[In Retro We Trust] Wipeout

Era il 30 settembre 1995 quando mi recai in un grande magazzino del’epoca e con quasi 900.000 lire mi portai a casa la Playstation. Insieme alla console, oltre al demo disk, c’era un gioco in omaggio. Si poteva scegliere tra tre titoli e quello che scelsi io, nonostante Ridge Racers mi attirasse un sacco, fu Wipeout. E fu amore dalla prima partita.

Sono sempre stato un amante di giochi di corse e conoscendo la fama della Psygnosis, che avevo ben conosciuto per una miriade di pubblicazioni per Commodore 64, Amiga e altre piattaforme del tempo, sapevo che non mi avrebbe deluso un gioco arcade di guida futuristica.

Wipeout fu una vera e propria epifania e rigiocandolo adesso nella versione Wipeout Omega Collection (questa la nostra recensione) su PS4, mi rendo conto che nonostante la grafica più elaborata, la sua vera forza era ed è sempre rimasta la giocabilità.

Correre su veicoli anti-grav su piste concepite da un folle in trip lisergico non ha paragoni. In molti hanno cercato di emularlo, ma Wipeout rimarrà sempre un gioco intramontabile.

Nel 2052 le corse ormai hanno assunto l’aspetto di eventi assoluti. La F3600 Racing League pullula di piloti che non vedono l’ora di confrontarsi sui temibili circuiti sparsi per il mondo e se si è abbastanza bravi da scalare le classifiche e vincere in tutte le categorie, il nostro obiettivo sarà quello di correre sulle piste di Marte.

Nonostante i limiti tecnici imposti dall’hardware della PSX, il gioco fu studiato e creato per essere quanto più fluido e veloce possibile. Incredibilmente gli sviluppatori di Psygnosis, poi fu assorbita da Sony e divenne SCE Studio Liverpool, riuscirono in questa ardua impresa, nonostante dovessero lottare con la velocità di aggiornamento delle piste. Una prima versione del gioco apparve nel film Hackers (1995) dove i protagonisti lo giocano in un club. L’intervento di Sony dette una spinta propulsiva allo sviluppo di Wipeout come gioco della line-up di lancio della PSX, credendo moltissimo in questo progetto.

La campagna di marketing fu molto aggressiva, tanto che una foto pubblicitaria dove si vedeva una nota presentatrice radiofonica britannica con il sangue che le colava dal naso mentre giocava a Wipeout, fu censurata, ritenendo che si potesse assimilare l’immagine ad una overdose. Ma è proprio questo che Wipeout faceva, mandarci in overdose sensoriale. Quando ancora non esistevano caschi di realtà virtuale, quando ancora si giocava sul tubo catodico, Wipeout riusciva a catturarci davanti allo schermo, avvolgendoci in una colonna sonora martellante, composta di brani di musica elettronica/techno provenienti da artisti come i The Chemical Brothers, Orbital e Letfield. I più giovani lettori di questo articolo dovranno usare Google per sapere chi sono, ma da ventenne dell’epoca essi erano gli incontrastati idoli di chi amava la techno.

Il gioco ebbe un successo strepitoso, fu idolatrato dalla critica e dal pubblico, convogliando verso la console a 32 bit di Sony una folta schiera di acquirenti. Questo portò a produrre subito nel 1996 per PSX, il suo seguito, Wipeout 2097, dove sempre la giocabilità la faceva da padrona, con una colonna sonora estesa e un metodo di assegnazione dei punti leggermente modificato.

Nel frattempo il gioco originale era stato convertito anche per PC e Sega Saturn. Nel 1998 ne fu rilasciata anche una versione per N64, Wipeout 64, che però poco si discostava dall’originale.

Bisogna attendere il 1999 per Wip3out, ovvero il terzo capitolo, che apparve anch’esso su PSX, con alcune modifiche sostanziali soprattutto nella gestione della IA avversaria.

Il pasasggio a PS2 vede la pubblicazione nel 2002 di Wipeout Fusion, mentre nel 2005, in concomitanza con l’uscita della PSP, viene lanciato per l’handheld di Sony Wipeout Pure. Sempre PSP viene pubblicato nel 2007 ( e poi convertito nel 2009 per PS2, ma solo per il mercato europeo) Wipeout Pulse.

Nel 2008 appare la versione in alta definizione (1080p 60fps) denominata Wipeout HD, (che ebbe anche una espansione, Fury nel 2009), venduta solo in formato digitale su PSN per PS3. Quando nel 2011 ci fu l’attacco intrusivo che vide crollare i server PSN e la compromissione del loro database di utenti, che all’epoca erano circa 77 milioni, Sony propose a titolo di risarcimento con la denominazione “Welcome back”, il gioco gratuitamente ai suoi iscritti.

Prima di chiudere i battenti, nell’agosto 2012, SCE Studio Liverpool rilascia nel febbraio di quell’anno, il nono ed ultimo capitolo di questa epocale serie, ovvero Wipeout 2048. Si trattava di un prequel dell’originale Wipeout, che si collocava temporalmente nel 2052, e vide la sua apparizione sulla nuova console portatile di Sony, la PS Vita. Fu un vero banco di prova per la nuova nata e ancora oggi mi diletto a guidare come se non ci fosse un domani la mia Feisar a folle velocità mentre sono seduto sul trono di ceramica!

Wipeout ha legato la sua esistenza a momenti epocali di Sony e ha sempre ottenuto il meritato successo che gli apparteneva.

Solo poche altre serie di giochi di corse hanno tenuto bene il peso degli anni, sapendosi rinnovare ma lasciando inalterato un gameplay vincente. Con la Omega Collection, che racchiude in se Wipeout HD, Fury e 2048, anche i più giovani potranno assaporare ed apprezzare la gloria di un titolo che risulta essere a tutti gli effetti intramontabile!


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