[In Retro We Trust] Medievil

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Sono passati quasi venti anni dall’uscita sulla prima Playstation di Medievil, e come ormai accade (forse troppe volte) ecco che spunta la notizia della versione remastered. Non ritengo che questa prassi sia completamente negativa perché riporta in auge titoli altrimenti destinati ad essere appannaggio solo dei retrogamers incalliti, ma puntare troppo su reboot/remake/remastered rischia di divenire una pratica poco interessante per coloro che invece cercano nuovi stimoli.

Di Medievil conservo un ottimo ricordo, seppur minato da una serie di pecche abbastanza evidenti.

Nei panni di Sir Daniel Fortesque, dovremo sconfiggere il malefico stregone Zarok. Il nostro personaggio è stato richiamato per sbaglio dal mondo dei morti, dopo che era valorosamente caduto durante la battaglia di Gallowmere, trafitto da una freccia in un occhio. Apparentemente poteva sembrare un gioco adatto ai bambini, ma le cupe atmosfere gotiche, il sarcastico umorismo dei dialoghi e l’azione frenetica che si sviluppa attraverso i 23 livelli di gioco, lo resero un titolo molto apprezzato anche dal pubblico adulto.

Ogni livello, con l’esclusione del primo e dell’ultimo, ha una missione secondaria, nella quale saremo chiamati a sconfiggere il maggior numero di avversari per poter riempire il “Calice delle Anime”, necessario per poter accedere al “Salone degli Eroi”. Qua ritroveremo i vecchi compagni di battaglia di Sir Daniel che potranno fornire al nostro eroe armi ed oggetti indispensabili per proseguire il nostro cammino che ci porterà fino allo scontro finale con Zarok.

L’azione è divertente, per quanto lineare, e l’esplorazione di ogni livello ci permette di accedere a delle fonti di energia che rimpingueranno i nostri punti vita, oppure chiedere a delle possenti Gargoyles di rifornirci di armi da lancio.

Il cast dei personaggi, così come le ambientazioni, richiamano alla mente la visionarietà di Tim Burton, e creano una duplice sensazione mentre si gioca. Da una parte abbiamo situazioni comiche, rappresentate da nemici stupidotti e poco reattivi, ma dall’altra si prova un senso di inquietudine quando si devono affrontare delle bimbette ipnotizzate che brandiscono coltellacci o ci troviamo a combattere contro creature infernali circondati dal macabro suono incessante di un organo.

Mescolare un gioco d’azione con il platform 3D risultò sicuramente un’idea vincente per l’epoca, cosa che oggi appare abbastanza scontata. Enigmi, passaggi segreti facevano da padrone in Medievil, suscitando l’unanime apprezzamento di critica e giocatori.

Peccato che la potenza hardware del tempo fosse molto limitata e pe far girare tutto fu optato per avvolgere il tutto nel classico “effetto nebbia”. A molti sarà sembrato un elemento dell’ambientazione, ma vi posso rivelare che questo escamotage, pesantemente presente ad esempio in Turok per N64, serviva a evitare dei pesanti rallentamenti grafici. Alla fine il risultato non era poi male, per lo meno non tanto quanto la gestione della camera e i controlli. Se la visualizzazione del gioco era un po’ imprecisa, i controlli lo erano molto di più. Come scusante posso tirare fuori che Medievil fu una delle prime sperimentazioni con la tridimensionalità su PSX, che il primo Dualshock della Sony era ancora imperfetto, ma alla fine bisogna essere onesti e dire che il lavoro di ottimizzazioni dei controlli di Sir Daniel non era stato fatto in maniera egregia.

Durante i combattimenti era difficile prendere bene la mira quando si usavano le armi da lancio e durante le sessioni platform molte volte sono morto senza colpa, solo perché la risposta ai comandi è stata più lenta della mia esecuzione sul pad.

Ma nonostante questo Medievil rimane una pietra miliare nel mondo dei videogiochi, vuoi per il suo gameplay, vuoi per la struttura dei livelli e vuoi anche per le ore di divertimento che è riuscito a regalare ad una generazione di giocatori.

Trovarlo riproposto oggi, nonostante sia reperibile su PSN (per PS3) che su PSP nella versione Resurrection (migliorata solo graficamente), mi fa sperare che il lavoro di ottimizzazione, sopratutto per quel che riguarda i controlli, abbia tenuto conto dei feedback degli utenti del passato.

Sicuramente anche dal punto di vista estetico si dovrà fare un bel lavoro sul motore grafico, perché Medievil, vedendolo oggi, è sicuramente uno dei giochi che è invecchiato peggio. Le textures dell’epoca erano talmente rozze da sembrare a 16 bit, i modelli poligonali talmente scarni da rendere ancor più scheletrica la rappresentazione grafica dei personaggi.

Quello che spero rimanga immutata è invece l’ottima connotazione del nostro eroe e dei suoi antagonisti, così come le atmosfere angosciose di una Gallowmere invasa dai non-morti di Zarok.

Digital dreamer, videogames addicted, wannabe Jedi. An old player that is still capable of wonder.

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