Wolfenstein II: The New Colossus e il trionfo dell’ucronia

Bethesda ci parla del genere narrativo alla base di Wolfenstein II: The New Colossus.

“Ucronia”: etimologicamente, questa parola significa “non tempo” (particella negativa “u”, seguita da “chronos”, tempo).
L’ucronia rappresenta un genere narrativo basato sulla riscrittura della storia partendo da un evento che nella realtà ha avuto esiti diversi. Questo è quanto accade anche in The New Colossus, ambientato in una realtà alternativa in cui il nazismo regna supremo sul mondo.

Il mondo della fantascienza ha sempre frequentato l’ucronia. Nei videogiochi costituisce un ottimo espediente per presentare i periodi storici del passato sotto una nuova luce, suscitando l’interesse del giocatore. Ma anche nella letteratura e nel cinema l’ucronia non è affatto una novità.
Ecco una serie di esempi, riguardanti il solo caso della Seconda Guerra Mondiale: La svastica sul sole
(scritto nel 1962 da Philip K. Dick), Fatherland (film del 1994, basato sull’omonimo romanzo di Robert Harris), Bastardi senza gloria (film del 2009 di Quentin Tarantino).

E se la storia avesse avuto esiti differenti? E se nel 1943 la battaglia di Stalingrado fosse stata vinta dalle forze di Hitler, o se lo sbarco in Normandia fosse fallito? Tutte le opere ucroniche partono da questa domanda: “E se…?”, ma poche affrontano conseguenze inquietanti quanto quelle di un diverso esito della Seconda Guerra Mondiale.


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