Deep Sixed – Anteprima

Se devo dire la verità, incominciano ad essere veramente troppi i giochi rogue-like di case indipendenti, e diventa difficile poter dare anche delle indicazioni di acquisto, considerato che non è umanamente possibile testare tutti quelli che escono.

Ma a volte, come nel caso di Deep Sixed, capita di ricevere il codice di una cortissima demo e rimanerne affascinati. Ancora è troppo presto per poter esprimere un giudizio definitivo, ma devo ammettere che questo gioco mi ha catturato.

Nei panni di una “pilotessa” indebitata con una megacorporazione intergalattica, vengo messo alla guida di una astronave con il compito di esplorare e raccogliere materiali in giro per l’Universo, sia conosciuto che sconosciuto.

Come mentore ho una IA che mi aiuta a capire cosa devo fare, quando farlo e soprattutto perché farlo. Non è facile orientarsi all’interno della struttura a più ambienti della nave. Abbiamo il sistema di guida, la zona dello scanner, quelle del reattore e un sacco di controlli da comprendere.

Questo primo assaggio del gioco ci fa compiere alcune operazioni che mi hanno subito introdotto nella complessità di Deep Sixed. Ci sono un fantastiliardo di pannelli, cassetti, quadri di comando, circuiti da manovrare, laser da calibrare, sensori da riparare. C’è anche un bel manualone delle istruzioni al quale è obbligatorio fare rifermento. In esso sono riportate una miriade di nozioni che mi hanno fatto capire quale fosse il messaggio di errore dello scanner, come calibrare il laser per utilizzarlo come arma offensiva contro strane creature che mi assalivano, oppure come strumento di estrazione mineraria.

Le opzioni di gioco sono molteplici e devo dire che già da questo primo rapido test, sicuramente è un titolo dedicato agli hardcore gamer. Deep Sixed non perdona errori, quindi oltre alle situazioni di pericolo che si possono incontrare navigando nello spazio, bisogna anche stare molto attenti a non rompere la nostra preziosa quanto malandata attrezzatura di bordo. Questa rimarrà rotta fintanto che non avremo gli strumenti per ripararla, anche se alle volte basta un bel po’ di nastro per uscire dai guai.

La grafica è ben fatta, ma sinceramente mi aspettavo qualcosa di un po’ più dinamico. Le varie ambientazioni hanno tutte pannelli che si attivano solo se li utilizziamo, facendo sembrare il tutto un po’ troppo monotono. Sarebbe stato sicuramente carino vedere degli indicatori che lampeggiavano, manometri che si muovevano, insomma, animare meglio la nostra nave.

La visione dell’esterno è limitata ad una serie di finestre ed essendo la nostra nave toroidale, per poter avere una visione a 360° dovremo spostarci di segmento in segmento per poter visualizzare completamente l’ambiente circostante. Il 3D di questa visuale non è proprio lo stato dell’arte, un po’ troppo misero e risicato nella sua realizzazione.

Tutto il gioco è permeato della sottile e disincantata ironia che si ritrova nei romanzi di Doudlas Adams, e questo l’ho apprezzato moltissimo. Deep Sixed, nonostante la sua mostruosa complicatezza, si prende in giro, così come prende per i fondelli tutta quelle fantascienza un po’ troppo seriosa ed autoreferenziale.

Nonostante i dieci/quindici minuti di durata di questa demo, vi consiglio di seguire con attenzione gli sviluppi di Deep Sixed, ma solo se siete amanti di sfide estreme e non vi fate spaventare da morti premature e permanenti.


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