.hack//G.U. Last Recode – Recensione

Benché in Europa non abbia mai visto la luce del sole, la trilogia di .hack//G.U. per PlayStation 2 era comunque ben nota a chi, qualche anno prima, fece propria la quadrilogia di titoli JRPG ispirati proprio allo stesso universo. Nato in Giappone come serie di romanzi per poi incarnarsi in un vero e proprio progetto multimediale, il franchise di Bandai Namco finì per abbracciare nei primi anni 2000 oltre una decina di produzioni fra videogiochi, serie manga, adattamenti animati destinati alla TV e al mercato home video, in un flusso perenne di informazioni che andavano a sommarsi fino a creare un universo coerente e assolutamente credibile.

Un passo indietro potrebbe fare maggiore chiarezza a chi non fosse a conoscenza del passato di questa saga: l’universo di .hack (si pronuncia “dot hack”) narra di un mondo alternativo dove, a seguito di un terribile bug che mise fine a internet, le persone vivono la tecnologia nel segno di un rinnovato interesse per le connessioni neurali. In questo nuovo modo di concepire la comunicazione, nascono nuovi sistemi operativi e vie di intrattenimento, come appunto il MMORPG “The World”, teatro degli avvenimenti della saga .hack. Se le serie animate e gli OVA si sono spinti a narrare ciò che accadeva fuori dal gioco di ruolo online, i videogiochi hanno sempre mantenuto l’attenzione su ciò che accadeva all’interno del mortale videogioco, colpevole di aver fatto precipitare nel coma più profondo alcuni dei suoi più prestigiosi giocatori.

Come dicevo prima, in Europa arrivarono i primi quattro episodi della serie .hack (Infection, Mutatation, Outbreak e Quarantine), dove ad ogni gioco era allegato un DVD che raccontava cosa succedeva nel “mondo reale”. Tutti questi eventi sono precedenti alla serie .hack//G.U. , ma è possibile raccapezzarcisi grazie ad un completo riassunto video contenuto in questa collection selezionando l’opzione “Terminal Disk”. Parliamo invece degli avvenimenti di G.U. e del suo controverso protagonista, ovvero Haseo.

Giocatore votato al PKK, ovvero all’uccisione dei giocatori fuorilegge impegnati a spadroneggiare su quelli meno avvezzi alle logiche del MMORPG The World, Haseo è un eroe “in evoluzione”, che grazie al contributo dei co-protagonisti e ai rapporti che intreccerà con essi, sia in-game, che via messaggistica, offrirà ai giocatori un interessante viaggio di crescita personale. Ciò detto, la trama orizzontale del gioco si sviluppa in oltre sessanta ore, fra i tre capitoli appartenenti alla trilogia su PS2 (Rebirth, Reminisce e Redemption) e un’ulteriore episodio extra – della durata ovviamente minore – creato per offrire ai fan della serie una degna conclusione alla storia di Haseo e dei suoi amici. Partendo quindi da un mistero come quello che apre la storia (il coma improvviso di un giocatore di The World) la trama si sviluppa toccando tematiche anche piuttosto importanti e regalando diversi momenti iconici degni di essere ricordati e ri-raccontati in questa versione rimasterizzata. Il problema della narrazione di .hack // G.U. è, paradossalmente, il suo essere raccontata in ore e ore di gioco intervallate da un gameplay limato e aperto ai neofiti da un livello di sfida reso ancora più permissivo che in passato, ma comunque estremamente ripetitivo nell’esecuzione. Non sarebbe esagerato definire una partita a .hack//G.U. come una pedissequa ripetizione di routine: Haseo riceve una mail, si connette al gioco, svolge un obiettivo o esplora uno spoglio dungeon procedurale e così da capo, senza particolari spunti creativi nel mezzo. Se questo aspetto appariva fin troppo formulaico nel pieno degli anni ‘2000, figuriamoci oggi, e non a caso Cyberconnect2 ha incluso, in questa versione remaster, una modalità cheat che permette di velocizzare la fruizione del gioco con veri e propri “trucchetti” che potenziano al massimo il giocatore per permettergli di raggiungere i titoli di coda in tutta tranquillità.

In ogni caso, per chi volesse vivere l’esperienza per quel che era, .hack//G.U. rimane un JRPG dungeon crawler di stampo piuttosto classico, con un battle system action – ora impreziosito dai 60fps – che vede il giocatore accompagnato da due companion mossi da I.A.; malgrado una stratificazione di meccaniche più o meno interessante, il gameplay – già considerabile sulla soglia della mediocrità in passato – non ne esce di certo bene. A dispetto di quanto si potrebbe pensare, il titolo Cyberconnect2 riesce comunque a brillare per atmosfere e la ricreazione di un ambiente informatico credibile e ricco di cose da scoprire: quando non si gioca a The World è possibile tuffarsi a capofitto nelle board online (ovviamente fittizie), dedicarsi alla lettura di approfondimenti, messaggiare via e-mail con altre persone incontrate in rete e addirittura assistere a servizi giornalistici animati estremamente curati, beneficiando per la prima volta della traccia audio in doppia lingua, inglese e giapponese. Non mancano in ogni caso compiti secondari e missioni che sembrano essere state messe lì per fare la gioia dei completisti, ma difficilmente consiglieremmo ad un’utenza smaliziata come quella di oggi di prendere di petto il gameplay di questa serie a scapito di una veloce fruizione di una storia che, a differenza del resto, è stata poi fonte di ispirazione per tanti altri franchise, come il ben più noto Sword Art Online.

Gradevole l’aspetto visivo, seppur chiaramente proveniente da epoche passate, con modelli dei personaggi rimaneggiati, scene cinematiche riviste per l’occasione e una pulizia visiva che gode soprattutto dell’azione a 60 frame per secondo. Chiude la compilation un parody mode che, come il nome suggerisce, permette di rivivere alcuni momenti del gioco con dialoghi volutamente ironici e scherzosi. Un extra che pare un’ultima lettera d’amore per gli appassionati più accaniti e che rappresenta il fiore all’occhiello di questa opera di revival da tempo attesa dai fan della saga Bandai Namco.

.hack//G.U. Last Recode è una compilation appetitosa per chiunque volesse affondare i propri denti nella mastodontica opera Bandai Namco. Quattro giochi offerti al prezzo di uno, una moltitudine di ore di gioco in attesa che un coraggioso player offline le solchi e una storia che vale davvero la pena di essere vissuta rappresentano le caratteristiche principali di questa opera di remaster, malgrado il retrogusto rimanga ancora quello di circa dieci anni fa.
7
voto

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