Festa del Cinema di Roma – Premio alla carriera a David Lynch

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Un meritatissimo premio alla carriera, quello omaggiato dalla Festa del Cinema di Roma al regista David Lynch. Una carriera stellare che racchiude piccoli grandi capolavori (Twin Peaks su tutti) ed intramontabili classici (Eraser Head, Dune, Velluto Blu ed il recente Mullholland Drive). Una sala sinopoli al completo per la cerimonia che ha ospitato prima un bellissimo incontro con il format, oramai consolidato dal Direttore Artistico Antonio Monda: sequenze di alcuni film della carriera cinematografica dell’ospite si alternano a brevi domande a tema. Durante l’incontro aperto al pubblico che ha preceduto la consegna del Premio, sono state dunque mostrate cinque clip tratte da altrettanti film di Lynch, ovviamente scelte da lui, poi, a sorpresa, non altre clip tratte da film italiani ma bensì un dipinto e una scultura, che, a suo dire, hanno influenzato il suo percorso artistico. Queste oltre a tre clip prese dai suoi film preferiti, quelli che più di tutti l’hanno instradato nella nona arte. Tra queste ultime troviamo: Lolita (Stanley Kubrick), Sunset Boulevard (Billy Wilder) e Otto e mezzo (Federico Fellini). Di Fellini in particolare racconta un aneddoto: «Ci siamo incontrati due volte. La prima in una giornata organizzata da Marcello Mastroianni a Cinecittà mentre stava girando Intervista. Ero con Tonino Delli Colli, suo direttore della fotografia, che poi ho adottato per uno spot che ho girato a Roma. In tale occasione è avvenuto il nostro secondo, emozionante, incontro. Era il 1993, Federico era in ospedale, ho chiesto di visitarlo. La famiglia ha accettato, sono andato con Tonino. Quando l’ho visto nella sua stanza, sulla sedia a rotelle, mi ha preso la mano, abbiamo parlato per mezz’ora su quanto il cinema stava cambiando. Lui era triste perché vedeva che i giovani si stavano disamorando del cinema a causa della tv, e lo stavano dimenticando. Ho lasciato la stanza dicendogli che il mondo intero stava attendendo il suo nuovo film, lui ha fatto un gesto esplicativo sull’impossibilità che ciò avvenisse. Dopo tanti anni ho incontrato il giornalista che stava con lui in ospedale (Vincenzo Mollica, NdR) che mi ha riferito Fellini disse di me ‘David è un bravo ragazzo’. Dopo tre giorni dalla visita è caduto in coma, non uscendone più fino alla morte avvenuta due settimane più tardi.». Ecco alcune delle domande che gli sono state poste:

Sul cambiamento dalla pellicola al digitale nella settima arte – e sulla differenza tra tv e cinema:

«Per me creare per il cinema o la televisione non fa alcuna differenza. Indubbiamente sul grande schermo la qualità di immagine e suono sono migliori ma la bella notizia è che il digitale e l’HD stanno facendo progressi giganteschi. Una volta ero un fanatico della pellicola, perché è oggettivamente bella, organica: oggi non la penso più così perché il digitale sta mettendo a punto una tale sofisticatezza da diventare addirittura migliore in termini di bellezza pura.».

Sulla creatività e su come vengano le idee per film e telefilm:

«Non si sa da dove arrivano, ma quando giungono le catturo in forma di parole che poi a loro volta diventano qualcosa d’altro.».

Su nuovi progetti all’orizzonte:

«Non ho nuovi progetti in corso, se non un testo da Kafka ma credo rimarrà parola scritta e non filmata.».

Un Lynch sorridente, sereno, pacato e professinale si accomiata dal pubblico che lo incita e lo inneggia sino all’ultimo. Al prossimo capolavoro!

Stefano Labbia

Stefano Labbia, classe 1984, è un giovane autore italiano di origine brasiliana. Nato nella Capitale d’Italia, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, “Gli Orari del Cuore”, nel 2016 per Casa Editrice Leonida cui è seguita la sua seconda silloge poetica dal titolo “I Giardini Incantati” (Talos Edizioni). Il suo romanzo “Piccole Vite Infelici” (Elison Publishing) ha vinto il Premio Elison 2017 – miglior romanzo inedito. Nel 2018 uscirà una raccolta di racconti, “Bingo Bongo & altre storie” (Il Faggio Edizioni) e, per LFA Publisher, la sua prima graphic novel da autore e sceneggiatore dal titolo “Killer Loop’S”.

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