BioShock Infinite – Recensione

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SCHEDA GIOCO
TITOLO: BioShock Infinite
SVILUPPATORE: Irrational Games
PRODUTTORE: 2K Games
DATA DI USCITA: 26-03-2013 (PC, PS3, Xbox 360)
GENERE: FPS
LINGUA: Totalmente in italiano

 

Requisiti minimi:
– SO: Windows Vista Service Pack 2 32-bit
– Processore: Intel Core 2 DUO 2.4 GHz / AMD Athlon X2 2.7 GHz
– Memoria: 2 GB
– Hard Disk: 20 GB liberi
– Scheda Video: Compatibile DirectX10 ATI Radeon HD 3870 / NVIDIA 8800 GT / Intel HD 3000 Integrated Graphics
– Memoria Video: 512 MB

Era l’ormai lontano 2007, e le console di nuova generazione erano ancora belle fresche, beate e plasmabili sotto le mani degli sviluppatori. Quella fu, senza dubbio, una delle annate di maggior successo per il palcoscenico videoludico moderno, capace di dare vita a diversi titoli che riuscirono in un modo o nell’altro a portare una ventata di innovazione e creatività di come se n’erano viste veramente poche fino ad allora. Titoli come Assassin’s Creed, Mass Effect, Crysis che al giorno d’oggi sono divenuti franchise di successo e vere e proprie “istituzioni”, consacrando l’abilità degli studi di sviluppo.
Tuttavia, non è dei suddetti franchise che voglio parlare… Ma di uno in particolare, partito in sordina e divenuto un vero e proprio must-have per ognuno di noi, appassionati di videogame. Si sta parlando di BioShock, partorito dalla mente del game designer Ken Levine.
Un gioco che riuscì a stupire tutti, dai videogiocatori, alla critica… Basti pensare che BioShock, ottenne un metascore sensazionale di 94/100, lodando in particolare l’eccezionale level design della cittadina subacquea di Rapture, unita ad un flavour fumoso tipico degli anni ’50.
Viste le potenzialità enormi del titolo, 2K decide di puntare forte e di battere il ferro finché è caldo, annunciando un sequel.
BioShock 2 viene rilasciato sul mercato carico d’aspettative, visti gli eccellenti risultati del capostipite, ma qualcosa s’inceppa.
Ken Levine e la sua Irrational Games, non sono a capo di questo progetto, e purtroppo questo salta subito all’occhio. Il titolo, pur essendo valido sotto tutti gli aspetti, manca della magia dell’originale, risultando in molti aspetti (se non tutti) una copia del primo capitolo, con qualche feature e miglioramento in più (modalità multiplayer).
Inutile dire che, la critica ed il pubblico non hanno ben apprezzato la natura del sequel, considerandolo più una sorta di spin-off, che un sequel vero e proprio.
Proprio mentre BioShock 2 veniva massacrato da praticamente la totalità del mondo videoludico, Ken Levine annuncia un misterioso Project: Icarus… Quello che qualche tempo dopo, verrà identificato come BioShock: Infinite.
Sarà riuscito Ken Levine, dopo tante defezioni e molteplici rinvii, a risollevare dall’abisso la sua creatura, e a riportarla ai fasti creativi del capostipite?

Booker DeWitt è un’investigatore privato, ed ex militare che ha partecipato allo scontro di Wounded Knee, che si ritrova suo malgrado, su una barca a remi nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico del Maine, accompagnato da due misteriosi individui.
Improvvisamente si scorge un faro, sulla cui porta d’ingresso giace un messaggio per il nostro Booker… Un debito da saldare, una ragazza da recuperare di nome Elizabeth… E’ la sua ultima possibilità.
Il faro non è altro che un passaggio per la città celeste di Columbia, creata da un profeta semi-divino di nome Zachary Hale Comstock.
La città di Columbia, sembra un organismo perfetto, capace di autosostenersi e di offrire a qualunque cittadino la redenzione, facendola apparire come un vero e proprio paradiso.
Ma non è tutto oro quel che luccica… La città di Columbia è stata fondata nientemeno che con l’oppressione della classe operaia, ed il nostro Booker dovrà percorrere più volte la sottile linea che demarca il confine tra i Fondatori capeggiati da Comstock (coloro che credono di aver fondato Columbia, caratterizzati da fanatismo religioso e xenofobia) e i Vox Populi (la classe operaia degli oppressi), capeggiati da Daisy Fitzroy.
La trama, è uno degli elementi portanti di BioShock Infinite, capace di introdurre diversi elementi, che alla fine s’incastoneranno come se facessero parte di un enorme e complesso mosaico.
Un vero peccato che gli sviluppatori abbiano deciso di optare ancora una volta per i Voxafoni, per narrare parti essenziali di storia… In questo modo non tutti i dettagli della storia di fondo, potrebbero essere appresi. Ed è un vero peccato perdersi anche una minima parte della storyline.
Evitando ulteriori spoiler, possiamo dire che l’intuizione che i ragazzi di Irrational Games fossero dei visionari del medium videoludico, la si era già avuta con il primo BioShock. Ma grazie al nuovo Infinite, abbiamo la certezza che il team di Ken Levine, è uno dei pochi in grado di sfruttare il medium videoludico, mettendo in campo temi come la xenofobia, il razzismo, il fanatismo religioso e le rivolte sociali.
Almeno a livello narrativo, siamo assolutamente sicuri di assistere ad uno dei migliori titoli (se non il migliore) di questa generazione.

COMPARTO GRAFICO
Per il comparto grafico, il discorso è abbastanza complicato… Ed è doveroso dividerlo nettamente in due diverse parti, ossia: la parte tecnica e quella artistica.
Tecnicamente parlando, il titolo non è tra i più brillanti di questa generazione. Diverse sono le magagne a cui è soggetto, anche perché ha dovuto subire una lunga e travagliata gestazione.
Il motore di gioco è basato sull’ultra-utilizzato Unreal Engine 3, e offre un colpo d’occhio dignitoso, ma non certo eccezionale.
Spesso assisteremo a textures in bassa definizione, e a bug di diverso genere. La nostra partner Elizabeth, durante i combattimenti, spesso ci lancerà oggetti e items noncurante della presenza dei muri. Infatti, ciò che lancerà nella nostra direzione, spesso e volentieri passerà attraverso le pareti, come se quest’ultime non esistessero.
Un altro esempio, potrebbe essere l’occasionale blocco dei nemici sulle skylines.
Inoltre, la gestione della fisica ha qualche lacuna, come nel caso dei ragdoll, oppure  nella totale mancanza d’interazione e/o distruttività dell’ambiente di gioco.
Nonostante tutto, ci sono anche pregi, come una buona linea d’orizzonte, un frame rate stabile quasi in ogni circostanza e l’eccezionale modellazione dei personaggi ed annesso motion capture per la co-protagonista Elizabeth.
Ovviamente, nella versione PC il risultato è senza dubbio migliore, ma anche a settaggi elevati, si notano le numerose mancanze tecniche, tanto da non consigliare una versione in particolare.
Artisticamente parlando invece, il titolo non ha assolutamente rivali.
Se con Rapture, Irrational Games è riuscita a stupire tutti, con la città volante di Columbia, ha messo praticamente K.O. critica e pubblico.
Ogni scenario, edificio e via di Columbia è caratterizzato da colori vivacissimi e da una fortissima personalità, che rendono il level design di BioShock Infinite, come uno dei migliori di questa generazione, se non proprio il migliore.
L’impatto generale che si ha guardando uno scorcio di Columbia, è assolutamente geniale e stupefacente, tanto da poterlo definire un giusto mix di fiabesco ed atmosfera di inizio 900… Un impatto talmente tanto mozzafiato e geniale da mettere in secondo piano tutte le magagne tecniche sopracitate.

COMPARTO SONORO
Il comparto sonoro si difende ottimamente, con musiche e doppiaggio di alto livello.
Le musiche di sottofondo sono in tema con l’ambientazione di inizio 1900, mentre la colonna sonora raramente si fa sentire, ma quando interviene, riesce sempre ad essere enigmatica e misteriosa, quindi calzante in maniera perfetta con l’atmosfera di gioco.
Il doppiaggio è interpretato in maniera soddisfacente, sia in italiano, sia (specialmente!) in lingua inglese.
Ma un piccolo difetto, è presente in entrambe le versioni, e non riguarda assolutamente la qualità delle voci… Ma riguarda soprattutto la gestione dell’audio in base alla direzione della telecamera.
Potrà capitare di rimanere incantati difronte ad un paesaggio di Columbia, ma di non capire cosa sta dicendo la nostra partner poiché la telecamera non è puntata direttamente su di lei.
Questo piccolo difetto, rende purtroppo necessaria l’attivazione dei sottotitoli, nonostante il gioco sia caratterizzato da un doppiaggio totalmente in italiano, e anche di buona fattura.

GAMEPLAY
Il gameplay di BioShock Infinite si basa fondamentalmente sul sistema che ha caratterizzato anche i precedenti capitoli, con i dovuti miglioramenti.
I grilletti gestiranno la mano sinistra e la mano destra, rispettivamente la mano armata e la mano con cui utilizzare i Vigor (equivalenti dei plasmidi).
Le bocche da fuoco sono estremamente diversificate tra di loro, ed offrono una varietà invidiabile, da pistole, a mitra automatici, a doppiette, fino a lanciarazzi. Il feeling offerto dalle armi è assolutamente soddisfacente, e tramite la pressione dello stick analogico destro, si entra in modalità di precisione, dove avremo qualche millisecondo di mira automatica.
Il ritmo degli scontri a fuoco è sempre elevato, tanto da dare vita a scontri talvolta epici.
Ma ciò che caratterizza il gameplay è in primis la possibilità di utilizzare simultaneamente la mano armata, e la mano adibita ai Vigor, che permettono una varietà d’attacco mai vista fino ad ora in un FPS (eccetto che nei precedenti BioShock).
Un altro fattore che caratterizza il gameplay è la costante presenza della nostra partner Elizabeth, a cui sarà impossibile non affezionarsi.
Il gameplay dipende molto dalle capacità della giovane donzella, che nei momenti di magra saprà rifornirci di qualunque item abbiamo bisogno: munizioni, salute e sali.
Purtroppo, la presenza di Elizabeth, pur avendo un ruolo fondamentale nella struttura del gameplay, funge solo ed esclusivamente da supporto… Essendo in grado di badare a sé stessa, Elizabeth non avrà alcun bisogno di essere protetta, e questo è un vero peccato, poiché sarebbe potuto essere un ulteriore valore aggiunto al gameplay di BioShock Infinite.
Anche perché vi verrà naturale affezionarvi e proteggere questa dolce donzella dagli occhioni blu.
Altro elemento fondamentale del gameplay è il gancio a disposizione di Booker. Grazie ad esso, potrà spostarsi con estrema facilità su delle Skyline piazzate intorno ad alcune aree di gioco all’aperto. Oltre a rendere spettacolare la visione di tali sequenze, le sparatorie a bordo delle Skyline saranno un piacevole diversivo ai canonici scontri a fuoco.
Il titolo offre anche una moltitudine di nemici da affrontare, ognuno immune o debole a specifici Vigor. Questa varietà aggiunge un pizzico in più di tattica durante gli scontri contro i nemici… Su i quali, troneggia il temibile Handyman, divenuto un vero e proprio simbolo per questo capitolo, come lo furono i Big Daddy per i precedenti capitoli.
Questi bestioni metallici oltre ad essere dotati di una velocità fuori dall’ordinario e di una forza incredibile, sono persino in grado di elettrizzare le Skyline, precludendo anche alcune scelte tattiche.
L’impianto messo su da Irrational Games, contiene anche piccoli elementi GDR, che permettono di potenziare la salute, lo scudo, le armi e i sali per i Vigor. Tutti questi elementi potranno essere acquistati presso dei distributori automatici sparsi praticamente ovunque per le strade di Columbia, spendendo denaro accumulato.
Insomma, un gameplay solido e collaudato che, seppur legato ai canoni dei predecessori, risulta ancora solido e godibile.

LONGEVITA’
La campagna principale di BioShock Infinite, è terminabile in circa 11 ore, se poi vi perderete nei vicoli e nelle strade di Columbia a caccia di Voxafoni, risorse ed altri segreti, la durata potrebbe aumentare di altre 3-4 ore.
E’ presente anche un elevato fattore rigiocabilità, potendo giocare la campagna ad una difficoltà superiore, come ad esempio la modalità 1999, definita per giocatori super-hardcore.
Non è presente una modalità multiplayer online, o qualunque altro collegamento con il gioco online.
Insomma, una longevità nella media… Ma trattandosi di uno sparatutto (e soprattutto, guardando la media durata degli sparatutto odierni) possiamo dire che il fattore longevità soddisfa assolutamente le esigenze di tutti, offrendo una campagna mai banale e con una trama fuori dall’ordinario.

CONCLUSIONE
Ken Levine ha colpito ancora! E’ riuscito a riprendere in mano la propria creatura, dopo il quasi-fallimento di BioShock 2, e a sfornare un titolo in grado di far parlare di sé ancora per molto tempo, riuscendo a mantenere l’incredibile mole d’aspettativa che si era creata intorno ad esso.
Una storyline con temi mai trattati prima, un design artistico tra i migliori di questa generazione, riescono a mettere letteralmente in secondo piano tutti i difetti che lo minano.
Irrational Games è tornata alla grande, riuscendo a sviluppare un titolo intelligente, visionario e che dà una lezione ai soliti moderni sparatutto spilla-soldi.
BioShock Infinite, non è un titolo perfetto, ma è dotato di una personalità fortissima, destinata a segnare in modo indelebile tutti i videogiocatori che solo si avvicineranno a questo titolo.
Visitare la città volante di Columbia, con una dolce compagna come Elizabeth, sarà un’esperienza impossibile da dimenticare.

 

PROCONTRO
– Buon impianto di gameplay…– …Ma ancora troppo legato ai predecessori
– Comparto artistico su livelli stratosferici– Diverse magagne tecniche
– La compagnia di Elizabeth– Narrativa deficitaria a causa dei Voxafoni
– Trama incredibilmente complessa e geniale
– Ottima campagna single-player
– Temi maturi ed inediti per un videogioco
Videogiocatore vecchio stile (predilige il singleplayer alle modalità online), si avvicina ai videogame alla tenera età di 9 anni con Resident Evil e Metal Gear Solid, divenendone immediatamente stregato. Amante del rock e del metal (o della buona musica in generale), la notte diventa il Cavaliere Oscuro, a patto che sia quello scritto e diretto da Christopher Nolan (e non quello di Tim Burton o l'aborto di Joel Schumacher). Del regista britannico è un grande sostenitore, mentre la sua vita è costantemente accompagnata dalle musiche di Hans Zimmer. Ama i gatti e i cani.

3 Commenti

  1. Recensione PERFETTA ! Non l’ho ancora giocato, ma lo prendo sicuramente ad inizio Maggio e mi è già bastato vedere qualche video gameplay e videorecensione per capire che si tratta di un giocone. Sinceramente Columbia mi ispira più di Rapture ! A livello di ambientazione la saga di Bioshock è il top per questa generazione e anche per la trama ha pochi rivali. Per me si è già quasi prenotato per il premio di GOTY del 2013, solo GTA V o Destiny potrebbero ostacolarlo.

    Rispondi
    • Grazie mille! 😉
      Sì, Columbia è molto più affascinante di Rapture. Anche se, a suo tempo, Rapture fu molto innovativa.
      Secondo me oltre a GTA V, Destiny e BioShock Infinite, c’è anche Starcraft II Heart Of The Swarm di cui ho letto un gran bene!
      E poi, checché ne dica la critica e la stampa, secondo me anche Tomb Raider ha delle grandi potenzialità per un GOTY.

      Rispondi
      • Già ! Anche io ne ho sentito parlare davvero bene e poi stiamo sempre parlando di uno degli RTS più riusciti degli ultimi anni. Tomb Raider non penso che possa vincerlo, anche se è un bellissimo gioco, però ha alcune pecche e sopratutto sa troppo di già visto, anche per questo escludo fin da subito Gears of War Judgment. Ci sarebbe anche un certo Battlefield 4, però non penso che un gioco incentrato solo sul multiplayer possa meritarsi il premio di gioco dell’anno.

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