Premio Sergio Amidei 2017: incontro con i vincitori

Cinema Eventi

Mercoledì 19 luglio si è chiuso il Festival Internazionale alla Miglior Sceneggiatura – Premio Sergio Amidei. Con la giurata Silvia D’Amico avviene l’incontro con i vincitori.

Sono invece già stati scelti come Premi all’inizio del Festival, il Premio all’opera d’autore a Silvio Soldini, “autore che si è distinto per l’eleganza figurativa, lo sguardo impegnato, l’interesse verso un tempo storico che ha perduto ogni certezza e una spiccata sensibilità rivolta all’esplorazione sociale.” Invece, il Premio alla cultura cinematografica è stato assegnato ai ragazzi del cinema America, “ispiratori di un movimento giovanile “bottom up”, nato per recuperare i cinema storici di quartiere, dal Piccolo America di Trastevere alla sala Troisi, proponendo rassegne cinematografiche aperte a tutti, animando l’Arena di San Cosimato con proiezioni estive gratuite in piazza, trasformando il degrado in occasione di cultura e aggregazione grazie al potere catalizzatore del cinema.”

Il Premio Internazionale alla Miglior Sceneggiatura Sergio Amidei è stato assegnato a Gianni Amelio, in concorso con il film La Tenerezza (2016), in cui è sia regista sia sceneggiatore (insieme ad Alberto Taraglio). L’annuncio è stato fatto in conferenza stampa alle ore 11 e con il pubblico alle 18 nella Mediateca Ugo Casiraghi di Gorizia, alla presenza della giurata Silvia d’Amico (produttrice anche, degli ultimi quattro film di Anna Magnani), Giuseppe Longo e Maria Pia Comand, mentre alle 21 si è svolta la consegna del premio nel Parco Coronini Cronberg. Inoltre la proiezione del film è stata proprio successiva alla consegna del Premio, ed è proprio per questo che Amelio non ha parlato molto del suo film.

Durante l’incontro pomeridiano, Amelio racconta che il libro da cui è tratto il film (La tentazione di essere felici di Lorenzo Marone) “non c’entra niente con il film.” Inoltre, il regista confida di credere sia quasi normale attingere alle proprie esperienze nello scrivere un film, come ha già fatto ad esempio ne il Ladro di bambini (1992).

Amelio parla di Elio Germano dicendo che si tratta di un attore vulnerabile, ma gli piace molto poiché è molto duttile e possiede una buona capacità mimetica. Ha però bisogno, come tutti gli attori, che qualcuno gli dica cosa fare e non deve per questo essere abbandonato dal regista, ma guidato. Ecco perché si dice che amato abiti i suoi attori.

Nel film, vincitore del Premio, la storia racconta di Lorenzo (Renato Carpentieri), un padre che ha praticamente chiuso i rapporti con i suoi figli. Una coppia (Germano e Micaela Ramazzotti), che si trasferisce vicino a lui, ha lo stesso problema di incomunicabilità con i figli. Il personaggio di Fabio (Germano) ha un’ossessione per l’infanzia, e solo quando arriva la madre, il personaggio si chiarisce. Questo è un film semplice e contemporaneo, che fa provare emozioni forti e che fa riflettere.

(Foto di: Federica Luongo)

Federica Luongo

25 anni, laureata magistralmente in lingue e letterature europee ed extraeuropee.

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