L.A. Noire – Recensione

Team Bondi non esiste più, ma ci ha lasciato una grandiosa eredità: L.A. Noire.
Rockstar Games ha deciso di riproporci questo titolo in versione rimasterizzata per la nuova generazione di console, compresa Switch. Certo, è sicuramente un’operazione commerciale, anche perchè dubito che chi produce giochi non lo faccia per ricavarci dei soldi, ma anche un modo per poterci rimettere ad investigare nel torbido mondo post-WWII, esplorando la splendida città di Los Angeles della seconda metà degli anni ‘40 dello scorso secolo. Ma sarà bastato dare qualche ritocco estetico a L.A. Noire per renderlo un titolo nuovamente appetibile? Scopriamolo assieme

“Badge 12-47”

Ho già anticipato in un mio precedente articolo la profondità della trama di L.A. Noire, per cui nell’analisi di questo titolo mi concentrerò soprattutto sulla trasposizione in chiave moderna del gioco.
Sicuramente il primo elemento che gioca a favore di questa edizione è che ad un prezzo ridotto troviamo tutti i DLC che sono stati pubblicati per le versioni precedenti (PS3/Xbox 360/ PC). I casi da risolvere sono complessivamente 26 e se si considera il fatto che ognuno di essi ci impegnerà dai quaranta minuti ad un’ora, posso assicurarvi che la longevità è assicurata.
Per coloro che hanno già giocato ad L.A.Noire in passato, come il sottoscritto, sarà comunque una esperienza divertente, perché sfido chiunque a ricordarsi ogni singolo passaggio di ogni investigazione, ogni indizio da trovare e quli siano le domande giuste e gli atteggiamenti da tenere durante gli innumerevoli interrogatori.
Per lcoloro che invece si approcciano per la prima volta al titolo, la sfida sarà ancor maggiore. Ogni investigazione è tendenzialmente suddivisa in tre blocchi: raccolta di indizi e prove/interrogatorio di testimoni e sospetti/eventuali scene di azione.

Acume acuminato

La parte principale è ovviamente il segmento investigativo, che poi conduce agli interrogatori. L.A. Noire mescola elementi pulp, tanto cari alla letteratura di Ellroy, ai polizieschi televisivi come Ellery Queen, con una ottima recitazione e una buona caratterizzazione dei personaggi. Il MotionScan, la tecnologia usata nel 2011 per le espressioni facciali, aggiunge un elemento di drammaticità e pseudo-realismo alle vicende narrate. Come giocatore mi sono nuovamente appassionato nello scrutare le espressioni dei miei interlocutori, per capire cosa fare e come comportarmi durante gli interrogatori. Ma non è certo un compito facile completare ogni caso proposto con il massimo della valutazione. Basta infatti sbagliare qualche domanda per non prendere il massimo dei voti, ma questo non inficia la trama, anche se alcuni errori possono aprire strade diverse nel percorso che porta alla verità.
Le scene d’azione si suddividono in inseguimenti con la macchina o a piedi per acciuffare qualche balordo, oppure delle sane scazzottate per portare a più miti consigli i nostri sospettati. Sicuramente i momenti più avvincenti di questo tipo sono le corse dietro ai lestofanti, mentre le sequenze di guida e gli socntri fisici alla lunga risultano un po’ troppo ripetitivi.

Luci ed ombre

In questa nuova versione la parte tecnica risulta un po’ ambigua. Abbiamo da un lato la nuova gestione delle luci, di grandissimo effetto, soprattutto se visualizzata su di un pannello 4K con HDR. La versione che ho provato è stata quelal per PS4 e l’ho giocata su una Pro su un bel 49 pollici in 4K HDR. Vi poso assicurare che la resa grafica del nuovo sistema di illuminazione è veramente abbacinante. Soprattutto durante le sequenze notturne si può apprezzare il lavoro svolto da Rockstar su L.A. Noire. Peccato che di converso la stessa cura non sia stata usata per migliorare le textures del gioco. Guidando durante il gioco gli scintillanti modelli di auto che possiamo usare in L.A. Noire, si nota subito lo “stacco” tra l’alta definizone dei mezzi e il resto del gioco. La perdita di dettaglio a volte è veramente incoerente, con tanto di sporadici casi di “sfarfallio” delle textures, cosa che non mi sarei aspettato da una versione “current-gen”. Anche i modelli facciali, se pur ripuliti e migliorati, mancano di dettaglio. Ad esempio le acconciature delle donne sembrano posticce, quasi appiccicate sulla testa, mancando di volume e fluidità. D’altro canto gli abiti sono invece curatissimi. Già nella versione del 2011 erano stati realizzati con una infinità di dettagli, ma adesso potremo apprezzare ancor di più il lavoro di sartoria digitale. Il nostro alter-ego Cole avrà a disposizione, dopo averli sbloccati, dei vestiti adatti a varie occasioni, che oltre a renderlo accattivante, potranno fornirgli anche abilità particolari, che lascio a voi il piacere di scoprire.

L.A. by day (and night)

Una cosa che sicuramente non manca a L.A. Noire è la possibilità di fare del sano free-roaming per la città di Los Angeles. Sulla smisurata mappa potremo andare a cercare punti di interesse famosi, oppure rispondere a chiamate di soccorso di altri agenti, per attivare delle mini-missioni secondarie. Si possono passare delle ore a girovagare per luoghi iconici losangelini, per arrivare fino al cartello di Hollywoodland (all’epoca ancora le lettere LAND erano presenti).
Per fare questo bel tour turistico potrete usufruire di un corposo garage, composto dai 95 mezzi presenti nel gioco, tutti guidabili. Si va dalla berlina all’auto della polizia, a quella del coroner, ma anche varie tipologie di furgoni , camion, auto sportive e altre decine di modelli, tutti da scoprire. Il sitema di guida lo ricordavo non proprio accurato e anche in questa versione non è che sia stato poi più di tanto migliorato. Le macchine tendono a pattinare un po’ troppo, rischiando di farci perdere il controllo, soprattutto negli inseguimenti più concitati, così da farci finire su inermi pedoni. A differenza di GTA, in L.A. Noire travolgere i passanti non ci fa aumentare il livello di “ricercato”, anche perché siamo dei poliziotti, ma semmai ci farà perdere dei punti. I punti servono per farci salire di livello e sbloccare ulteriori abilità e/oggetti segreti, ma anche per sbloccare i “punti intuito”. Questi servono durante le ricerche di indizi e gli interrogatori, ma potremo accumularne solo 5, per cui andranno spesi con oculatezza. Durante gli interrogatori, come succede a “Chi vuol essere milionario” potremo spendere un punto intuito per eliminare una domanda da porre al sospettato/testimone, oppure chiedere l’ “aiuto a casa”. In questo caso accanto ad ogni nostra azione avremo le percentuali di come la comunità dei giocatori di L.A. Noire si è comportata nello stesso frangente.

 

L.A. Noire rimane uno dei migliori giochi polizieschi di tutti i tempi. Mi aspettavo di più, in termini grafici, da questa versione rimasterizzata, ma per il prezzo che ha, per i contenuti che propone, per la presenza di tutti i DLC all'interno del gioco, non posso far altro che consigliarne caldamente l'acquisto a tutti coloro che vogliono un gioco che metta alla prova sia l'abilità che l'intuito.
8
voto

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