Agents of Mayhem – Recensione

Le recenti produzioni dei Volition si sono distinte per il loro particolare stile decisamente sopra le righe.
È impossibile non notare come sia proprio il loro approccio quasi paradossale all’azione a differenziare Saints Row da Grand Theft Auto, con la sua spettacolarità e la sua totale noncuranza per il realismo. Agents of Mayhem non fa di certo eccezione, se non per un piccolo dettaglio.
Stavolta il team ha decisamente mancato il bersaglio.

Agents of Mayhem è in senso lato uno spin off della serie Saints Row, prendendo spunto da un finale del dlc dedicato alle scorribande infernali di Gat. In questo universo parallelo, il mondo è stato conquistato nella sua totalità dalla L.E.G.I.O.N., una malvagia organizzazione che dopo aver reclutato un team di supercattivi si dedica (nemmeno con troppo vigore) al dominio mondiale. A contrastare questo entourage c’è la Mayhem, eterogeneo gruppo di agenti che porterà la battaglia per la libertà nelle strade di una futuristica Seoul. Il titolo è quindi un action shooter open world, che strizza l’occhio alle meccaniche hero based di Overwatch con il suo sistema di agenti. Ogni personaggio infatti possiede un particolare set di abilità (con tanto di ultimate skill, ribattezzata per l’occasione Mayhem) che lo rende particolarmente efficace in un particolare contesto. Fortune per esempio potrà sbarazzarsi rapidamente degli scudi dei nemici, mentre Braddock farà scempio delle corazze dei nemici più robusti. Le specializzazioni non sono uniche però ed è proprio nella possibilità di creare il giusto set di agenti, incrociando le loro abilità e particolarità dovute all’equipaggiamento, che il gioco mostra il suo meglio. Alcune missioni possono cambiare radicalmente in base a quali eroi decidiamo di mettere nella nostra squadra (composta da tre membri intercambiabili in qualunque momento), e la possibilità di modificare ulteriormente l’approccio impostando le abilità passive del team aggiunge un certo spessore tattico decisamente inatteso. Ogni eroe ha infine delle missioni a lui dedicate che permettono di prendere confidenza con il suo particolare set di poteri e raccontano inoltre la storia di ogni personaggio.

Ma se nell’ambito dei personaggi Agents of Mayhem riesce quantomeno ad essere efficace ed originale, è nelle missioni e nel suo gameplay che purtroppo non convince. Nonostante l’interessante sistema degli agenti, le missioni appaiono terribilmente ripetitive e piatte, totalmente prive di quegli spunti che in passato hanno caratterizzato i lavori del team. Le numerose abilità disponibili, pur adattandosi ad ogni stile di gioco, non riescono a scrollare di dosso la costante sensazione di già visto, che dopo le prime ore attanaglia il giocatore e lo trascina lungo le 57 missioni che compongono la trama. Queste si risolvono fin troppo spesso in ondate di nemici privi di personalità o in assalti a covi sotterranei fin troppo simili, occasionalmente intramezzati da sessioni di guida attraverso quella che appare come la città futuristica meno interessante di sempre. Unica eccezione sono le boss battle, che sebbene non brillino per originalità riescono comunque ad intrattenere con maggiore efficacia. Non sono totalmente assenti missioni che si distaccano dalla routine poco stimolante del titolo, ma queste risultano davvero troppo poche e distanti l’una dall’altra per riuscire a risollevare il ritmo del gioco. L’ambientazione purtroppo non aiuta a dare brio al titolo, con Seoul che è quasi desolante nel suo essere un mero sfondo, colorato e gradevole ma piatto e privo di vita. Le sessioni di guida, per quanto supportate da un sistema di controllo maneggevole, sono delle mere transizioni tra due location e non invogliano in nessun modo il giocatore ad esplorare oltre i confini della missione corrente.
Le attività extra sono poche e fin troppo scontate, e tutta l’azione e la distruzione scatenabile non riescono a convincere il giocatore. Così come l’umorismo che permea il gioco, che da un lato fa palesemente il verso all’animazione anni 80’/90’ con le sue squadre di super cattivi ed i loro piani machiavellici, ma dall’altro finisce con il prendersi troppo sul serio in alcuni momenti creando una strana situazione dove la battuta arriva, tocca teoricamente i tasti giusti ma non riesce a far ridere. Certo, non mancano i momenti dove la comicità riesce a fare breccia nella ripetitività dell’azione, ma nella maggior parte dei casi rimarrete indifferenti.

Dal lato tecnico Agents of Mayhem mostra senza dubbio un design originale, in particolar modo per quanto riguarda il multietnico roster di personaggi giocabili e di comprimari presenti nella Mayhem. Pur rappresentando dei personaggi squisitamente stereotipati, i vari agenti riescono a mostrare una certa personalità anche grazie al loro design visivo, con modelli abbastanza dettagliati con un buon numero di skin a disposizione. Lo stesso però non si può dire per il design dei vari antagonisti che non convince e risulta fin troppo banale. In una storia di supereroi e supercattivi quest’ultimi richiedono un’attenzione ancora maggiore rispetto ai protagonisti, attenzione che purtroppo non viene loro dedicata. I nemici generici in particolare rappresentano il punto più basso della produzione, con un design anonimo e privo di sostanza. La città stessa risulta altalenante nella sua realizzazione, che sebbene risponda ai canoni visivi di una città futuristica è fin troppo ripetitiva nei suoi panorami e nelle sue strade.
Il motore grafico riesce a fare egregiamente il suo dovere, gestendo in modo soddisfacente i numerosi effetti presenti durante le concitate sparatorie lasciando spazio solo in rare occasioni a lievi rallentamenti.
Il lato audio propone effetti sonori convincenti ed un doppiaggio che riesce a dare la giusta dose di personalità ai numerosi protagonisti. La colonna sonora invece passa tristemente inosservata per la maggior parte del tempo, complice un’azione decisamente rumorosa ed una sua scarsa incisività.

Tirando le somme Agents of Mayhem rappresenta un clamoroso passo falso nella produzione Volition, un titolo che cerca di replicare il successo della sua serie più famosa ma che non riesce a ripeterne in modo efficace la formula. Per quanto il suo sistema di personaggi e di sviluppo sia intrigante ed un buon punto di partenza, quasi ogni altro elemento del gioco non riesce a convincere come se una volta sviluppati i personaggi il team abbia messo il pilota automatico. Purtroppo l’azione ripetitiva e poco ispirata, un setting piatto e privo di attrattive penalizzano questo titolo. La speranza è che il team riordini le idee e torni alla sua serie principale.
6.5
voto

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