Mika si confessa ai giovani giurati del Giffoni Film Festival 2017

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Bagno di folla per Mika ieri sul Blue Carpet del Giffoni Film Festival. Dopo gli incontri con la stampa il cantante si è concesso a tutti firmando autografi e posando per selfie, foto e video. Il cantante non si è risparmiato. Il suo inconfondibile sorriso e la sua energetica personalità hanno illuminato il pomeriggio di centinaia di ragazzi. E l’incontro più emozionante è stato proprio quello con i giovani giurati che si è tenuto nell’enorme sala Truffaut.

Alle innumerevoli domande postegli, Mika si è aperto rivelando il suo passato adolescenziale con estrema onestà e un pizzico di pudore. Mika ha raccontato di come la sua remunerativa carriera nel mondo della musica iniziata a 9 anni consentì alla sua famiglia di condurre a Parigi una vita borghese, fatta di belle case, agi e scuole private. Ma non è stato sempre così. Durante la prima guerra nel Golfo, suo padre fu preso in ostaggio per diversi mesi nell’ambasciata americana. Tornò otto mesi dopo completamente trasformato. Quell’episodio gli aveva distrutto l’anima. Persero la casa, niente più scuola privata, non avevano più soldi, avevano problemi a pagare le tasse e furono costretti ad emigrare in Inghilterra e a vivere in un bed and breakfast. Quella fase della sua vita gli fece capire come la vita possa riservare di tutto e che tutto possa cambiare repentinamente. Le ripercussioni per le disavventure familiari si fecero sentire sui banchi di scuola quando studiava gomito a gomito con i suoi compagni di classe. Un forte forma di dislessia non gli consentiva di leggere e scrivere adeguatamente. E per questo fu buttato fuori, ma solo pochi mesi dopo si ritrovava a cantare alla Royal Opera di Londra. Attraverso la musica, aveva recuperato quello che a scuola non riusciva più ad esprimere. La musica lo aveva fatto rinascere da una vita caratterizzata da regole imprescindibili. La sua famiglia infatti gli impartiva una disciplina dalla quale non poteva sgarrare. Le critiche dei suoi familiari, in particolare della nonna (definita da lui come una “vipera”), lo hanno fatto soffrire spesso. Tuttavia sapeva che quanto la sua famiglia faceva per lui e richiedeva da lui era dettata da un amore sviscerato e per questo per lui era ok.

Mika ha regalo ai ragazzi un ritratto di sè diversa, sconosciuto ai più, una versione candida ed sincera. E i ragazzi hanno apprezzato la sua umiltà e il suo modo di comunicare con la musica che, come ha rivelato, è il suo modo di insegnare, senza la pretesa di avere una noiosa missione pedagogica.

(Foto di Menossi Video Productions)

Simonetta Menossi

Studiosa di cinema

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