Ark: Survival Evolved – Recensione

Sebbene la versione Early Access è disponibile da circa due anni su PC e oltre un anno su Xbox One, Ark: Survival Evolved diventa sempre una cosa nuova. Ho avuto il piacere di provare la versione PC e, con fare sdegnoso, ho abbandonato subito dopo per il mal di testa: l’ottimizzazione non era il suo forte qualche anno fa, ma la fase non era ancora definitiva, quindi ho lasciato correre. Su Xbox One, provato anche lì in fase early access, il gioco offriva poco e niente nei primi mesi d’uscita. Ovviamente fare un resoconto generale di due prove non definitive è da sciocchi, anche se comunque ci si poteva fare un’idea. Un voto anticipatorio quindi ci stava, ma aspettare questa versione definitiva è stato sicuramente meglio per dare un punteggio al lavoro svolto in questi anni. Sia chiara una cosa, la recensione qui presente indica la qualità del prodotto al momento dell’uscita, ma Ark: Survival Evolved migliorerà sempre di più nel tempo e l’aggiunta di nuove modalità, patch ed espansioni renderanno il titolo ancora più appetitoso per chi mastica il genere. Detta questa premessa, inseriamo Ark nella console e vediamo come se la cava.

Avviato il gioco, il menu iniziale non si presenta proprio accessibile, con tantissimi server e opzioni messe in posti meno d’impatto. Dopo qualche minuto sicuramente diventa più comprensibile, ma dopo molto tempo di sviluppo, ci si poteva impegnare nel renderlo più snello e veloce, soprattutto su console. Scelte le prime impostazioni, si passa alla creazione del personaggio: in questo menu possiamo decidere tutto ciò che vogliamo, dalla lunghezza degli arti alla robustezza o meno del personaggio. I più smanettoni troveranno pane per i loro denti, mentre per i più pigri c’è un’opzione per la creazione di un personaggio randomizzato dalle varie impostazioni disponibili e, tranne in rarissimi casi, i soggetti che escono sono davvero disumani, di quelli che dovrebbero lavorare nel settore circense. In tal caso mi chiedo come gli sviluppatori non abbiano impostato un algoritmo per la creazione più “umana” settando dei limiti a dei parametri normali. In fondo ogni essere umano ha gambe, braccia e testa in modo più uniforme o comunque lontano dalle mostruosità proposte. Ma per non focalizzarci troppo su queste piccolezze, clicchiamo su tasto start per iniziare la nostra avventura. Qui le cose cambiano rispetto alle vostre scelte; Ark: Survival Evolved offre sia la possibilità di giocare in solitaria su un proprio server privato, di giocare in server solo cooperativi e anche in quelli prettamente competitivi. Ognuno ha i suoi pro e contro, ma ovviamente sta al giocatore trovare il suo habitat naturale. Ciononostante, qualsiasi cosa sceglieste, il vostro personaggio si risveglia improvvisamente su una spiaggia, senza cibo, armi o qualsiasi cosa possa essere utile. La sopravvivenza è il reale obiettivo del gioco e fin dal principio ci mette alle strette: come si mangia, cosa posso mangiare e cosa posso bere sono solo alcune delle tante domande che vi farete inizialmente, ma di base è molto semplice. Ci sono frutti da poter mangiare, come le bacche, ma non si può andare avanti di sola frutta, anche perché può venire una gastroenterite! Bisognerà quindi armarsi, trovare legno e pietra per creare una lancia e un accetta, così cacciare animali alla nostra portata, accendere un fuoco e grigliarli alla meglio per andare a letto su una qualsiasi foglia di palma con la pancia piena.

Il crafting è quindi l’elemento essenziale per progredire in questo survival game. Andare in giro per tutta l’isola, prendere a pugni un albero spaccandosi le nocche con tanto di sangue che schizza, bere acqua di mare o cercare delle fonti d’acqua più pulita e potabile sono soltanto alcune delle tante cose disponibili. Quello che vuole fare Ark: Survival Evolved è un po’ il simulare la nascita dell’essere umano: Adamo ed Eva che si trovavano fuori dal giardino dell’Eden, nudi e sprovvisti di qualsiasi cosa, con le sofferenze della vita in fase primitiva. Bisogna crearsi un proprio impero e progredire anche a livello tecnologico, migliorarsi sostanzialmente passaggio dopo passaggio: tutto questo in Ark è possibile e senza mezzi termini, è la parte più bella del gioco. La possibilità di esplorare i manufatti alieni sull’isola, scoprire di più su se stessi, sulle bestie che albergano la zona e ciò che potrebbe esserci dopo. Iniziamo con una lancia primitiva ma possiamo arrivare ad una qualche pistola spara laser, così come addestreremo un semplice dodo nelle prime fasi fino ad arrivare ad un enorme T-Rex armato di cannoni e armatura. Ark da libero sfogo a qualsiasi sia la vostra idea, perché si può fare di tutto. La struttura in questo modo si affaccia a tutti i tipi di giocatori: quelli pacifici e misantropi che preferiscono un’esperienza in solitaria, quelli social che amano le community e che amano cooperare con altra gente pacifica, e poi c’è il giocatore competitivo, quello che assieme ad altri crea una tribù e ha come obiettivi impadronirsi dell’isola distruggendo qualsiasi altro essere umano che non ha stabilito con lui il patto di sangue. Ed è qui che Ark ha un altro grande pregio: può essere il gioco per una semplice partita di qualche ora come un “lavoro” vero e proprio, ovvero giocare tutti i giorni per tantissimo tempo e vivere davvero una vita virtuale. Ho visto gente che aveva creato imperi, aveva addomesticato i più grossi mostri dell’isola e andava in avanscoperta con altri colleghi, mentre altri rimanevano a fare la guardia al cancello come delle vere e proprie guardie.

Ciò che oggi rappresenta Ark: Survival Evolved per le community è esattamente ciò che rappresentava qualche tempo fa: un ritrovo per amici, un momento per stare tutti insieme e vivere una vita diversa da quella reale, che sia pacifica o competitiva, questo poco importa. Purtroppo non è tutto oro quello che luccica, anzi, in realtà ci sono troppe cose negative di questa versione definitiva che non vanno proprio giù. Come abbiamo accennato più volte poc’anzi, Ark: Survival Evolved è uscito da una fase Early Access dopo due anni di sviluppo e, ancora tutt’ora, è in pieno supporto da parte degli sviluppatori. La notizia può sembrare positiva, ma dipende dai punti di vista: il gioco in realtà non è mai uscito dalla fase early access, perché i problemi tecnici sono sempre gli stessi. Su Xbox One il gioco viaggia ad una risoluzione di 720p nativa e 30fps che non sono mai stabili, anzi, dirò di più, i 30fps non si vedono quasi mai. Il frame rate è sempre sotto i 25 in media e in alcuni casi scatta così tanto che probabilmente arriva a toccare i 15fps. Tutto questo, oltre a dare un’immagine sporca di aliasing e mai realmente stabile, è anche accompagnato da un pop-up delle texture perenne che disturba fin troppo l’esplorazione. Come si fa quindi a decidere di rendere il gioco “definitivo”, portarlo al prezzo esoso e incredibilmente esagerato di €69,99 e avere ancora problemi del genere? Semplice, perché il gioco non è mai uscito dalla fase early access realmente e questa non è per niente una buona notizia, soprattutto se gli sviluppatori sembrano essere più concentrati nel lavorare a nuove espansioni e DLC a pagamento piuttosto che ai problemi tecnici del gioco. Durante la fase Early Access il gioco ha offerto un’espansione a pagamento di ben €19,99, ma ora nella versione completa questa non è inclusa. Questo implica che dopo il costo di circa €69,99, bisogna pagarne altri 19,99 per avere l’esperienza “completa”, senza contare che da qui a poco più di un mese, è in arrivo una seconda espansione allo stesso prezzo. Quindi, per chi al momento desidera Ark: Survival Evolved nel pieno del suo potenziale deve sganciare più di 100 euro, magari acquistando il Season Pass al prezzo di €39,99.

In conclusione Ark: Survival Evolved è un gioco che vale la pena provare per chi ama il genere. Si tratta di un titolo che è praticamente infinito e senza limiti. Casa in acqua? Si può fare. Casa su un dinosauro gigante? Si può fare. Far accoppiare creature per crearsi una propria fattoria? Si può fare. Creare un proprio castello? Si può fare. Creare un proprio orto? Si può fare. In Ark voi potete fare tutto, davvero, inoltre l’esplorazione e la storia sono un tassello importante e che in realtà migliorano l’esperienza di gioco, così come trovare la propria community. Tutto questo è molto bello ma il problema rimane il lato tecnico, il prezzo e certe considerazioni non troppo entusiastiche. Si capisce che il gioco vuole essere il massimo, ma i limiti delle console impongono comunque delle barriere da dover mantenere per un’esperienza quantomeno accettabile. Su PC il titolo di Wild Card ha sicuramente un lato visivo migliore e qualche problema di frame-rate in meno, ma anche in quel caso l’ottimizzazione lascia molto a desiderare, dove anche una GTX 1080Ti fa fatica a tenerlo a 60fps stabili.
7.5
voto

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