Recensione Halo 4 – Speciale Spartan Ops

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Ormai il mercato videoludico è pieno di shooter di livello mediocre ed è difficile per un nuovo sviluppatore riuscire ad eccellere e ad offrire qualcosa di nuovo e al tempo stesso di alto livello. 343 Industries, in parte, è riuscita in questo compito, offrendo con Halo 4 le Spartan Ops. Questa modalità può essere vista come una sorta di evoluzione e di ampliamento della modalità Firefight apparsa in Halo ODST e Halo Reach e quindi delle classiche modalità ad ondate. Il concetto alla base è lo stesso, ma il tutto è supportato da una trama e da splendidi filmati di intermezzo, che introducono ogni episodio. In tutto, il team di sviluppo ha pubblicato gratuitamente per la prima stagione dieci episodi, formati da cinque capitoli ciascuno, quindi cinquanta complessivi. Vedremo in questo speciale se vale davvero la pena giocare alla modalità Spartan Ops e sopratutto se tale modalità è riuscita ad eguagliare l’alto livello del multiplayer e della campagna principale.

Data la qualità della trama, posso senza dubbio affermare che le Spartan Ops costituiscono una sorta di seconda campagna, incentrata sulla co-op, e che va a risolvere il principale problema del Single Player, la scarsa longevità. I giocatori prenderanno i panni della squadra Crimson, ma i protagonisti delle Spartan Ops durante le cut scenes sono da un  lato la squadra Majestic, un irriconoscibile Thomas Lasky (chi ha visto Halo 4 Forward Unto Dawn capirà), Sarah Palmer, Henry Glassman, l’IA Roland e sopratutto la dottoressa Halsey, mentre dall’altro lato avremo Jul’Mdama, il capo dei Sangheili, volgarmente conosciuti come Elite, che molto probabilmente molti fan conosceranno per aver letto il libro Halo Glasslands.

Le vicende hanno inizio circa sei mesi dopo la fine di Halo 4 e si svolgono sempre sul pianeta Requiem. La squadra Crimson è riuscita a scoprire un particolare e misterioso manufatto dei precursori ed esso viene portato presso la nave Infinity. Il dottor Glassman, studiando l’artefatto, scompare e viene teletrasportato presso il comandante dei Sangheili dove verrà costretto a collaborare con i Covenant. Nel frattempo la Dottoressa Halsey viene condotta sulla Infinity per studiare il manufatto.

Per quanto riguarda la trama, mi fermo per non spoilerare il resto, ma posso assicurare che i colpi di scena non mancano, sopratutto verso la fine di ogni episodio e i fan della serie non potranno che esaltarsi, anche per il grande spazio concesso a personaggi lasciati in ombra durante la campagna principale. A stupire, però, sono sopratutto i video di intermezzo realizzati in computer grafica a dir poco spettacolari, con una cura per i dettagli sorprendente. Insomma, sotto questo aspetto non si può criticare in alcun modo il grande lavoro svolto da 343i.

I vari capitoli delle Spartan Ops si svolgono sempre sul pianeta Requiem, a parte alcune fasi di gioco sulla nave Infinity. In sostanza dovremo sempre massacrare Covenant e Promethean senza lasciare nessun superstite. L’elemento di novità rispetto alla modalità Sparatoria è dato dalla possibilità di esplorare la mappa e di compiere obiettivi secondari. I primi cinque episodi sono piuttosto monotoni e ripetitivi, sopratutto a causa delle mappe di gioco, già viste nella modalità Single Player e che in questo caso ricompaiono più e più volte. A pesare sulla ripetitività è sopratutto lo scarso utilizzo di veicoli, una caratteristica che sicuramente avrebbe potuto limitare tale difetto. Sotto questo punto di vista la modalità si risolleva molto a partire dalla seconda metà dell’avventura, ho già accennato delle fasi di gioco ambientate sulla nave, ma in generale queste sono differenti dalle solite tre o quattro e si farà un uso maggiore di veicoli come Ghost o il Mantis. Nonostante questo, ho perso il conto di quante volte ho dovuto salvare ostaggi dei covenant o attivare terminali. Sicuramente questo è un aspetto che passa in secondo piano, se giocherete l’avventura in co-op, ma questa caratteristica mette in luce un altro difetto delle Spartan Ops, la LAG che è possibile riscontrare se giocherete gli episodi online. Purtroppo tale difetto non può essere arginato in alcun modo, in quanto i capitoli delle Spartan Ops possono essere giocati solo disponendo di un abbonamento GOLD ad Xbox Live, quindi niente schermo condiviso. Questa analisi, quindi, dimostra chiaramente come l’unico valido motivo per continuare a giocare le Spartan Ops è rappresentato dalla storia che lega i vari episodi e che dimostra la passione degli sviluppatori nei confronti di questo universo, e bisogna anche tener conto che si tratta di contenuti completamente gratuiti. Altro elemento a favore, anche se piuttosto banale, è dato dalle sfide legate alle Spartan Ops, infatti compiendo determinati obiettivi settimanali come uccidere 5 Cacciatori, 20 Watcher, 30 Jackal e così via, saremo ricompensati con un gran numero di punti esperienza, solitamente 20.000, quindi potremo salire di livello molto più velocemente online.

Dal punto di vista tecnico nulla di importante da segnalare, le mappe si attestano sugli altissimi livelli della campagna principale, anche se si possono notare elementi poco curati, tra tutti le cascate, davvero poco credibili e realizzate in maniera approssimativa, un vero peccato in quanto graficamente in questa generazione Halo si è sempre contraddistinto per la realizzazione dell’acqua. Per il resto, comunque, nulla da imputare agli sviluppatori.

Concludendo non mi sento nè di bocciare nè di promuovere pienamente la modalità Spartan Ops di Halo 4, la ripetitività e la mancanza di cura per alcuni dettagli grafici si fa sentire, ma la trama coinvolgente e gli intermezzi visivi impressionanti rappresentano comunque un valido motivo per giocare tale modalità. Le Spartan Ops sono completamente gratuite e ciò gioca a suo favore, ma è anche vero che se 343i vorrà realizzare una ipotetica e praticamente certa (guardate l’epilogo!) seconda stagione, lo sviluppatore dovrà impegnarsi molto di più, sopratutto in termini di varietà.

Fan di Halo e PCista, vado matto per il cinema, le serie tv, lo sport, la musica rock anni 60-70, i Simpson e Futurama, Tolkien e Asimov. Amante di natura e animali, spero in futuro di poter lavorare come redattore per un sito videoludico. Per contattarmi: [email protected]

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