiorno di fuoco” tipico del genere western, lasciando il controllo della mano del nostro pistolero ai tasti A e D, in modo ad avvicinare la stessa alla fondina velocizzando l’estrazione dell’arma, e la mira al mouse in modo da centrare il nostro avversario in un reticolo che si restringerà sempre di più. Raggiunto un certo punto, entrambi i contendenti estrarranno le armi più o meno velocemente a seconda dei nostri risultati con mouse e tastiera, lasciandoci come compito ultimo quello di piantare un proiettile in fronte al nostro bersaglio. Se questo sistema può sembrare divertente, presto si rivela estremamente ripetitivo e privo di sfida, complice anche la possibilità di “giocare sporco” ed estrarre la pistola prima del tempo, con meno precisione ma con vantaggio sul nostro avversario colto di sorpresa.

Il sistema dei duelli risulterà alla lunga ripetitivo e sempre troppo semplificato.

Il sistema dei duelli risulterà alla lunga ripetitivo e sempre troppo semplificato.

Questo portafogli è troppo piccolo per tutti e due

Insomma, fallimento totale? No, certo che no. Gunslinger non riesce a imporsi come fps western, ma riesce ad offrire un paio di serate in puro divertimento arcade che ricorda da vicino quello degli shooter su binari tipici delle sale giochi. Graficamente il titolo riesce ad offrire un impatto visivo più che accettabile e spesso accattivante, ma per quanto riguarda la narrazione, Techland toppa miseramente, proponendo una storia scialba, dove Greaves non farà altro che man bassa di nemici, impallinando ogni fine livello leggende del calibro di Jesse James, Butch CassidyNewman Haynes Clanton, figure di spicco che sembrano essere state messe nel gioco di prepotenza, rendendo il tutto privo di significato. Non c’è certo bisogno di inserire nomi famosi a carriolate per rendere una trama interessante. In conclusione, un mezzo fallimento. Provato su un pc dotato di un processore Intel Core-i5 da 3,2 GHz, 8 GB ram, GPU Nvidia 660 GTX e Windows 7 64 bit, Call of Juarez: Gunslinger non raggiunge i risultati ottenuti dai primi due capitoli della saga fps western, risultando come uno shooter in soggettiva a prezzo budget, il titolo è infatti disponibile per PC, Xbox360 e Playstation 3 alla cifra di 15 euro, un prezzo davvero esiguo per ciò che il titolo offre, ma che non giustifica la scarsa realizzazione complessiva del gioco, soprattutto se paragonato ai più recenti titoli indie. Ci sorge quindi un dubbio: forse la scarsa qualità è dovuta al fatto che Gunslinger sia uscito molto poco dopo Dead Island: Riptide, altro titolo sviluppato da Techland? Probabilmente non lo sapremo mai, ma su una cosa siamo sicuri: attenderemo con ansia il giorno in cui la software house polacca riuscirà a riproporre uno shooter western del calibro del primo, ottimo Call of Juarez.

Call of Juarez: Gunslinger –  Media Gallery 


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.