The Surge – Recensione

Strappare il cuore di Dark Souls e impiantarlo in un gioco ambientato in un futuro distopico è quello che hanno provato a fare i ragazzi di Deck13 con The Surge. Ma basteranno queste premesse per far si che questo sia un degno soulslike? Scopriamolo.

Implantologia estrema

Pieni di entusiasmo e speranza, pompati dalla allettante pubblicità in stile Apple di un mondo migliore grazie alla mega-azienda CREO, nei panni di un paraplegico di nome Warren, con la nostra carrozzina, entriamo nel programma che con un bell’esoscheletro ci promette una nuova vita su due gambe. Ma qualcosa va storto, molto storto. Le prime avvisaglie sono quando tutta l’operazione di implantologia ci viene fatta senza anestesia alcuna, sparandoci delle belle viti ed elettrodi nelle ossa e nel cervello. Naturalmente il nostro alter-ego, sopraffatto dal dolore, non può far altro che svenire. Il peggio viene quando ci risvegliamo e scopriamo che il mondo così come lo conoscevamo è stato completamente distrutto e dobbiamo aggirarci tra le vestigia industriali ridotte a cumuli di metalliche macerie. Come se questo non bastasse, scopriamo anche che le macchine si sono ribellate all’uomo e nonostante noi siamo dei cyborg malmessi, la loro principale attività è quella di scagliarsi contro di noi. Ma se questo non fosse abbastanza dovremo vedercela anche con una serie di cyber-zombies, che tenteranno di smembrarci se non saremo più veloci noi a farlo.

the surgeChe goduria!

The Surge si dimostra subito in linea con la sua anima “Soul”, sia per la difficoltà che per le meccaniche di gioco. Dopo ogni combattimento otterremo dei metalli che potremo utilizzare per potenziarci. Ho scoperto subito che è molto pericoloso aggirarci nei meandri sventrati del complesso industriale senza potenziamenti. Per cui la prima oretta di gioco l’ho passata spappolando nemici, raccogliendo potenziamenti e ritornando alla casa base, dove mi sono rafforzato e ripartito alla caccia di ex compagni di sventura.

Ho trovato questa modalità un po’ deprimente, ma alla fine è l’unico modo per poter poi procedere ed affrontare nemici più tosti. E state sicuri che ne troverete a bizzeffe, anche di dimensioni spropositate e spietatamente devastanti. Ogni volta che si muore, il che avviene molto spesso, si perde tutto quello che stiamo trasportando, e che rimane a terra. Per ritornare a recuperare il nostro tesoretto, abbiamo un tempo limitato, che però possiamo prolungare uccidendo nemici.

La cosa più intelligente sarebbe quella di depositare nella Med-Bay, ovvero il nostro buen retiro, tutto quello che recuperiamo durante le esplorazioni, ma non sempre è semplice tornare dui nostri passi.

Smembratore seriale

Il sistema di combattimento è uno di quegli elementi che dimostrano sia i punti di forza che le debolezze di The Surge. Ho trovato molto interessante e ben realizzata la possibilità di selezionare i punti di attacco sui quali concentrare le nostre mazzate verso i nemici. Appena iniziato è bene cercare di concentrare i colpi sui punti deboli, per avere la meglio, ma dopo qualche bel potenziamento, si possono mirare parti ben specifiche per impadronirci di elementi che potremo poi utilizzare quando fare il crafting della nostra armatura. Riguardo all’esoscheletro ho il sospetto che gli sviluppatori tedeschi abbiano avuto come me da piccolo, un’insana passione per il cartone animato Centurions.

Una delle cose che da più soddisfazione è lo smembramento dei nemici, premendo al momento giusto un tasto del pad (il quadrato nella versione PS4 che ho testato), che attiva una breve sequenza animata piena di “blood&gore”. Questo mi ha permesso di raccogliere un sacco di armi e elementi che poi ho potuto installare su Warren. Il lato debole del sistema di combattimento è invece legato alla possibilità di essere sconfitti senza nemmeno rendercene conto, poiché gli attacchi simultanei di più avversari non ci lasciano scampo. In alcuni frangenti del gioco ho dovuto ripetere più volte un singolo combattimento proprio perché, nonostante avessi un buon livello di attacco e di difesa, non riuscivo a liberarmi di attacchi congiunti. Durante il combattimento, come Dark Souls insegna, bisogna tenere d’occhio anche la stamina, ovvero la barra di resistenza che appare sotto a quella dell’energia, poiché si consumerà molto velocemente, rendendoci quasi inoffensivi quando è scarica.

the surgeCraft or die

Come dicevo, la parte RPG e il crafting del nostro personaggio sono elementi fondamentali per avere la meglio sul gioco. Gli elementi RPG sono ben strutturati, con un buon sistema di potenziamento. Per poter installare componenti migliori sul nostro esoscheletro, dovremo aumentare la potenza della nostra armatura, cosa che risulterà anche utile per sbloccare alcune aree. I metalli che raccogliamo nei livelli e dopo gli scontri, potranno essere spesi sia per accrescere la nostra energia, che per aumentare slot dove installare chip di varia utilità, ma anche e soprattutto per aggiornare si al’esoscheletro che le armi. Ma servono acnhe altri elementi per poterci evolvere, per cui la costante ricerca di elementi è un’attività collaterale e necessaria.

I chip di cui parlavo possono dotarci di varie abilità, tra le quali annovero un detector per le casse di materiali, dei fondamentali med-kit o dei power-up d’attacco.

Un po’ deludente è la varietà di armi che potremo inserire nel nostro inventario, anche se avanzando nei livelli e spappolando sapientemente i coriacei antagonisti, potremo prelevarne alcune degne di nota. Queste non sono “deperibili”, ma addirittura potenziabili.

the surgeArchitetture distopiche

Il level design di The Surge è ben realizzato, sia dal punto di vista grafico che strutturale. L’ambientazione sci-fi decadente costellata di macchinari abbandonati che continuano a muoversi inconsapevoli della loro inutilità, piena di scorciatoie utilissime per evitare di imbatterci in una masnada di ex-impiegati zombizzati, è un ottimo scenario per le nostre azioni. I bui cunicoli dei seminterrati, gli angoli oscuri dei capannoni, i resti di razzi e altri mezzi sono angoscianti ed opprimenti covi di malefiche creature che hanno la solo ragione di vita nella nostra morte. Il framerate a 60fps che restituisce la potenza di calcolo dalla PS4 Pro è una delizia per gli occhi.

La trama di The Surge sarebbe anche interessante, se non risultasse troppo segmentata nei frammenti di informazioni che raccogliamo durante il gioco.

the surge

Deck 13 è riuscita con The Surge a fare un ulteriore passo avanti rispetto al Lord of The Fallen, ma ancora ci sono un po’ di angoli da smussare per essere reali concorrenti di FromSoftware. Il cuore pulsante di Dark Souls si sente scalpitare sotto l’esoscheletro di Warren, ma è imbrigliato in una meccanica di gioco che non arriva ad essere mai realmente soddisfacente. Anche sulla trama, per quanto interessante, anche per l’ambientazione sci-fi, c’è ancora da lavorare. Gli elementi per fare un ottimo gioco ci sono tutti, ma il loro assemblaggio non arriva a valorizzarli, rendendo The Surge un gioco “solamente” discreto.
7
voto

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