Evento post E3 Nintendo – Prima parte

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Se c’è un termine con il quale riassumeremmo l’evento Nintendo di quest’anno è sicuramente: controllo.
La potenza è nulla senza il controllo era anche un fortunato spot di una casa di pneumatici ma, bando alle marchette, è più che mai applicabile al media videoludico. Nintendo Switch non avrà i cavalli giusti per esprimersi a livello delle concorrenti in termini di rudi capacità hardware ma joycon alla mano la sostanza videoludica delle produzioni Big N riesce sempre a mandarci a casa con un sorriso ebete sulla faccia, sintomo di godereccia esperienza ludica.
Controllo, dicevamo! O meglio: controlli, perché di tutte le demo giocate a questo evento non ce n’è stata una che ci abbia ostacolato nella corretta assimilazione del gameplay, cosa che, nei corti periodi di prova a disposizione non è un aspetto da sottovalutare.

Super Mario Odyssey… o quasi

 “Facile da iniziare, difficile da padroneggiare a pieno” è un motto che si sente spesso da queste parti, filosofia di game design che abbiamo percepito fortemente nella line up prevista per il 2017 su console Nintendo. Iniziando dal Re della festa, quel Super Mario Odyssey che faceva capolino da un po’ tutti gli angoli, presenza reiterata in cartelloni, decori e demo nonchè la palese scommessa Nintendo per cementare Switch come console di successo nell’ultimo trimestre dell’anno. Un equino di razza, che alla prova con mano non solo conferma le ottime impressioni create da trailer e comunicati stampa ma ci lascia incapaci di lasciare il posto di prova se non staccandocelo con la forza (in realtà abbiamo optato per un più pacifico cambio di fila… ndr). Su Odyssey abbiamo molto da dire, e ci aggiorneremo con un hands on dedicato, per ora, segnatevi la data di uscita sul calendario (27/10/2017) perché Nintendo pare aver fatto le cose in grande in questo nuovo sand-box in salsa mariesca, affrancandosi anche da alcuni errori di design presenti in capitoli precedenti simili (leggi: Super Mario Sunshine, ergh…. ndr).

Fire Emblem Warriors

Preso commiato dall’idraulico esploratubi adocchiamo una postazione libera recante il titolo Fire Emblem Warriors e ce ne impossessiamo senza troppa competizione. Il titolo è diretto discendente di quel Hyrule Warriors uscito su Wii U nel 2014, mutuandone pacing e sistema di controllo.
A differenza del recente Dragon Quest Heroes 2 che, seppur buono, aveva fatto registrare alcune legnosità a livello di giocabilità, questo nuovo capitolo in salsa Fire Emblem si gioca in maniera decisamente più fluida e veloce. Iridato, caotico e casinaro quanto Hyrule Warriors appunto, con combo ancora più spettacolari ed improbabili.
Novità degne di nota, a parte la rinnovata veste grafica e la, momentanea, mancanza di rallentamenti, sono la possibilità di spostarsi da un guerriero all’altro in qualsiasi momento (invero introdotta già in Hyrule Warriors Legend per 3DS) e l’opzione di avvicinarsi ad un’altro pg giocabile ed accoppiarlo al proprio così da formare una sorta di superunità che ottiene vantaggi difensivi, combo ed attacchi speciali ancora più roboanti.
Nintendo ci ha riconfermato che gli armigeri coinvolti in questa nuova iterazione saranno pescati dai capitoli Awakening, Fates e Shadow Dragon (o meglio, il primo Fire Emblem per NES), se il vostro preferito non dovesse provenire dai suddetti, incrociate le dita per i, probabili, futuri DLC.

Sonic Forces

Una cosa che non ti aspetteresti da un evento Nintendo è trovare le code più sostanziose alla postazione di un gioco di Sonic, ma le bizzarrie che la vita a volte riserva ci obbligano a stemperare l’attesa abbuffandoci di dolci al buffet e sciorinando competenze in ambito Sega  tra l’altro alquanto fittizie. Dopo una ventina abbondante di minuti, tre diplomatiche e quattro bignè ci congiungiamo con il Blue Blur ed il suo nuovo Sonic Forces. Ne saranno valse attesa e glicemia alta?
La nuova creatura di Takashi Lizuka si presenta in discreta forma, riabbracciando la formula boost rivelatasi vincente in Sonic Colors e Generation, con annessi pro e contro. Alla prova il gioco risulta infatti molto simile ai suddetti precedenti: gameplay votato a velocità scellerate, level design lineare ad alternanza con sezioni 2D.
Partiamo dai punti positivi: su Switch il motore grafico si presenta molto simile alle controparti Sony e Microsoft; unica nota stonata i frame che, per ora, sono dimezzati (30). Nelle fasi più concitate si nota qualche rallentamento ma l’effetto complessivo è più che buono, anche la cornice postapolittica, con un Eggman già vincente, imperatore del suo nuovo mondo dona al tutto un’atmosfera tesa ed inedita.
Il gioco si divide in tre macrostrutture: Sonic moderno (argh, che fastidio scriverlo ndr) che riprende la nota formula boost, Sonic classico, interamente in 2D e il personaggio Avatar, ovvero un animale antropomorfo customizzabile nell’aspetto e parzialmente nelle abilità.
Chi ha amato Generation si troverà qui perfettamente a suo agio: Sonic corre veloce come una lippa nelle sezioni in 3D ed il level design asseconda questa necessità, nemici ed ostacoli sono posti in modo da poter essere superati e distrutti senza rallentare mai la propria corsa, premiando i giocatori dai riflessi più scaltri. Le parti più sostanziose di platforming si sviluppano nei segmenti in 2D, reminiscenti dei Sonic dei tempi andati seppur con una fisica assai diversa.
In nuce una buona impressione quella lasciata da Sonic Forces minata perlopiù dalla presenza di difetti ereditati dai titoli da cui prende ispirazione. Poco sembra essere stato fatto per rattoppare alcune meccaniche non propriamente gradite nelle passate iterazioni; ad esempio le sezioni 3D risultano ancora piuttosto lineari e prive di porzioni platform significative, concentrate nelle fasi in due dimensioni il cui sistema di controllo pecca di quella precisione millimetrica tipica dei titoli Megadrive. Il 2D sembrerebbe poi decisamente troppo abbondante, sinonimo che la stessa Sega non pare aver trovato la giusta formula per proporre un Sonic a suo agio interamente (o per la maggior parte) con l’asse della profondità.
È presto comunque per asserire che i suddetti difetti si protrarranno per l’intera avventura ed il personaggio avatar sembra piuttosto interessante, anche se nella demo il processo di personalizzazione non era disponibile e dunque vi rimandiamo ad aggiornamenti in merito nonché alla futura recensione. Sonic e Mario che escono con un nuovo titolo lo stesso Natale, vogliamo vedere su queste pagine un po’ di sana retroconsolewar nel periodo delle vacanze, non deludeteci!!
Fine Prima parte.

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