GT Sport – Recensione

Gran Turismo è stato per me il primo vero, unico approccio agli sport motoristici digitali.
20 anni fa, con l’uscita del primo titolo per PSX, avevo già avuto modo di giocare con altri titoli di corse automobilistici, ricordo tra i tanti Grand Prix della Microprose del 1992 oppure Indy 500 per Amiga e PC di ancor prima, del 1989. Ma nessuno di essi ha mai avuto il fascino di Gran Turismo. Anche se il sottotitolo era The Real driving Simulation e poi di simulazione aveva ben poco, per me GT ha sempre rappresentato la fusione perfetta tra divertimento e difficoltà.Dopo quattro anni dal GT 6, Polyphony ci propone adesso una nuova versione di questa saga ventennale, ma l’aspirazione di essere un reale concorrente contro i suoi concorrenti diretti, ovvero Forza Motosport e Project cars, è purtroppo ancor troppo sfumata per la mancanza di un elemento fondamentale: l’antica ispirazione, che però potrebbe essere sostituita da nuovi stimoli. Di cosa sto parlando? Scopriamolo assieme!

Il neo ingegnere Kazunori Yamauchi ha riversato in questa nuova apparizione di GT sui nostri schermi, tutta la sua esperienza, la sua eleganza e la sua competenza. La bellezza del sistema di navigazione attraverso i menù, la fluidità di ogni passaggio, le animazioni straordinarie delle macchine poste in scenari fotorealistici che coccolano gli occhi, sono tutti elementi che rendono sicuramente GT Sport un punto di riferimento per lo meno per quel che riguarda la progettazione dell’interfaccia. Prima di inizare a giocare sul serio, si pùò fare un bel tour di tutte le innumerevoli funzioni del gioco, tra le quali spicca una vera e propria enciclopedia multimediale dedicata al mondo dei motori. Chi è più anziano si ricorderà la Microsoft Encharta, con i suoi link interattivi, le immagini, i video. Ebbene, la struttura di questa Wiki-GT è la medesima, con una serie di informazioni sulle auto, le case costruttrici, i piloti, che si sviluppano in una linea temporale che le mette a confronto con altri eventi storici.

Ma passiamo a mettere le mani sul volante, oppure sul pad se non ne avete uno a disposizione e vediamo di capire per cosa abbiamo speso i nostri soldi. Appare ancora, come di consuetudine, la modalità “Arcade”, che ci permette di gareggiare liberamente contro avversari digitali per iniziare a far girare un po’ le ruote e capire di che pasta è fatto GT Sport. Ho trovato questa modalità veramente inutile, lo devo dire, poiché nonostante i tre livelli di difficoltà, ha pochissimi circuiti sui quali competere e il livello di sfida anche in modo “difficile”, è veramente risibile. Arrivare primi, soprattutto contro IA che sembrano essere legate da un filo l’una all’altra quando guidano, è solo questione di poca pratica e pochissimo impegno.
Ma quello a cui tutti aspirano una volta che si trovano davanti un nuovo GT è quello di prendere le patenti, competere nei classici ed iconici circuiti e scalare le vette mondiali dei campionati. Beh, in questo caso avrete una grossa delusione, perché questo GT non ha alcuno degli elementi suddetti.

C’è una lunga “driving school”, che simula la vecchia possibilità di prendere le varie patenti, che ha un duplice compito. Primariamente quello di avvicinare coloro che non hanno mai preso in mano un titolo della serie GT, allo stile di guida, permettendo di imparare oltre che alle tecniche di base, anche la risposta delle macchine ai comandi del pilota.
Si passa poi alle missioni, che estendono il concetto della Scuola Guida fissando dei risultati da raggiungere, facendo in modo che si prenda ancor più pratica con il sistema di guida, competendo in gare reali.
C’è poi la modalità Circuit Experience, nella quale si mescolano le due modalità precedenti per ampliare il feeling con il gioco.
Per i più pratici la modalità singolo si esaurisce in breve tempo, almeno che non siate dei perfezionisti, allora l’esperienza, puntando a ricevere ori in tutte le modalità, arriverà a impegnarvi una dozzina d’ore.
C’è anche una interessante componente VR, che nonostante esalti le potenzialità del visore Sony, è comunque un’esperienza molto limitata, poiché ci premette di gareggiare solo su alcuni circuiti ed esclusivamente in modalità 1V1.

Il cuore di tutto il gioco è indubbiamente la competizione online. La componente e-sport è stata potenziata al massimo, cercando di creare un prodotto che esuli da quello che il vecchio GT ci proponeva. Non esistono più estenuanti sessioni in solitaria in GT Sport e questo potrebbe deludere i puristi della serie. Adesso ci viene proposto un nuovo modo di giocare, che vuole far distinguere il prodotto Polyphony Digital dalla concorrenza.
Peccato che ad oggi ancora i veri campionati non siano iniziati, ma già questo primo assaggio mi ha fatto capire cosa ci troveremo a giocare. Varie tipologie di gare settimanali, sulla quali confrontarsi, ci permetteranno di scalare il ranking mondiale, sfidando avversari di varia estrazione.
La promessa di GT Sport è quello di rendere fruibile il gioco da chiunque, sia dal giocatore esperto che dal niubbo. Per rendere le sfide più competitive possibili è stato introdotto un sistema di penalizzazioni che dovrebbe sulla carta evitare disequilibri durante le gare. Ma l’obiettivo è quello di rendere molto difficile apprezzare l’esperienza di gioco a pieno, in quanto le suddette penalizzazioni sono troppo rigide per non rischiare di essere emarginati durante le gare anche dal minimo contatto, seppur involontario. Il Fai Play Rank dovrebbe essere quindi un po’ meno drastico, poichè alla fine c’è il rischio di annullare la funzione stessa del gioco. Le gare di Gran Turismo, quelle reali, non sono certo gare di demoliton derby, ma comunque prevedono contatti e sportellate, che servono a rendere la sfida più interessante e coinvolgente. In GT Sport questa componente viene in parte vanificata dalla paura di essere troppo duramente penalizzati, facendo perdere vigore alla competizione.

Un elemento molto interessante è la gestione dei box durante le gare endurance. Correre per ore su di un circuito, controllando il consumo di carburante, quello delle gomme, lo stato dei danni e scegliere il momento migliore per rientrare in gara per evitare di dover fare rimonte impossibili, è un aspetto che sicuramente è stato ben sviluppato e che non vedo l’ora di poterlo sperimentare nelle gare reali.

Per il resto GT Sport rimane sempre e comunque una gioia per gli occhi, con modelli delle macchine realizzati in maniera egregia, con una fisica delle stesse che colloca l’esperienza di guida tra una simulazione ed un arcade. I “niubbi” potranno godere di un ottimo sistema di aiuti alla guida, mentre i puristi non saranno delusi dal livello di personalizzazioni sia delle dinamiche di gioco che delle loro vetture. Il parco macchine è grande, non immenso, ma alla fine, come sempre accade, sono poche quelle con le quali correre, le altre rimarranno nel nostro garage solo per dar sfoggio della nostra paperonesca ricchezza. Durante il gioco potremo accumulare “miglia” (come il programma di Alitalia) per poterle poi convertire in nuove livree, caschi e un’enormità di contenuti. Ma se vogliamo indebitarci anche nella vita reale, allora potremo accedere al negozio online e comprare con soldi reali altrettanti contenuti. Questa scelta, ormai allineata con quella compiuta da al tra produzioni, non è sicuramente gradita dal pubblico, ma ormai la strada degli acquisti online è tracciata e fintanto che ci saranno persone disposte a spendere per ottenere maggiori contenuti, sarà difficile che questa modalità diventi reversibile.

Ho trovato un po’ inusuale la scarsità di circuiti reali all’interno di GT Sport. Nonostante i tracciati siano di gran varietà e ottimamente realizzati, solo sei sono quelli reali, tra i quali manca in maniera eclatante Le Mans! La mancanza di qualsiasi evento atmosferico, soprattutto dopo aver giocato a Project Cars 2 e Forza 7, si fa sentire, anche se gli sviluppatori hanno cercato di attenuare questa carenza con la possibilità di giocare in diverse ore del giorno, ma non è la stessa cosa.
Da scoprire e gustare anche le varie modalità di contorno, come l’editor di foto, che sembra una suite di Adobe, che possiamo usare dopo aver scattato suggestive foto a spasso per il mondo.

GT Sport è il mitologico Giano bifronte, colui che guardava con una faccia al passato ed una al futuro. Da una parte abbiamo la struttura solida e granitica di Gran Turismo, del quale si rintracciano i caratteri nella meticolosa realizzazione grafica di macchine e circuiti e di un sistema di guida che si pone a livello intermedio tra simulazione ed arcade. Dall'altra c'è l'ambizione di creare un titolo "moderno", fluido, che ha il suo cuore pulsante nella competizione online, tanto da farlo propendere verso l'E-Sport. Questa duplicità di GT Sport, al quale giustamente non è stato impresso il numero 7, lo rende un titolo al momento incompiuto, perchè la grande scommessa di Polyphony deve essere ancora vinta. Se attorno a Gt Sport si creerà una comunità viva e pulsante, se la sua evoluzione futura sarà costante e aggressiva, se molti dei nodi saranno sciolti (come un addolcimento del sistema di penalizzazioni), allora potremo definire GT Sport come un titolo nel quale vale la pena spendere soldi e tempo. Altrimenti l'intera esperienza imploderà, lasciando ai giocatori solo un buon prodotto, ma non all'altezza dell'eredità di Gran Turismo.
7.5
voto

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