Recensione – Dishonored: Il Pugnale di Dunwall

Sei mesi fa Arkane pubblicò il suo action-adventure con componente stealth, Dishonored, ottenendo ottime vendite ed elogi dalla critica, come il nostro 9.2, insieme a molteplici premi come miglior gioco action. Quale modo migliore per cavalcare l’onda del successo se non ampliare la storia con un nuovo DLC? Il Pugnale di Dunwall racconta una storia parallela a quella del gioco originale, ma sarà paragonabile anche come qualità?

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* Per coloro che non hanno giocato Dishonored si consiglia di evitare il successivo paragrafo causa spoiler *

Nel Pugnale di Dunwall, i giocatori assumeranno il ruolo di Daud, l’assassino responsabile della morte dell’imperatrice. Dopo averla uccisa Daud verrà sopraffatto dai sensi di colpa, e contattato dall’Esterno, il quale lo informerà cripticamente che la sua “storia finirà presto”. Gli verrà dato un ultimo indizio: il nome di “Delilah”. Daud partirà quindi alla ricerca di quest’ultima, ricerca che lo porterà a scoprire che Delilah altro non è che una baleniera. La sua avventura comincerà proprio da qui! Onestamente, la storia non è ben spiegata, e a volte potrebbe confondere, non su quello che bisognerà fare ma sul perché. L’improvvisa motivazione di Daud a perseguire Delilah non è realistica, e nonostante i diversi soliloqui il suo personaggio non verrà rivelato molto. Ma il gioco in sé è buono.

Molto di ciò che si è detto sul gioco principale può essere ripetuto qui. Complimenti ad Arkane Studios per la costruzione di un gioco che dà tante opzioni durante le missioni. Un sacco di giochi cercano di dare opzioni, ma in genere si riducono ad una scelta, o bianco o nero, il bene contro il male, la luce contro buio. Ne Il Pugnale di Dunwall (e in Dishonored in generale), c’è una vasta area grigia.

Per esempio, nella prima missione si potrebbe interrogare, o uccidere, o imballare più persone in delle casse, e non è del tutto chiaro quale sia la scelta “migliore”. Piace quella incertezza che dà un enorme incentivo a rigiocare determinate missioni, soprattutto quando le vostre azioni determinano direttamente la fine del contenuto.

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Dal punto di vista del gameplay, questo DLC recupera integralmente quello di Dishonored, con qualche interessante novità. Dato un obiettivo ci troveremo davanti un grande spazio aperto nel quale giocare, e come già detto in precedenza, diversi modi di affrontare le varie missioni, potrete buttarvi nella mischia o giocare nell’ombra, e forse le abilità di Daud favoriscono quest’ultimo approccio. Ma veniamo alle novità che questo DLC propone: all’inizio di ogni missione Daud avrà la possibilità di acquistare al mercato nero potenziamenti per l’armamentario e alcuni oggetti utili nella preparazione della stessa; così come Corvo, Daud avrà una balestra con i soliti dardi soporiferi o con proiettili esplosivi, mentre potrà acquistare delle granate fumogene, utili in diverse situazioni. La più grande rivelazione del gameplay è il Blink. Naturalmente, questa capacità era già presente nel gioco originale, con l’unica differenza che quando si attiverà mediante il grilletto, il tempo si fermerà. Sì, dal momento in cui si attiverà il Blink, il tempo si fermerà consentendo di pianificare le cose senza intoppi. Potrete saltare da un tetto, fermare il tempo, e mirarne uno adiacente spostandovi in modo più morbido ed elegante. Fuggire o uccidere usando il Blink sarà un gioco da ragazzi, ma ben lungi dall’essere l’unica opzione che Daud avrà a disposizione.

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Anche Daud sarà in grado di rilevare, tramite le sue abilità, Rune e Amuleti d’osso, ci saranno oggetti collezionabili e obiettivi sbloccabili, mentre per quanto riguarda la struttura delle missioni, troviamo in questo DLC molte missioni secondarie, alcune facoltative e altre necessarie se si volesse scovare ogni angolo di questo meraviglioso gioco. Questo nuovo contenuto, inoltre, è stato reso un pò più difficile dell’originale, introducendo anche nuovi nemici, come ad esempio i Macellai. Tutte queste novità, che abbiamo finora descritto, porteranno il giocatore a sfruttare maggiormente la componente stealth, portando la longevità del gioco a circa 5 ore.

Visivamente, il gioco sembra buono, certo una tacca o due sotto titoli come Far Cry 3, ma quello che manca tecnicamente, viene adeguatamente compensato con il suo stile unico. Dal punto di vista audio non c’è davvero niente di entusiasmante, ma gli effetti e la musica riempiono in modo adeguato il titolo di Arkane Studios.

Commento

Il Pugnale di Dunwall prende un già grande gioco e lo spinge in una direzione inattesa, vestendo i panni del cattivo. Anche se la storia è un po’ fiacca, il senso di apertura e di scoperta ripagano appieno, soprattutto in quello che è in gran parte una esperienza lineare. Le nuove capacità che possiede Daud e le modifiche di cui abbiamo parlato, rendono originale anche questa esperienza, e farà piacere agli appassionati del titolo Arkane. Non vedo l’ora di continuare la storia di Daud.


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