Life is Strange: Before The Storm – Episodio uno: Svegliati – Recensione

Non so se definirmi un fan dell’ultima ora di Life Is Strange. Lo comprai quasi per caso, durante una peregrinazione pomeridiana sul psn. Avevo letto qualcosa a riguardo sui principali siti, ma non ero stato particolarmente colpito. Poi arrivai al termine del primo episodio, e durante la sua sequenza finale ebbi la certezza di trovarmi davanti a qualcosa di veramente notevole. I DONTNOD avevano realizzato un titolo originale ed intenso, ricco di atmosfere, con una fotografia ricercatissima ed una colonna sonora stellare.
Giunto alla sua polarizzante conclusione ero pronto a dire addio in maniera definitiva a Chloe e Max, a prescindere dal finale e dalla sue implicazioni. Per questo motivo ero quantomeno scettico su Before The Storm, prequel che si concentra sul particolare rapporto tra Chloe e Rachel. Avevo paura infatti che i Deck Nine non si rivelassero all’altezza del titolo e tentassero di ricrearne artificialmente le suggestioni.

E purtroppo in parte avevo ragione.

Before The Storm ci farà quindi vestire i turbolenti panni di Chloe, che affronta il dolore per la perdita del padre ribellandosi a tutto e tutti. Fin dai primi momenti la differenza è palpabile, Chloe è un personaggio molto più “definito” rispetto alla pacata Max sotto molti punti di vista. La sua ribellione trasmette i profondi conflitti interiori causati dalla morte del padre e dalla ricerca di quel qualcosa in più al di fuori di quello che la sua vita le offre quotidianamente. La prima parte di questo episodio è quindi dominata dalla sua rabbia e dai rapporti burrascosi che intrattiene con chiunque faccia parte del suo mondo. Abbandonate le componenti sovrannaturali, il titolo fa dell’angst adolescenziale il suo focus narrativo anche attraverso l’interessante meccanica dell’insulto. La lingua lunga di Chloe è in grado infatti di tirarla fuori da situazioni difficili, attraverso un botta e risposta dove avremo pochi secondi a disposizione per capire in che modo colpire verbalmente il punto debole dell’interlocutore per averla vinta. Nessuno sembra quindi essere capace di trovare un vero punto di contatto con Chloe o di tenerle davvero testa. Se non Rachel Ambers che con la sua breve comparsa iniziale sembra essere la compagna ideale di Chloe.

Indubbiamente le aspettative legate al vedere la relazione tra le due era alta ed il ritorno in scena di Rachel sostituisce il dramma interiore e cattura totalmente sia il nostro interesse che quello di Chloe. La giornata che trascorrono assieme, il punto d’inizio della strana relazione che in un certo senso sostituisce quella con Max vista nel primo titolo, è de facto un lungo dialogo dove Chloe sembra finalmente lasciarsi andare con una persona praticamente estranea spinta da un’attrazione che lei stessa fatica a motivare. Rachel sembra essere il suo opposto, una ragazza popolare, studentessa modello e con un padre importante eppure riesce a stabilire un contatto forte con Chloe. È impossibile non fare un plauso al lavoro fatto dai Deck Nine nel rimanere fedeli ai personaggi e nell’abilità con cui riescono ad esprimere le complesse emozioni che albergano nell’animo dei protagonisti. Se da un lato la mole di angst espressa diventa in alcuni momenti a tratti fastidiosa, dall’altro riesce ad esprimere con efficacia la complessa età dei turbamenti adolescenziali.
Il rapporto quasi inspiegabile tra Rachel e Chloe, questo feeling che le lega, appare credibile proprio nella misura in cui anche per loro è qualcosa che travalica la comprensione, un legame quasi mistico destinato a cambiare radicalmente le loro vite. Non è da meno la colonna sonora, che sottolinea magistralmente i momenti di gioco dando al tutto quel tocco da cinema adolescenziale indipendente che tanto stupì nel primo titolo.

Nonostante questo plauso però, il team non riesce altrettanto bene a costruire una narrativa accattivante. Senza la svolta rappresentata dal viaggio nel tempo, senza il mistero della scomparsa su cui indagare, quello che rimane in questo episodio è la nascita di un rapporto particolare e poco di più. Solo il montaggio finale (che richiama per certi versi il finale del primo episodio) lascia qualche potenziale sviluppo futuro ma non cattura l’attenzione come in passato. Privo di veri eventi, questo episodio si riduce all'osservazione quasi voyeuristica del disagio e della difficoltà a relazionarsi di Chloe e della nascita di un’amicizia destinata ad una tragica conclusione. Molte scene, molti momenti, sembrano calcare volutamente la mano in un tentativo di suscitare empatia, finendo però con il risultare semplicemente artificiosi ed eccessivi. Da un certo punto di vista appare quasi come uno sforzo metodico di mostrare più teen drama possibile a scapito di reali eventi. Con soli due episodi a separarci dalla fine, l’impressione che Deck Nine non abbia poi così tanto da mostrare è forte ma l’abilità mostrata in alcuni momenti per certi aspetti mi fa ben sperare di essere smentito. In fin dei conti, la vita è strana.
6.5
voto

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