[In Retro We Trust] Turok: Dinosaur Hunter

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Anno nuovo e nuova remasterd in arrivo. Questa volt tocca Turok. A dir la verità già nel 2015 Night Dive Studio aveva già rilasciato la versione rimasterizzata per PC, ma è di questi giorni la notizia, non confermata, di una possibile uscita per Xbox One. Quale migliore occasione per parlare di nuovo di questo FPS di vent’anni fa??

Innanzitutto bisogna fare un po’ di chiarezza sulle varie versione che dal 1997 ad oggi sono apparse sul mercato. Il primo Turok, ispirato da un fumetto degli anni ’50 del secolo scorso, era un FPS che apparve su Nintendo64 e su PC. Il titolo intero era Turok: Dinosaur Hunter. Eravamo catapultati in un’epoca simil preistorica, e il nostro compito, nei panni di Tal’Set era quello di sconfiggere il malvagio stregone che voleva dominare il mondo attraverso il Cronoscettro.

Ricordo ancora che per completare ogni livello era necessario passarci molto tempo, in quanto in ognuna delle mappe del gioco si celavano oggetti necessari per proseguire. I nostri avversari erano principalmente dei grossi dinosauri, dal velociraptor al tirannosauro, altri mostri e dei fastidiosi inigenti. La potenza di calcolo del N64 non era sicuramente all’altezza dei requisiti per far girare questo gioco alla perfezione, per cui fu optato da parte di Iguana Entertainment, la casa produttrice del gioco, di inserire la nebbia come elemento per evitare rallentamenti dovuti all’ampiezza del campo visivo. Su PC, naturalmente quelli dotati di schede video che supportavano il 3dfx, la situazione migliorava molto, potendo restituire anche texture più dettagliate. Lo stile di gioco era quello comune agli FPS, con alcuni pezzi di livelli caratterizzati da labirinti che si potevano superare grazie all’ausilio della mappa.

Il gioco era stato progettato con molta accuratezza e nonostante i limiti tecnici sopra detti, fu molto apprezzato sia dai giocatori che dalla critica. Il bello di Turok è che prendeva le dinamiche di Doom e le univa in maniera stupefacente con quelle di Tomb Raider, ottendo così un prodotto originale nonostante i chiari riferimenti a questi due titoli. Basta guardare le immagini di Turok per vedere come forte sia l’ispirazione avuta dal titolo della id Software, e basta vedere un video del gameplay per capire invece come le dinamiche del titolo Eidos siano presenti e ben implementate nella struttura FPS.

Inoltre la possibilità di correre, saltare, arrampicarsi e nuotare fornita al nostro alter-ego digitale rendeva l’esplorazione dei giganteschi livelli varia e mai noiosa.

L’ambientazione “mesozoica”, la moltitudine di avversari che trovavamo, la possibilità di colpirli in diverse parti del corpo per condurli ad una morte atroce erano gli altri elementi che rendevano Turok un “must-have” per chiunque possedesse un Nintendo 64. Per far stare tutto negli 8 megabyte della cartuccia i ragazzi di Iguana hanno dovuto tribolare parecchio, tanto che il gioco era previsto inizialmente per essere rilasciato nel settembre 1996, ma i troppi bug lo fecero slittare a gennaio 1997.Nonostante fossero comunque presenti dei pesantissimi rallentamenti e il sistema di controllo non fosse proprio ottimale, Turok: Dinosaur Hunter vendette unmilionemezzo(!!) di copie per Nintendo 64. Coloro che come me hanno avuto la fortuna di giocarci sanno benissimo di quanto fosse coinvolgente e appassionante, quanto cambiasse i canoni rispetto a quanto giocato fino a quel momento. Ricordo con chiarezza le partite giocate nella penombra della mia stanza, con l’incombente sensazione di pericolo dovuta al fatto che dalla nebbia poteva spuntare qualunque cosa, mentre si esplorava per raccogliere i vari pezzi di chiave che ci avrebbero permesso di aprire il portale per il livello successivo. Anche l’armamentario a disposizione del Turok (si tratta di un titolo, che viene passato di generazione in generazione nella tribù di nativi americani a cui appartiene Tal’Sel) è vario e vasto, arrivando a contare fino a 16 armi differenti. Sicuramente l’arco e il coltello sono quelle a cui ci si affeziona subito all’inizio del gioco, ma i fucili ad alto potenziale regalano sicuramente sensazioni di massacro nettamente superiori!

Di questo titolo sono stati prodotti due sequel Turok 2: Seeds of Evile e Turok 3: Shadows Of Oblivion, sempre per intendo 64 e PC e anch’essi ottennero un discreto successo.

C’è poi stato un reboot nel 2008, realizzato da Propaganda Games, che però è una versione “apocrifa” del gioco, discostandosi completamente dall’originale del 1997 come trama, pur riprendendone alcune tematiche, tra le quali ovviamente i dinosauri, che in questo caso però sono elementi neutrali rispetto all’azione.

Non ci resta quindi che attendere per capire se i rumors di una versione per Xbox One saranno confermati e potremo nuovamente armarci di arco e frecce per catapultarci di nuovo a caccia di dinosauri!

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.

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