Recensione – Fire Emblem Awakening

Era il lontano 2004, quando per noia e per curiosità comprai una copia di un certo Fire Emblem per il mio Gameboy Advance.

Ricordo la scena come se fosse ieri; la scatolina della cartuccia se ne stava da sola, messa lì sullo scaffale del megastore quasi per dispetto, immagino alla faccia di quel dipendente licenziato perché aveva osato opporsi al tal responsabile acquisti della catena troppo concentrato su titoli mainstream, bla bla bla… basta col rant.

Ricordo anche la sensazione quasi estraniante che provai quando, accesa la mia console portatile, mi ritrovai per le mani un gioco di ruolo strategico a turni. Non che non apprezzi il genere, ma ai tempi avevo avuto il mio bel daffare con titoli come Advance Wars ed Advance Wars 2: Black Hole Rising e personalmente credevo di averne avuto abbastanza.

Mi sbagliavo.

Per l’angolo “noi gamers attempati”, quel Fire Emblem portato in Europa per la prima volta altro non era che il settimo titolo di un franchise iniziato sul Nintendo NES nel 1990 e mai distribuito al di fuori del territorio giapponese fino, appunto, al 2004. Per motivi che non sto a svelarvi ora, giusto per evitare di ripetermi nel corso della recensione, quel Fire Emblem per Gameboy Advance divenne un cult.

Quasi nove anni più tardi esce Fire Emblem Awakening.

Come Rommel ai tempi del 3D

Buttare giù la recensione di un titolo come Fire Emblem Awakening non è facile; intendiamoci abbiamo per le mani un gioco che merita tanto di cappello quasi sotto tutti i punti di vista: grafica eccellente, trama complessa, personaggi caratterizzati egregiamente sia a livello visivo che emotivo, sistema di gioco intrigante, profondo e spietato quanto basta da costringere il giocatore a pianificare ogni singola mossa, dal semplice movimento dei personaggi all’azione da far eseguire loro. Tuttavia, la recensione risulta difficile perché analizzare troppo approfonditamente ogni singolo aspetto di un titolo mastodontico come Fire Emblem Awakening, potrebbe rovinare l’esperienza di gioco racchiusa nella piccola cartuccia 3DS. E vi assicuro; vale la pena godersela appieno.

Inizio subito col dire che Fire Emblem Awakening non è affatto adatto al casual gamer; non lo sono in genere gli strategici a turni, ma Fire Emblem Awakening ne fa il suo vero punto di forza mostrando tutto il suo vero potenziale solo dopo che il giocatore è riuscito a fare sue tutte le meccaniche di gioco.

La trama, tanto per rendere le cose difficili a chi di videogames deve parlare, parte subito con un plot twist niente male, riesce da subito a instillare la curiosità necessaria al giocatore ad affrontare l’alta difficoltà del titolo per superare le primissime fasi di gioco ed addentrarsi successivamente nel vivo della vicenda.

Va detto ad onor del vero, che si tratta di un titolo stand alone, godibilissimo quindi anche da chi non ha mai giocato nessun altro capitolo della serie. 

Una volta assistito all’introduzione della storia, ci verrà dato il compito di creare il nostro personaggio che andrà ad affiancare, nel ruolo di stratega, il giovane principe Chrom, comandante dei Pastori di Ylisse e vero protagonista della storia che avrà il compito di “pacificare” i rapporti con la turbolenta nazione di Plegia. Questa è solo la proverbiale punta dell’iceberg: l’apparizione del misterioso guerriero mascherato che di fa chiamare  Marth e di una schiera di pericolosi non-morti chiamati i Risorti, infatti, ingarbuglierà la vicenda che diventerà via via sempre più avvincente con l’avanzare del gioco. Senza addentrarsi ulteriormente nella trama, questa procede sempre con un buon ritmo sia grazie alle cutscene rese in un cell shading eccellente e che non ha nulla da invidiare ad un anime di alta qualità, sia alle tonnellate di dialoghi a schermo che introducono e concludono ogni missione.

Il comparto tecnico di Fire Emblem Awakening è di altissimo livello, non solo per le sopracitate cutscene ma anche per l’aspetto in game del titolo. Il campo di battaglia, infatti, è estremamente dettagliato, con i suoi svariati rilievi, fiumi, foreste e fortificazioni. Il 3D impreziosisce il tutto dando l’idea di muovere delle figurine di carta poste sul tabellone di un gioco da tavolo. Quando poi le unità entreranno in contatto dando inizio allo scontro vero e proprio, la visuale cambierà ulteriormente mostrandoci i modelli poligonali dei personaggi in duello. In queste fasi, inoltre, sarà possibile operare sulla regia delle sequenze in tempo reale, attraverso l’utilizzo dello stilo e del touchpad.

Una confezione di così alto livello, non poteva non racchiudere un gameplay profondo e solido come pochi altri titoli del genere.

Fire Emblem Awakening propone un sistema di battaglia basato sul principio del “sasso-carta-forbice”: le unità armate di spada sono più efficaci sulle unità armate di ascia, così come le unità armate di ascia prevalgono su quelle armate di lancia che infine sono più efficaci sugli spadaccini. Sebbene nelle primissime fasi di gioco, questo sistema possa sembrare trascurabile (anche per motivi di personaggi a nostra disposizione), nelle fasi più avanzate del gioco il divario di efficacia sarà tale da diventare punitivo nei confronti di uno schieramento poco accorto o di una mossa troppo azzardata da parte del giocatore.

Il sistema “sasso-carta-forbice” va ad abbinarsi alla più classica meccanica delle classi. Il titolo Intelligent System, infatti offre diverse classi da schierare sul campo di battaglia; inizialmente avremo a disposizione il tattico (il nostro personaggio) che affiancherà i classici spadaccini così come dei guerrieri armati di lancia o di ascia, sia a piedi che a cavallo, piuttosto che degli  arcieri e anche maghi di attacco e di supporto. Dal tipo di ciascuna classe, dipenderà il tipo di arma utilizzabile ed il tipo di attacco o di funzione.

Imparare a conoscerle ed usarle, sarà indispensabile per ottenere la vittoria.

Fanti e cavalieri saranno le unità preposte al combattimento corpo a corpo, i maghi e gli arcieri si occuperanno del combattimento a distanza; infine i maghi di supporto avranno l’importante compito di curare le ferite delle unità sul campo. Una menzione particolare va fatta per quest’ultima classe; imparare a gestire i tempi di cura e recupero è fondamentale perché chi cade nelle battaglie di Fire Emblem Awakening, è perduto per sempre. Cioè verrà eliminato dall’elenco delle unità a disposizione del giocatore per le future battaglie. Un’ulteriore distinzione riguarda la capacità di movimento; inutile dire che le unità a cavallo, potranno coprire maggiori distanze rispetto alle unità a piedi, così come le unità sul dorso di bestie volanti avranno una mobilità ancora maggiore, al prezzo di una maggiore vulnerabilità nei confronti delle unità di attacco indiretto.

Già dalle prime ore di gioco, il titolo offre tanta e tale profondità, ma avanzando nella vicenda il giocatore arriverà ad avere a disposizione la bellezza di 46 classi differenti, derivanti dall’evoluzione e dalla fusione (se vogliamo darle un nome) delle classi.

Di base ogni classe può evolvere in una versione potenziata. A partire dal decimo livello, infatti, utilizzando un oggetto particolare sarà possibile azzerare l’esperienza accumulata in battaglia, mantenendo però le statistiche accresciute, ottenendo così come risultato una versione più potente ed efficace dell’unità in questione. Se questa meccanica può non risultare innovativa ad una prima occhiata, vale la pena sottolineare che ogni classe può essere fusa con un’altra grazie alla meccanica di supporto tra unità.

Quando una delle unità a disposizione del giocatore, si ritroverà ad affrontare uno scontro vicino ad un’altra unità alleata, tra le due inizierà ad istaurarsi una sorta di legame. Dapprima questo legame si tradurrà in potenziamenti delle statistiche durante gli scontri, ma successivamente sarà possibile approfondire suddetto legame al punto da far sposare le due unità (a patto che siano di sesso opposto). Una volta sposate e raggiunto un certo capitolo della storia, sarà infine possibile reclutare il figlio della coppia, la cui classe sarà una combinazione delle due originarie.

 "Marinaio delle stelle"

Concludendo, Fire Emblem Awakenin  dimostra di essere un titolo estremamente profondo, con meccaniche di gioco complesse, è vero ma, di facile assimilazione presentate attraverso una caratterizzazione dettagliata dei personaggi ed una trama ricca di colpi di scena. Il character design di Yūsuke Kozaki (Speedgrapher, Soul Eater, No More Heroes) ritrae personaggi affascinanti ed estremamente colorati, mentre i dialoghi tra questi, sia nelle cutscene che nei momenti liberi tra una missione e l’altra, vantano una buona scrittura, anche se la loro strumentalità nei confronti del Support System tende a renderli di tanto in tanto un po’ troppo naif; e la loro resa sonora non va oltre una serie di “sorry”, “yes”, “mh” “alright”.

Benché di difficoltà elevata, Fire Emblem Awakening non deve scoraggiare chi si avvicina per la prima volta al franchise: le meccaniche di gioco sono facilmente assimilabili e ricambiano l’impegno del giocatore con una buona dose di soddisfazione. Con due finali ed una longevità che non ha nulla da invidiare ai grandi titoli per le console domestiche, e che aumenta ulteriormente grazie alle mappe addizionali scaricabili come dlc ed alle varie missioni secondarie sparse per la mappa del mondo, Fire Emblem Awakening non può non far parte della vostra collezione di giochi per 3DS.


Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.