Il 2017 è appena finito, portando con se una delle stagioni ludiche migliori di questa generazione. Basterebbe la semplice mole di titoli usciti a definirlo come un grande anno, ma oltre alla mera quantità è stata la qualità di molti suoi titoli e la loro capacità di sorprendere i giocatori a caratterizzarlo. Certo, le delusioni non sono mancate (e anche parecchio cocenti a dirla tutta), ma quando le cose sono andate per il verso giusto la qualità è stata indubbia. Per quanto mi riguarda è stato un anno molto impegnativo come gamer, che mi ha visto in costante lotta contro un backlog implacabile che aumentava ad un ritmo serrato e che ancora adesso mi costringe a valutare con molta attenzione come spendere il mio tempo da dedicare al gaming. Al netto di tutte le grandi uscite però, ci sono stati tre titoli che mi hanno particolarmente colpito ed è proprio per questi che vorrei spendere due parole extra.

Resident Evil 7

Ricordo di aver assistito in diretta streaming al suo annuncio e di aver scaricato Beginning Hour la notte stessa, ansioso di provare la nuova iterazione di un franchise che mi aveva accompagnato per tutta la mia adolescenza (ed anche qualcosina in più). Ma il primo impatto con il titolo fu in qualche modo deludente. Nonostante la bellezza visiva e le sue atmosfere indubbiamente suggestive, il drastico cambio di meccaniche che emergeva da quella demo non riusciva a convincermi. Questa sensazione è rimasta fino a quando pochi giorni dopo la sua uscita lo ricevetti in regalo. Dopo poche ore di gioco è scattata la scintilla e da allora ho completato praticamente ogni difficoltà, intrapreso una speedrun (riuscendo ad ottenere un tempo finale sotto le 3 ore) e divorato i suoi dlc legati alle sorti di Chris e Zoe. Resident Evil 7 è un grande survival horror, che riporta la saga alle basi del genere ridando il giusto peso alle sue due componenti essenziali: il survival e l’horror. Ethan è il proverbiale uomo qualunque, vulnerabile e impreparato all’orrore che si abbatterà su di lui nella lunghissima notte del gioco. Un sapiente bilanciamento nella presenza di munizioni ed oggetti curativi ci spinge ad evitare lo scontro diretto se non come ultima risorsa, creando quel mix di tensione e frenesia che non provavo dai miei primi passi nel maniero Spencer. La fuga è quasi sempre l’opzione migliore davanti alle orrende creature che popolano la villa, per non parlare poi della famiglia padrona di casa. Percorrere i corridoi della casa dei Baker sentendo i pesanti passi di Jack alle nostre spalle è una delle esperienze più intense di questa generazione, in grado di infondere nuova linfa vitale ad una saga che da tempo non riusciva a trovare una nuova dimensione.

Persona 5

Mi sono già dilungato sulla saga di Persona, ma non posso non sottolineare nuovamente i meriti del suo quinto capitolo. Persona 5 riesce nel difficile compito di svecchiare un genere senza stravolgerne i punti cardine, unendo un’estetica accattivante alle meccaniche tipiche della saga.
Il mix che ne deriva è semplicemente un’esplosione di stile e gameplay, dove la ribellione giovanile diventa l’unico possibile riscatto contro la società che si uniforma senza prestare attenzione alle sue vittime. La sua capacità di trattare temi maturi senza risultare accondiscendente e senza perdere una certa vena ironica mi ha colpito quanto il suo livello di sfida elevato ma bilanciato, che lo rendono un ottimo punto d’ingresso nella saga senza però renderlo troppo facile per i veterani. In un anno così denso di titoli di qualità, Persona 5 ha occupato in modo esclusivo la mia console per quasi un mese di sessioni quotidiane da almeno 3 ore lasciandomi abbastanza appetito da valutare sempre più seriamente la possibilità di iniziare una seconda run a difficoltà maggiore per mettere nuovamente alla prova le mie abilità. I crescenti rumor riguardanti l’uscita di una sua edizione riveduta e corretta sono l’unica cosa che ancora mi frena, consapevole che si tratterebbe di un acquisto praticamente obbligato.

Nioh

Il genere soul like si è affermato con forza durante questa generazione, dando vita a copie più o meno riuscite della particolare esperienza di gioco partorita da From Software. Il mio amore per il genere è nato con Demon’s Souls (mio primo acquisto assieme alla PS3), ed è cresciuto sempre di più fino a creare una sorta di “prurito” che solo quella tipologia di titolo può alleviare. Nonostante l’uscita del dlc finale della saga di Dark Souls, niente è stato paragonabile a Nioh in questo campo.
Uscito a ridosso del mio compleanno (quasi un segno direbbero alcuni), il titolo è riuscito a conquistarmi sin dalle sue prime promettenti seppure acerbe beta. Il suo sistema di combattimento raffinato e complesso, la sua ambientazione che si distaccava con forza dal classico fantasy occidentale, la sua devastante difficoltà, sono riusciti a farsi rapidamente strada nel cuore. Ogni combattimento di Nioh è un vero e proprio duello dove lo studio dell’avversario è fondamentale per la vittoria. Adattare la nostra strategia ai rapidi cambi di impugnatura che precedono un attacco richiede dedizione e pazienza, ma offre al tempo stesso enormi soddisfazioni. La sua struttura a livelli si presta agevolmente a sessioni ridotte ma intense, ideali qualora si decidesse di affrontare le sue modalità extra. I suoi 3 dlc ne chiudono degnamente la storia, offrendo numerose sfide per i giocatori più esigenti ed aumentando la sua già considerevole longevità.

Così come questi 3 titoli hanno segnato positivamente il 2017, sento di doverne citare 2 che hanno invece mancato di diverse lunghezze il bersaglio.

Mass Effect Andromeda

Parlar male di Andromeda è un po’ come sparare sulla croce rossa. Dopo una partenza sfortunata a causa della reazione del pubblico alle sue animazioni, Andromeda non è riuscito a mantenere le altissime aspettative della sua fan base. Sono molti i problemi di Andromeda, cominciando da un comparto tecnico che non si è dimostrato all’altezza della situazione, una storia che faticava a decollare ed un gameplay che nonostante il suo combat system pregevole non riusciva a convincere. Un quest flow fin troppo lento nella parte centrale del gioco ne abbatte il ritmo narrativo, unito ad un’eccessiva tendenza a far percorrere lunghe distanze al giocatore senza reali motivazioni. I suoi pianeti appaiono totalmente fuori misura, dando l’impressione di essere grandi solo per aumentare il tempo di gioco. Bioware ricade drammaticamente in quella serie di errori che ha caratterizzato le sue ultime produzioni e purtroppo Andromeda ne paga tutto il prezzo. Lo scarso gradimento del pubblico ha messo in stasi la saga, facendo suonare vuote le rassicurazioni di EA al riguardo.

Destiny 2

I più attenti noteranno subito che qualcosa non quadra, considerando il voto che ho dato nella mia recensione. Destiny 2 purtroppo si è rivelato un titolo che delude sul lungo periodo, incapace di offrire contenuti in grado di intrattenere i giocatori oltre le prime settimane di gioco. Numerosi problemi tecnici affliggono ancora il titolo mentre Bungie continua a rispondere con uno sterile “stiamo investigando” che infiamma le ira dell’utenza. Persino il tanto atteso post ufficiale sul futuro del titolo non è stato in grado di fugare le paure che stanno rapidamente sgretolando la community e facendo precipitare la player base del titolo. Sebbene il titolo abbia chiaramente dei meriti, in particolare nel suo gunplay e nel suo particolarissimo immaginario, non si può non vedere come il team appaia totalmente incapace di capitalizzare sui punti di forza della produzione e continui incessantemente a commettere un errore dietro l’altro sul fronte della comunicazione e della trasparenza con l’utenza. Con un solo dlc incluso nel season pass a separarlo da un potenziale vuoto di contenuti, Destiny 2 deve riuscire ad invertire la sua rotta fallimentare al più presto se non vuole condannare all’oblio l’intera saga.

Il 2017 è stato un grande anno, intenso nel bene e nel male dal punto di vista videoludico.
È però giunta l’ora di guardare al futuro e con le numerose uscite previste per i prossimi mesi è facile immaginare che il 2018 potrebbe rivelarsi persino più interessante. Non mi resta quindi che ringraziarvi per essere stati con noi durante lo scorso anno ed invitarvi a sceglierci ancora una volta per vedere come sarà quello nuovo!

Cresciuto a pane, giochi di ruolo p&p e videogiochi. Cerco sempre di mantenere i miei gusti videoludici vari senza farmi fermare dall'insolito. Io non dico: giochiamo meno, giochiamo meglio. Io dico: giochiamo di più.

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