Metal Gear Rising: Revengeance – Recensione

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SCHEDA GIOCO
TITOLO: Metal Gear Rising Revengeance
SVILUPPATORE: Platinum Games – Kojima Productions
PRODUTTORE: Konami
DATA DI USCITA: 21-02-2013 (PS3, Xbox 360)
GENERE: Action/Adventure – Hack N’ Slash
LINGUA: Inglese, sottotitolato in italiano

 

Presentato all’E3 2009 come debutto della saga griffata Kojima sulla console Microsoft Xbox 360, con il titolo Metal Gear Solid Rising, la nuova creatura dell’eclettico game designer nipponico non ha avuto per nulla vita facile.
La gestazione del titolo è stata una delle più complesse e travagliate dell’attuale generazione videoludica, tanto da attendere la bellezza di quattro primavere per vedere Rising sugli scaffali.
Questo spin-off, fortemente voluto da Kojima (di cui è supervisore), avrebbe dovuto offrire una visione alternativa sul mondo di Metal Gear, con protagonista Raiden.
Dopo aver centellinato filmati ed informazioni, Kojima decide di cambiare in corsa le sorti del titolo, rendendolo uno spin-off totalmente differente da quelle che erano le atmosfere della saga di Metal Gear a cui noi tutti siamo abituati.
A questo punto il titolo viene affidato ai talentuosi Platinum Games, già autori degli ottimi Bayonetta e Vanquish, ma rimane comunque supervisionato dal mentore Kojima.
In molti, dopo aver assistito ad una gestazione non proprio facile e a video di gameplay che lasciavano presagire l’ennesimo e vuoto hack n’ slash, si aspettavano un titolo che manca dello spessore storico della saga di Metal Gear, volto esclusivamente a sfruttare il nome del franchise.

Metal Gear Rising Revengeance è ambientato quattro anni dopo la caduta dei Patriots e della loro IA Sons Of The Patriots. Ormai il mondo è in preda al collasso economico, e le PMC s0no state parzialmente smantellate, ridotte a piccoli gruppi di cyber-mercenari.
Il cyborg-ninja Raiden, avendo abbandonato la causa di Snake ed i suoi compagni, viene arruolato dalla Maverick Security che predilige il mantenimento dell’ordine politico e sociale nel mondo.
Proprio mentre era incaricato di proteggere il primo ministro di un’emergente democrazia africana, viene a contatto con una nuova PMC denominata Desperado Enforcement, che riesce in un colpo solo ad eliminare il primo ministro africano e a privare di un occhio il nostro cyborg ninja preferito.
Da qui, un susseguirsi di assalti in punta di spada che spingeranno Raiden verso la vendetta contro la Desperado Enforcement, ed in particolare contro il misterioso cyborg-ninja in capo, Sam.
Nonostante l’incipit della trama non sia dei più brillanti, la storia e la narrativa si rivelano molto più curati del previsto, ed in alcuni tratti si riesce a respirare l’aria di un vero e proprio Metal Gear, grazie ai dialoghi ed ai filmati curati in prima persona dal team Kojima Productions.

COMPARTO GRAFICO
Il comparto tecnico di Metal Gear Rising, riesce a difendersi piuttosto bene, nonostante sia pregno di molti pregi, ma anche di qualche difetto.
Il level design non raggiunge livelli eccellenti, sia per quanto riguarda la progettazione e la complessità di essi, sia per quanto riguarda il livello di dettaglio in termini tecnici.
Tali carenze, sono soprattutto da attribuirsi alla quasi totale distruttibilità dell’ambientazione, capace di perdere interi pezzi sotto i colpi della lama ad alta frequenza di Raiden.
Grazie anche al Blade Mode, potremo ridurre in pezzettini quasi qualunque elemento dello scenario e ogni essere pensante o cibernetico ci si parerà davanti, e l’effetto è senza dubbio appagante e ben realizzato.
Tuttavia, anche il Blade Mode non è esente da difetti… Non tutti gli elementi dello scenario saranno egualmente distruttibili, infatti alcuni elementi risulteranno praticamente infrangibili, anche sotto centinaia e centinaia di fendenti di spada.
I modelli dei personaggi, antagonisti inclusi, sono modellati perfettamente, ricchi di dettagli e dalle animazioni sempre naturali e belle a vedersi.
Anche se, durante la Blade Mode si assiste a qualche piccolo bug delle animazioni, come delle pose non propriamente realistiche dei corpi durante la fase in slow motion.
Considerando però, che il tutto è mossa fluidamente a 60 fotogrammi per secondo, il risultato è complessivamente soddisfacente. Ed i ragazzi di Platinum Games sono riusciti a trovare un ottimo compromesso tra una discreta qualità grafica ed un’ottima fluidità.
Ottima anche la realizzazione delle scene d’intermezzo, a cura di Kojima Productions. Il marchio di fabbrica del geniale game designer, si evince in tutto il suo splendore nelle cutscene, qui in numero decisamente superiore rispetto ai canoni degli hack n’slash.
E se negli hack n’slash era la tamarragine a farla da padrone, in Metal Gear Rising, Kojima lascia il proprio segno, introducendo argomenti come fantapolitica, onore e war-economy… Insomma una vera e propria chicca per coloro che credevano che in Rising, di “salsa Metal Gear”, ce ne sarebbe stata poca.

COMPARTO SONORO
Ottimo il comparto sonoro, in tutti i suoi aspetti… Dalla colonna sonora, all’effettistica, fino alla realizzazione del doppiaggio.
La colonna sonora spazia molto da brani metalcore d’accompagnamento nelle battaglie, a composizione più orchestrali ed epiche nelle scene d’intermezzo, volte a “scimmiottare” un po’ quelle che erano le composizioni magiche di Harry Gregson-Williams  nella saga principale.
Tuttavia, il risultato è ottimo. E pur non raggiungendo gli standard dell’acclamato compositore hollywoodiano, la colonna sonora a cura di Jamie Christopherson (Lost Planet 1 e 2), compie egregiamente il suo dovere.
Ottimi anche gli effetti sonori, specialmente nelle fasi più forsennate, dove saremo costretti a destreggiarci tra missili ed attacchi esplosivi. Se equipaggiati con impianto Dolby 5.1 o DTS, sarà come essere avvolti da un caotico campo di battaglia.
Eccellente anche il doppiaggio, con lo storico Quinton Flynn che presta la sua voce al cyborg-ninja Raiden. Anche l’interpretazione dei personaggi comprimari raggiunge livelli decisamente soddisfacenti.

GAMEPLAY
La giocabilità, come la tradizione richiede, è l’anima di un hack n’slash, ancor più di una storyline solida o di un comparto grafico eccellente.
Fortunatamente Kojima ha deciso di puntare forte con i Platinum Games, che non sono di certo gli ultimi arrivati nel campo degli action/hack n’slash (vedi Bayonetta). Nonostante Hideki Kamiya non si sia impegnato personalmente nella realizzazione del progetto, ha lasciato il compito ad uno dei suoi adepti, ovvero Kenji Saito.
Saito ha sfruttato al meglio l’esperienza impartitagli dal più celebre mentore, mettendo su un impianto di gioco solido e convincente.
La struttura è dannatamente classica, con due tasti adibiti all’esecuzione delle combo (colpo rapido e colpo potente) la cui pressione col giusto tempismo, darà vita ad una varietà di combinazioni incredibile.
Ma se la struttura del gameplay di Rising, risulta da un lato classica e fruibile, dall’altro lato ci sono molteplici cambiamenti rispetto ai canoni del genere a cui siamo abituati.
La velocità di gioco è decisamente alta, forse la più alta mai vista fino ad ora, e forse per questo motivo gli sviluppatori hanno pensato di eliminare la schivata, sostituendola con una parata tanto efficace, quanto scomoda da eseguire.
Infatti, per poter proteggere Raiden dagli attacchi nemici, sarà necessario premere in simultanea la direzione verso il nemico che ci attacca ed il tasto di attacco debole. Tale sistema seppure efficace con quasi ogni tipo di attacco, è leggermente scomoda da eseguire pad alla mano.
Se la nuova meccanica della parata, difficilmente verrà digerita da tutti i videogiocatori, bene si accorpano all’impianto di gioco due novità che differenziano sostanzialmente il gameplay di Metal Gear Rising, rispetto ai concorrenti… Si parla del Ninja Run e del Blade Mode.
La prima è una corsa acrobatica, che ci permette di muoverci in silenzio ed a grande velocità sul campo di battaglia, permettendoci di scalare ed evitare automaticamente gli ostacoli. Sarà possibile anche compiere attacchi in corsa, rendendo più difficile per il nemico localizzarci.
Il Blade Mode invece, ci permette, con l’ausilio di una barra di energia, di affettare qualunque nemico nelle vicinanze e di sfruttare le sue cellule vitali interne per ricaricare la suddetta barra, con la tecnica del Zan-Datsu.
Al termine di ogni capitolo, potremo (come se non bastasse) potenziare il protagonista, tramite l’ausilio di punti, acquistando nuove mosse, potenziamenti per l’armatura e bonus vari.
Il titolo offre un livello di sfida piuttosto accessibile, anche se giocato alla modalità Normale. Ovviamente il livello di sfida, salirà proporzionalmente alla difficoltà con cui avvieremo l’avventura, ma a Normale i picchi di difficoltà sono stati alquanto pochini. Questo perché Raiden, grazie alle tecniche sopracitate, è stato reso quasi come un cyborg indistruttibile, specialmente se attivata al momento opportuno la Jack The Ripper Mode, una sorta di “modalità demone” (come in Devil May Cry) che rende il nostro Jack una macchina di morte inarrestabile per qualche manciata di secondi.
Ciò che colpisce del gameplay di Rising, non è la complessità o l’eccellente realizzazione del suo gameplay… Ma come grazie al divertimento e alla spettacolarità offerti da esso, si riesce tranquillamente soprassedere alle piccole mancanze sopracitate.

LONGEVITA’
Lighning bolt action!
Ed è proprio così… Il gioco scorre talmente veloce, che lo si termina ad una velocità fulminea.
La durata della campagna si attesta sulle 5-6 ore di giocato effettivo, includendo i corposi filmati e l’esecuzione di alcune missioni secondarie, il contatore può arrivare fino alle 8 ore… Ma non di più.
Certo, i numerosi segreti, le VR missions ed il voler terminare la campagna ad una difficoltà superiore, incrementano il fattore longevità, che comunque non raggiunge l’eccellenza.
Il gioco riesce letteralmente a catturare il videogiocatore, spingendolo ad una velocità impressionante ed altrettanto appassionatamente verso la conclusione.
Non è presente alcun collegamento col gioco online, a parte i punteggi e le classifiche totalizzate nei livelli della campagna principale.

CONCLUSIONE
La fusione tra Kojima Productions e Platinum Games ha funzionato alla grande! Metal Gear Rising Revengeance, è un gioco votato all’eccesso più estremo… E’ velocissimo, appassionante ed adrenalinico, e riesce ad incollare il videogiocatore grazie ad una storyline convincente e ad un gameplay dannatamente divertente, nonostante i piccoli difetti che si paleseranno.
Nonostante i piccoli difetti e la longevità non particolarmente eccelsa gli tarpino le ali verso la meta di miglior action, Rising merita senza dubbio di essere preso in considerazione dagli appassionati di Metal Gear che vogliono una visione alternativa del mondo ideato da Kojima, e dagli appassionati di action/adventure ed hack n’slash che sono alla ricerca di un titolo ben fatto. Consigliato!

 

PROCONTRO
– Gameplay sia classico, che innovativo…– …Ma non privo di difetti
– Campagna breve ma intensa– Fattore longevità leggermente basso
– Ottimo impianto narrativo– Qualche bug grafico
– Adrenalinico, folle e divertente

Videogiocatore vecchio stile (predilige il singleplayer alle modalità online), si avvicina ai videogame alla tenera età di 9 anni con Resident Evil e Metal Gear Solid, divenendone immediatamente stregato.
Amante del rock e del metal (o della buona musica in generale), la notte diventa il Cavaliere Oscuro, a patto che sia quello scritto e diretto da Christopher Nolan (e non quello di Tim Burton o l’aborto di Joel Schumacher).
Del regista britannico è un grande sostenitore, mentre la sua vita è costantemente accompagnata dalle musiche di Hans Zimmer.
Ama i gatti e i cani.

3 Commenti

  1. Altra ottima recensione, ormai questo commento è diventato scontato ! Personalmente non acquisterò questo gioco, ci sono molti titoli che mi interessano maggiormente. Non ho mai amato particolarmente gli Action Game, a parte quelli in cui ci sono missioni secondarie e fasi di esplorazione, perchè mi annoiano in fretta, non mi piace prendere una spada e uccidere, uccidere e uccidere senza sosta. Sembra un gioco interessante e magari lo è, però non sono neanche un fan di Kojima e di Metal Gear in generale, non avendo giocato nessun capitolo di questa serie, quindi passo e poi la longevità è un grave problema.

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    • Ti ringrazio. 🙂
      Infatti, non l’ho acquistato… Fortunatamente, quando acquisto un gioco, mi metto d’accordo con un amico e ce li scambiamo.
      Ti consiglio di reperire ogni episodio della saga di Metal Gear Solid, perché sono quanto di più epico ci sia nel mondo dei videogiochi.
      Se sei un appassionato di single player Metal Gear non puoi non amarlo… Se, invece sei più un tipo da online, lascia perdere.

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      • In realtà mi piacciono entrambe le componenti in un gioco, magari se un gioco ha un multiplayer valido e un single player epico è anche meglio ! In realtà vorrei recuperare la serie di Metal Gear, ma non sò, non mi attira anche se tutti ne parlano benissimo. Non ho giocato a molti stealth Game in generale, la serie di Splinter Cell, Dishonored, Hitman, Deus Ex Human Revolution ( Se può essere definito tale) e penso nessun altro, non credo di aver dimenticato qualche gioco. Forse sono giochi vecchi, però non mi attirano, anche perchè come console ho avuto solo Xbox, Xbox 360 e Wii, quindi non ho mai avuto il modo di giocarci, magari vedrò in futuro con i nuovi capitoli della serie.

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