Far Cry 3: Blood Dragon – Recensione

SCHEDA GIOCO
TITOLO: Far Cry 3: Blood Dragon
SVILUPPATORE: UbiSoft Montreal
PRODUTTORE: UbiSoft
DATA DI USCITA: 01-05-2013 (PSN, Xbox Live, Steam)
GENERE: Sparatutto Sci-Fi
LINGUA: Totalmente in italiano
PREZZO: 14,99€ – 1200 MSP

 

Requisiti minimi:
– SO: Windows Vista / Seven
– Processore: Intel Core 2 Duo @ 2.6 Ghz / AMD Athlon 64 X2 6000+
– Memoria: 4 GB
– Scheda Video: nVidia GeForce 8800 / ATI Radeon HD 2900
– Scheda Audio: DX10 Compatibile
– Direct X: DX10

A dire la verità, quando è avvenuto il suo annuncio, la faccenda sapeva tanto di bufala. Anche perché è avvenuto il fatidico 1° aprile, il giorno della goliardia per eccellenza.
Molti di noi hanno pensato che si trattasse di uno scherzo orchestrato da parte di UbiSoft, quando abbiamo visto cyborg, atmosfere sci-fi anni ’80 e colori al neon accecanti.
Certo, sapevamo che un titolo “open” come Far Cry 3 avrebbe certamente avuto espansioni, DLC e quant’altro… Ma probabilmente in pochi si aspettavano un prodotto come questo Blood Dragon.
Nessuna bufala, quindi. E’ tutto vero! UbiSoft ha deciso di puntare su un titolo stand-alone assolutamente fuori di testa, in grado di rievocare dolci amarcord.
Per coloro che sono cresciuti con atmosfere anni ’80 (compreso chi scrive), Terminator e John Rambo, questo Blood Dragon è un tuffo al cuore nel passato e nell’infanzia scanzonata che ci ha accompagnato in tanti momenti di puro intrattenimento, machismo e ironia senza precedenti.
Tiriamo fuori il vecchio videoregistratore, e prepariamoci ad un tuffo nella fantascienza in pieno stile eighties, fatto di citazioni, sarcasmo e tanto testosterone da far crescere la barba anche alla più sensuale delle figure femminili sul pianeta.
Let’s rock!

Partiamo dalla trama che, come la tradizione vuole, probabilmente è ridotta ad una mezza pagina scarsa di Microsoft Word, dove sono raccolti tutti gli stereotipi degli action/sci-fi a cavallo tra gli anni 80 e 90, dove non importava il messaggio e la morale che veniva inculcata allo spettatore, ma importava solo la forza bruta, i muscoli pronti ad esplodere e la lunghezza dei capelli degna del rettilineo del Mugello.
Il titolo è ambientato in un 2007 post-apocalittico, ed il nostro alter-ego è nientemeno che Rex Power Colt, un cyborg di tipo Mark IV impegnato nel salvare il pianeta Terra col suo compagno Spider.
La radice di tutti i mali, è impersonata da Sloan, terribile mercenario che si è asserragliato su di un isola popolata da commando ultra-equipaggiati, e circondata da strani animali fosforescenti ed effetti psichedelici e luci al neon.

COMPARTO GRAFICO
Inutile dire che l’intero impianto grafico di Blood Dragon, si basa sul Dunia Engine 2 che muove il gioco base.
Probabilmente l’impatto generale risulta meno convincente a livello puramente tecnico rispetto al fratello maggiore, anche perché Blood Dragon, vista la sua natura da titolo Digital Delivery, non può superare la soglia dei 2Gb di grandezza.
Quindi si è dovuto scendere a numerosi compromessi, come una linea d’orizzonte sensibilmente diminuita, un effetto nebbia che maschera parzialmente l’abbassamento di risoluzione delle textures, e qualche occasionale bug, presenza già gradita nel capitolo principale.
Solo che al posto di orsi o tigri, in questo Blood Dragon, saranno proprio i curiosi draghi a rimanere incastrati in alcune parti dello scenario.
In verità ciò che colpisce maggiormente nell’aspetto grafico di Blood Dragon, non è assolutamente la qualità grafica, ma la presenza di effetti luce accecanti e dalla colorazione sempre vivace.
Più che in un’isola, sembra di trovarsi all’interno della mente di un discomane, sotto l’effetto di una qualche sostanza allucinogena.
Colori, colori dappertutto, che vengono intervallate frequentemente da fragorose esplosioni, con barili piazzati più o meno ovunque nello scenario.
Inoltre, è stato aggiunto un effetto VHS, che è un vero e proprio tuffo al cuore per coloro che sono cresciuti a pane e videocassette.
Le sezioni d’intermezzo, sono state simpaticamente riprodotte con delle cutscene fumettistiche, dal sapore fortemente retrò.

COMPARTO SONORO
Da applausi il comparto sonoro, che raggiunge picchi d’eccellenza in ogni suo aspetto.
La colonna sonora, è in pieno stile film action anni ’80, con diversi richiami allo storico tema portante del leggendario Terminator, interpretato dal buon vecchio Schwarzy.
Anche il doppiaggio è interpretato in maniera eccezionale… Incredibile a dirsi, ma anche la localizzazione in italiano rende bene quanto quella in inglese, anche grazie ad una certa libertà concessa ai doppiatori, di riadattare i dialoghi in lingua nostrana, in modo da renderli più efficaci. Da applausi il copione messo su da UbiSoft Montreal, costituito da una serie di dialoghi zeppi di f”?k, e caratterizzati da un umorismo macho e scambi di battute sul filo del ridicolo.

GAMEPLAY
Il gameplay non presenta numerose variazioni rispetto al titolo originale.
Tuttavia, sono stati apportati alcuni cambiamenti all’impianto di gameplay, dovuti alla differenziazione sostanziale del contesto di gioco, e delle peculiarità del protagonista.
La formula base è invariata, infatti potremo esplorare un’isola a bordo di diversi veicoli.
I cambiamenti principali, sono stati apportati al protagonista. Rex Colt, infatti è un cyborg (un robot dalle sembianze umane), e per questa ragione possiede tutte le abilità disponibili, che il buon vecchio Jason Brody doveva faticare ad ottenere in Far Cry 3.
Nonostante tutto, saranno presenti diversi miglioramenti potenziamenti che riguarderanno i punti vita, diverse armi da fuoco e la potenza fisica.
A proposito di questa, Rex potrà usufruire di diverse abilità incrementate, come uno scatto più duraturo ed una pressoché totale invincibilità alla cadute libere.
Come in Far Cry 3, sarà possibile approcciare il campo di battaglia in due diversi modi, utilizzando le meccaniche stealth, oppure utilizzando un approccio “spaccatutto”.
Quest’ultimo approccio, è decisamente più consigliato rispetto al titolo principale, poiché le abilità di Rex, unite alla maggiore spettacolarità degli scontri, contribuiscono a donare un senso di appagamento non indifferente.
Se poi, grazie agli sviluppatori, è stato introdotto il comando per provocare un nemico (facendogli il dito medio), allora il risultato è decisamente esilarante, oltre che spettacolare.

LONGEVITA’
Mettiamo subito in chiaro una cosa… Far Cry 3: Blood Dragon, è un titolo piuttosto scevro di contenuti.
La campagna principale è terminabile in 4 ore, e la struttura lineare delle missioni, di certo non aiuta all’incremento dal fattore longevità.
Ma la loro elevata spettacolarità, unità all’ilarità delle situazioni e dei dialoghi, rende piacevole rigiocare l’intera campagna.
Sono presenti diversi incarichi secondari, come la conquista degli avamposti, le missioni di salvataggio o di caccia, inserite proprio per rendere un po’ più duratura l’esperienza del titolo.

CONCLUSIONE
Se si dovesse giudicare Far Cry 3: Blood Dragon dal punto di vista contenutistico, il titolo raggiungerebbe a malapena la sufficienza stiracchiata.
Ma UbiSoft ha avuto la geniale idea di proporre un titolo contenutisticamente discreto invero, ma con una personalità tutta sua, strizzando l’occhio alle atmosfere anni ’80, facendo leva sul lato nostalgico di molti videogiocatori, cresciuti a pane, Nutella e machismo made in USA.
Giocare questo titolo, significa essere continuamente sottoposti a battute demenziali e situazioni oltre ogni schema di plausibilità, che scateneranno in più di un’occasione delle sonore risate.
Il gameplay già apprezzato di Far Cry 3, unito all’atmosfera surreale di un futuro post-apocalittico made in 80’s, rende Blood Dragon uno dei Downloadable Content più geniali e vincenti di questa generazione.
Un titolo in stile Mark IV, figli di buona donna!!!

 

PRO CONTRO
– Esilarante e folle oltre ogni logica – Contenutisticamente povero
– Love the 80’s – Qualche bug occasionale
– Impianto gameplay di Far Cry 3
– Copione allo stesso tempo geniale e demenziale
– Ottimo doppiaggio

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.