Microsoft Conference Recap

xbox One

Microsoft Conference: Xbox ONE Reveal

L’ultimo step verso la nuova generazione

Presentare una nuova console è sempre un azzardo: le aspettative spesso sono insoddisfabili e ogni utente si aspetta novità che non sempre possono essere accontentate.

Di contro le stesse Software House, ora più che in passato, capaci unicamente di calpestarsi da soli i piedi, con operazioni davvero insensate (qualcuno ha detto PSP Go?) o proponendo nuove apparecchiature che difficilmente vengono sfruttate a dovere e spesso vengono relegate a giochi di scarsa importanza (Kinect docet).

Dopo il reveal della PS4 la palla tocca a Microsoft che ha avuto modo di osservare le reazioni degli utenti dopo la conferenza Sony. Ma la lezione sarà servita? A parere di chi scrive, no.
Ma andiamo per gradi.

XBOX ONE

 

La prima differenza tra la conferenza Microsoft e quella Sony è stata evidente fin dal primo istante: la nuova console della casa di Redmond è stata immediatamente mostrata al pubblico: un design semplice ma non per questo poco raffinato, anche se alcuni potrebbero discutere su una forma che ricorda fin troppo i vecchi videoregistratori dei tempi che furono.

Di contro il controller sembra non lasciare spazio a critiche: pur senza mutarne profondamente la linea estetica, miglioramenti come una batteria integrata (e perciò meno ingombrante) e un D-Pad finalmente degno di questo nome risultano assolutamente gettonati.

Sul fronte tecnico la nuova console sfrutta un CPU 8 Core che si appoggia a 8 GB di memoria RAM e a un hard disk da 500 GB, senza dimenticare il lettore Blu-ray.

Detto ciò, si passa ad uno degli elementi su cui Microsoft sembra intenzionata a calcare maggiormente la mano: il nuovo sensore Kinect, rivisto nell’aspetto e nella funzionalità, in grado, a quanto sembra, di riconoscere con una precisione precedentemente sconosciuta i nostri movimenti e i comandi vocali.

Su questo versante in effetti si è dato grande spazio, nel momento in cui il presentatore Yusuf Mehdi ha fatto sfoggio di una feature che potrebbe ridefinire il concetto di “centro multimediale completo”: i canali televisivi.

Canali tv interattivi e menu semplici e completi hanno fatto da cornice a questa prima parte della presentazione, che però potrà interessare ad alcuni, mentre chi da una console esige in primo luogo i giochi non avrà grande desiderio di mettere mano a queste nuove caratteristiche che hanno però certamente il vanto di portare la console di casa Microsoft in diretta concorrenza anche con i maggiori servizi di tv satellitare come SKY. Resta da vedere come alcune funzionalità possano venir trasportate in Europa.

XSocial ONE

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La nuova parola d’ordine di questa generazione sembra proprio destinata ad essere “Social”.
Se Sony si è “limitata” a presentare il tasto SHARE del nuovo dualshock, la nuova XBOX One ha presentato svariate feature legate alla connessione e condivisione tra gli utenti, non solo attraverso la sola console.

Innanzitutto non è mancata la prevedibile presentazione del nuovo supporto a Skype, di recente acquisita dalla Microsoft, che ci permetterà di metterci in contatto coi nostri amici in qualsiasi momento.

Viene quindi il momento del rinnovato sistema Smartglass, che darà modo di utilizzare in svariati modi tablet e smartphone con Xbox ONE, ad esempio come controller, ma anche per osservare il nostro profilo online in qualunque momento.

Novità anche sul fronte Live, con nuove opzioni di condivisione nell’inedito Azure Cloud di Xbox Live , in particolare permettendo di osservare gli achievement ottenuti e (cito) “come avete giocato”, creando un “mondo vivente e persistente”.

Inaspettata infine l’apparizione di niente meno che Steven Spielberg (che peraltro già tempi addietro si dimostrò interessato al mondo videoludico), il quale si occuperà di “Wake Up John“, serie tv dedicata al mondo di Halo.

Director Steven Spielberg is shown on screen discussing his partnership on Halo the television Series during the Xbox One launch unveiling Microsoft's new Xbox in RedmondE i giochi?

Finora non abbiamo affrontato il tema fondamentale per ogni videogiocatore: i giochi.
Prima che ve lo chiediate, no, non è stato fatto per lasciare alla fine il “piatto forte”.
Sul versante videoludico strettamente inteso si è in effetti visto ben poco, anche se sono state annunciate – per così dire – 15 esclusive nel primo anno di vita della console.

A fare il primo ingresso è stata la EA Sports, orgogliosa di presentare i suoi Big 4: NBA Live, FIFA, Madden e UFC (brand di recente acquisizione dalla SH americana). In particolare tutti e 4 i titoli presenteranno il nuovo motore Ignite, che promette di offrire livelli di dettaglio elevatissimi e una IA rivoluzionaria. Da quel poco che si è potuto vedere attualmente Ignite si presenta molto bene, ma vedremo alla fine dei conti quanto di ciò che è stato promesso sarà mantenuto.

Poco si è visto invece di altri due titoli: l’atteso nuovo capitolo di Forza Motorsport, giunto alla sua quinta incarnazione, e una nuova interessante IP dei Remedy (Max Payne, Alan Wake) intitolata Quantum Break, la cui trama riguarderà una bambina dotata di poteri paranormali, ma poco altro è stato rivelato.

A chiudere la conferenza è arrivata Infinity Ward col nuovo capitolo della loro celeberrima saga sparatutto: Call of Duty: Ghosts.
Un cliché fin troppo noto, visto che gli ultimi anni hanno sempre visto la presenza dellla suddetta serie di FPS all’interno delle conferenze Microsoft, seguita dal sempre più scontato annuncio di una esclusività temporanea dei DLC che usciranno per il titolo.

Per quel che si è potuto vedere, Call Of Duty: Ghosts promette una trama di alto livello, un nuovo motore grafico (finalmente!) e alcune implementazioni nel gameplay, in particolare scenari interattivi.

Un’ombra sul futuro

Tirando le somme questa conferenza si è rivelata mediocre, se non peggio: è chiaro come Microsoft si stia impegnando per rendere la nuova Xbox il fulcro dei salotti di ogni casa, ma di contro (ancora una volta) pochissimo spazio è stato dato a ciò che è più importante, ovvero i giochi.
Le superflue esibizioni del sistema tv e le presentazioni in pompa magna di novità abbastanza scialbe per l’Xbox Live non convincono appieno, ma ciò che più inquieta sono le dichiarazioni avvenute dopo la conferenza.

Uno dei timori più grandi, quello dell’always online, non è stato sfatato completamente, visto che per godere appieno delle funzionalità della console sembra sarà necessario una connessione ad internet quasi costante, mentre il mercato dell’usato sembra esser stato completamente distrutto dal nuovo sistema di registrazione dei giochi annunciato dal vicepresidente Microsoft Phil Harrison: ad ogni acquisto di un titolo verrà associato un codice da inserire, che si legherà all’account dell’utente. Comprando il titolo usato sarà necessario acquistare una chiave per sbloccarlo e utilizzarlo che di fatto costerà come il gioco nuovo.

Harrison non è stato infine molto chiaro sul sistema attraverso cui sarà comunque possibile vendere, forse tramite marketplace, i codici, in cambio magari di Microsoft Points.

Attualmente non si può pronosticare molto sul futuro di XBOX One, ma quel che è certo è che Microsoft NON ha imparato dagli errori del passato. Purtroppo sembra proprio che le SH si siano dimenticati che le console sono fatte per giocare in primo luogo e XBOX One, Kinect a parte, ha mostrato ben poche feature videoludiche

Andrà meglio all’E3? Poche settimane e lo scopriremo


2 Comments

  1. Avatar fullmetalalchemist25
    • Avatar knight96-1994

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