“Come dal Canada ti spiego il Messico”

Reduci dal successo di Tales From Space: Mutant Blobs Attack, i ragazzi dello studio canadese Drinkbox Inc. tentano di ripetersi celebrando con una buona dose di ironia la coloratissima quanto chiassosa cultura messicana.

Se titoli come Call of Juarez: The Cartel hanno già offerto ai gamers la visione di un Messico fatto di criminalità e violenza; i ragazzi di Toronto rompono tutti gli schemi sviluppando un prodotto che destruttura e ricostruisce i cliché più classici, dalla premessa al gameplay.

Guacamelee!

Disponibile per il download a partire dal 10 Aprile, questa esclusiva psn, mette il giocatore  nei panni di Juan Aguacate, ex luchador di belle speranze caduto in disgrazia e costretto, dal corso degli eventi, ad abbandonare la sua coltivazione di agave per soccorrere la bellissima figlia di El Presidente che è stata rapita dal malvagio scheletro Carlos Calaca e dai suoi sgherri.

Nelle prime fasi del gioco, il nostro mascellone messicano, entrerà in possesso di una maschera da luchador che gli fornirà la forza necessaria per affrontare l’avventura e farà la conoscenza di Tostada: misteriosa lottatrice mascherata, nonché secondo personaggio giocabile. Da questo momento Juan e Tostada diventeranno, di fatto, i paladini mascherati dei rispettivi mondi di origine: il mondo dei vivi ed il mondo dei morti. Guacamelee! infatti si svolge a ridosso di due mondi (o se vogliamo a ridosso di due fasi dello stesso mondo) il coloratissimo mondo dei vivi; virato sulle tinte calde del giallo e dell’arancione ed il mondo dei morti; controparte del primo, ma caratterizzato da tinte più fredde, mai minimamente lugubri.

La prima cosa che colpisce del titolo è la caratterizzazione grafica dell’ambiente di gioco che attinge a piene mani dal folklore messicano, dal mondo dei videogiochi (El Mega Hombre), della cultura pop contemporanea (El Gato Gruñón) e, ancora più nel dettaglio, da una delle feste più importanti del mondo latino americano: el dia de los muertos, mettendo così in scena un mondo estremamente colorato e scanzonato, tra chupacabras e calaveras, costantemente accompagnato da motivetti in stile mariachi.

Se l’aspetto grafico, pulito e variopinto ricorda alcune delle più fortunate produzioni Cartoon Network e rende omaggio alla cultura del Messico, proponendo un titolo gradevole e accattivante sul livello visivo; il gameplay di Guacamelee! cattura il giocatore celebrando, anche sfacciatamente, tutti i migliori titoli dell’era 16-32 bit.

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Controller in mano, infatti, il giocatore si ritroverà ad affrontare un’avventura 2D con forti componenti platform e beat’em up e caratterizzata da uno spirito “metroidvania”, in cui è possibile esplorare l’intero ambiente di gioco a patto, però, di possedere le abilità speciali necessarie a superare i diversi tipi di ostacoli che il mondo di gioco ci pone davanti.

Il gameplay classico dell’action open world 2D, riesce a mettere ancora più in luce il lavoro di destrutturazione dei generi operato dagli sviluppatori dello studio Drinkbox Inc sulle meccaniche di gioco. Dopotutto, stiamo parlando di Luchadores mascherati, e se c’è qualcosa che i luchadores devono saper fare bene è menare le mani, ed i protagonisti di Guacamelee! sanno menare le mani con estrema efficacia.

L’esplorazione del mondo di gioco del titolo, è infatti caratterizzata dalla sua anima beat’em up: Juan, così come Tostada, non esegue il doppio salto (scontato in titoli del genere), ma si produce in un poderoso uppercut fiammeggiante che gli permette di raggiungere le piattaforme più elevate, mentre per aprirsi la strada attraverso determinati tipi di ostacoli si limita a menare violente testate; quando non deve sfondare pavimenti a panciate… E queste sono solo alcune delle abilità che si posso apprendere proseguendo nel corso storia. Il resto dell’esplorazione, avviene tramite elaborati puzzle ambientali costruiti a ridosso dei due mondi; puzzle dalla soluzione impegnativa, perché ci si ritroverà ad utilizzare tutti i tasti del controller, ma mai frustranti grazie ad un sistema di controllo preciso ed alla quasi totale esistenza di fall damage. In caso di errore fatale, inoltre, sarà il gioco stesso a riportarci sull’ultima piattaforma da cui si è saltati, senza dover ricaricare dall’ultimo check point.

Parlando di anima da beat’em up, non si può non soffermarsi sulle meccaniche di combattimento del titolo, che nascondono dietro alla classica combo da tre colpi, una profondità degna di un vero e proprio fighting game. L’elevato numero di sgherri variopinti che si frapporranno tra il duo di luchadores ed il compimento della loro missione, infatti, potrà essere ridotto a zero utilizzando un’ampia serie di mosse che vanno da pugni e calci, passando per prese e proiezioni (potenziabili presso i check point disseminati per la mappa), per arrivare ad utilizzare stesse tecniche speciali utilizzate per esplorare l’ambiente di gioco. La padronanza di queste ultime diventerà necessaria per affrontare alcuni tipi di avversari e gli stessi boss del gioco. Sarà inoltre possibile, ed indispensabile, gestire il cambiamento di fase tra il mondo dei vivi ed il mondo dei morti per sconfiggere i nemici in agguato sia nell’uno e che nell’’altro, spesso durante lo stesso combattimento. Anche in questo caso Guacamelee! riesce a fornire un’esperienza impegnativa quanto soddisfacente, soprattutto grazie all’esilarante commento a schermo che sottolinea, in spagnolo, il numero di colpi portati in successione ai nemici (è possibile raggiungere combo da 300 colpi e oltre).

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Guacamelee! si propone come un’esperienza leggera e scanzonata, che nasconde un nocciolo complesso ed impegnativo, quanto soddisfacente e divertente. La forte ispirazione che attinge al folklore messicano e strizza l’occhio, con una buona dose di ironia, alla cultura pop contemporanea lo rende un titolo godibile anche al di là del suo essere semplicemente un gioco. Inoltre, essendo un titolo cross buy, con un singolo acquisto, per soli 14.99 € ci si porta a casa entrambe le versioni Ps3 e PsVita; a riguardo posso dire che nonostante i continui zoom in e zoom out della telecamera, funziona alla perfezione sia sullo schermo del televisore che sul monitor più piccolo della console portatile. In più, grazie all’implementazione del cross saving è possibile proseguire lo stesso walkthrough dell’avventura sull’una e sull’altra console.

Le uniche note dolenti risiedono nella durata limitata dell’avventura principale, che si attesta attorno alle sei ore  e che aumentano di poco grazie ad una manciata di fetch quest (giustificate comunque dalla ricompensa in potenziamenti per Juan e per Tostada); e nel multiplayer co-op, che considerando la precisione richiesta, alza di molto il livello di difficoltà dei puzzle ambientali rendendo la fase di trial & error a volte frustrante. Personalmente avrei preferito poter rigiocare l’intera avventura nei panni di Tostada, con una backstory differente, piuttosto che prendermela con mia sorella quando si finiva per sbagliare i tempi di salto da una piattaforma all’altra.

In conclusione, Guacamelee! riesce quasi a bissare il successo di Tales From Space: Mutant Blobs Attack, offrendo un’esperienza di gioco impegnativa e soprattutto estremamente divertente, inficiata, però, da una longevità ridotta all’osso e da un fattore di rigiocabilità praticamente quasi inesistente.

Infine, la possibilità di poter giocare il titolo su due console rende Guacamelee! un ottimo gioco-cuscinetto e cioè quel titolo da giocarsi nell’attesa tra un titolone mainstream e l’altro.

Nicola
Nato quando ancora andavano di moda i pantaloni a zampa di elefante, venne introdotto, a soli cinque anni, al mondo dei videogiochi dal padre, fiero possessore in un Mattel Intellivision (esatto la console con le scocche di legno). Tornato dal suo esilio temporaneo in Canada, continua a litigare con i commessi dei negozi di elettronica a causa della sua spasmodica ricerca del gioco di nicchia definitivo: quello che conoscerà ed apprezzerà solamente lui.

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