Utawarerumono: Mask of Deception – Recensione

Se avete letto il titolo del gioco e vi è partita la lingua nel cercare di pronunciarlo, tranquilli, non siete gli unici. Utawarerumono è una serie di Visual Novel/GDR, palesemente di stampo nipponico e attualmente composta da tre capitoli, nonché da numerosi adattamenti manga e anime, tanto per certificarne la fama e la diffusione in patria; il primo titolo, sviluppato su PC nel 2002 e, in seguito, portato su Playstation 2 nel 2006, indovinate un po’, non venne mai pubblicato in occidente. Quello di cui andremo a parlare oggi, Mask of Deception, è il sequel.

Sarebbe superfluo spiegare come, ai tempi, il mercato occidentale non vedeva di buon occhio tali prodotti (traduzione: non avrebbero venduto niente), quindi non ci soffermiamo ulteriormente sulla questione. Utawarerumono: Mask of Deception è un seguito (quasi) diretto, ambientato nello stesso universo, ma pubblicato su Playstation 3, Playstation 4 e Playstation Vita, nel 2015, ben 10 anni e passa dopo. Fortunatamente, nonostante i riferimenti e i personaggi presenti nel predecessore abbondino, la conoscenza del primo Utawarerumono non sarà imperativa per noi poveri neofiti…quasi.

Ad ogni modo, ora che il mercato occidentale si è aperto alla cultura e alle produzioni orientali, consentendoci di giocare ad una versione adattata, in lingua comprensibile, di questa particolare Visual Novel, cosa ne pensiamo? Un’aggiunta ben accetta nella nostra collezione, oppure qualcosa di cui non si sentiva la mancanza, ne tantomeno il bisogno?

COME UN ANIME…O QUASI

Utawarerumono: Mask of Deception è una Visual Novel, ma anche un RPG Strategico. Per il momento, lasciamo da parte gli elementi ruolistici, li affronteremo più tardi.
In quanto Visual Novel, il cuore del gioco è irrimediabilmente legato alla narrazione, alla trama e ai personaggi che incroceremo. Tale trama, segue la storia di un ragazzo umano, ritrovatosi disperso in una bufera di neve, con addosso solo un camice ospedaliero. Non solo si ritroverà in un mondo a lui sconosciuto e circondato da pericoli e mostri famelici di varia natura, ma dovrà fare i conti anche con una misteriosa amnesia, la quale ha rimosso qualsiasi ricordo importante dalla sua mente. Fortunatamente, l’incontro con una giovane ragazza dalle fattezze feline, di nome Kuon, gli permetterà di restare relativamente al sicuro e imparare a sopravvivere nelle terre che andranno ad esplorare, abitate interamente, se non da mostri, da queste bizzarre persone con caratteristiche animalesche, la nuova specie dominante, in assenza di altri esseri umani “puri”.
Ironicamente, per una Visual Novel giapponese, solitamente pregne di carattere e sorprese, la storia di Mask of Deception è incredibilmente piatta: non stiamo parlando solo dell’incipit dell’amnesia, talmente abusato che meriterebbe tanti punti di demerito, ma l’intero sviluppo è estremamente lineare. Solitamente, nelle Visual Novel è possibile incappare in scelte multiple, dialoghi differenti e sottili alterazioni che portano a modificare, anche solo marginalmente, la storia che si sta affrontando. Qui, non accade niente di tutto ciò: i dialoghi sono predefiniti, non è possibile selezionare frasi o risposte differenti, come non esistono nemmeno finali multipli.

In verità, molte sono le Visual Novel dove ciò è concesso: solitamente esse ci mettono nei panni di un protagonista muto o estremamente blando, in cui possiamo immedesimarci e plasmare a seconda delle nostre risposte, cosa che non accade con il ragazzo protagonista, conosciuto con il nome di Haku, in quanto dotato di un proprio carattere ben definito.

Il che è quasi un peccato, perché la personalità di Haku è incredibilmente irritante: nonostante la possibilità di sentire i suoi pensieri e le sue riflessioni sugli avventimenti circostanti, i suoi ragionamenti appaiono insensati, vanesi, di dubbia moralità e, senza troppi giri di parole, stupidi. Per fortuna, il character development lo investirà come un treno merci nel corso del gioco (in lui e in molti altri), ma sopportarlo all’inizio sarà una bella impresa.
Gli altri personaggi, fortunamtamente, appaiono fin da subito molto più carismatici, divertenti, oppure sempre irritanti, ma decisamente più sopportabili.

Fra le persone che incroceremo, gran parte di loro saranno donne e qui salta fuori l’eredità del primo Utawarerumono: il capitolo originale, infatti, era noto per le sue generose e abbondanti situazioni adulte, dove per “adulte” intendiamo proprio sesso e simili, senza se e senza ma. Questa “peculiarità” è stata drasticamente ridotta con il seguito, ma non si tratta di censura, in quanto è la stessa versione giapponese ad essere così per principio. Cosa è rimasto in Mask of Deception allora, dopo questo cambiamento? Semplicemente molto fanservice. Nominate le più famose scene fanservice delle produzioni giapponesi e le ritroverete qui: scene alle terme, commenti sulle taglie dei seni, scene in cui le persone sbirciano gli altri spogliarsi…insomma, avete capito no? Con molta probabilità, la presenza di questi “mezzucci” (che possono trascinarsi anche per molto tempo), potrebbe irritare o annoiare alcuni giocatori, alla ricerca di esperienze più “serie” e pudiche, ma crediamo che la nicchia di fan a cui Utawarerumono si rivolge, sia già al corrente di queste situazioni e non ne usciranno indispettiti.

Graficamente, Utawarerumono soddisfa ampiamente su molti fronti: i disegni di artwork e fondali sono realizzati con una cura sopraffina, una vera gioia per gli occhi. Sfortunamente, questo è vero solo per gli elementi Visual Novel, in 2D. La parte GDR/Strategica è composta, purtroppo, da modelli e sfondi poligonali estremamente grezzi e mediocri. La colpa non la si può nemmeno imputare allo sviluppo cross platform, che oltre alla PS4 include anche Playstation 3 e Playstation Vita, in quanto stiamo parlando di qualcosa che starebbe bene anche su Playstation 2. Una contrapposizione impossibile da ignorare, peccato.

C’É DELL’RPG NELLA MIA VISUAL NOVEL

Abbiamo già parlato della parte Visual Novel di Utawarerumono, ora possiamo concentrarci sull’altra faccia del gameplay, la parte RPG. Sfortunatamente, non stiamo parlando di un connubio equilibrato: la componente Visual Novel è estremamente predominante ed occupa almeno un 80% del gameplay totale. Il restante 20% è dedicato a battaglie e scontri. Battaglie che, per la precisione, sono esclusivamente legate alla trama e alla progressione narrativa, quindi scordatevi incontri casuali, dungeons e compagnia bella. Anzi, ve lo sveliamo: gli scontri che affronteremo saranno in totale poco più di una dozzina in tutto il gioco. Tutto qui.
Fortunatamente, potremo rigiocare liberamente gli scontri già superati, come alzarne il livello di difficoltà, ma in quanto a quantità, non aspettatevi molta carne al fuoco, almeno fino alla fine del gioco, quando sbloccherete un’altra dozzina di combattimenti extra. Utawarerumono, comunque, non è un mostro di difficoltà, quindi non aspettatevi un livello di sfida elevato; rigiocare gli scontri a difficoltà elevata, tuttavia, potrebbe comunque farvi sudare un attimo.

Questo, unito alla linearità della storia, ci fa capire che non stiamo parlando di un titolo che si presta molto ad essere rigiocato, una volta terminato; tuttavia, se non altro, l’elevata longevità di base vi garantirà comunque molte ore di impegno. Stiamo parlando sull’ordine delle 50 ore e più, tempo dettato naturalmente più dai lunghi dialoghi e scene d’intermezzo, piuttosto che dai combattimenti.

Le battaglie avverranno sulla classica scacchiera da JRPG strategico, come Disgaea e Final Fantasy Tactics ci hanno insegnato in più occasioni. A turno, potremo muovere un nostro personaggio del party, avvicinandoci alle unità nemiche e attaccandolo con le nostre tecniche. Ovviamente, il nostro gruppo sarà formato da personaggi con le proprie statistiche, abilità e tecniche. C’è molto poco da spiegare in questo caso, si tratta di un classico battle system senza infamia e senza lode. L’unica particolarità di questo titolo, risiede in piccoli Quick Time Event da completare, per poter scatenare un attacco combo più potente del normale. Fallire non sarà deleterio, risulterà solo in un attacco più debole ma, nel caso siate perfezionisti, oppure vi troviate in una situazione nera, potrete cancellare gli ultimi turni, “riavvolgendo” il tempo: in questo modo potrete elaborare una strategia differente. Certo, per alcuni la facoltà di poter ripetere i turni, nostri e del nemico, potrebbe abbattere qualsiasi livello di sfida, ma crediamo possa essere un ottimo espediente, per fornire ai neofiti gli strumenti giusti per impratichirsi con questo genere (nonostante, lo ripetiamo, non si tratti di un VERO gioco di ruolo strategico).
Vinto lo scontro, otterremo la classica esperienza, utile per salire di livello e imparare nuove tecniche. Ci verranno donati anche dei Battle Points, spendibili per aumentare una delle nostre statistiche, come HP, attacco o velocità.
Tutto sommato, si tratta di un battle system semplice da imparare e adatto a tutti, anche se forse troppo semplicistico.

Plauso finale e nota di merito al doppiaggio giapponese e al comparto audio. Le voci sono incredibilmente espressive e in linea con i dialoghi e le situazioni affrontate, mentre le musiche trasudano “Giappone” da ogni nota e gli effetti sonori risultano incredibilmente realistici. L’immedesimazione raggiunge livelli elevati quando si sentono i giusti rumori ambientali e Utawarerumono riesce a trascinare il giocatore come nessun altro.

Utawarerumono: Mask of Deception è un buon titolo che mescola la narrazione tipica delle Visual Novel giapponesi, a delle meccaniche da GDR strategico semplici e senza fronzoli. I fan di entrambi i medium potranno trovare ampia soddisfazione nel viaggiare insieme ad Haku e Kuon. Tuttavia, gli appassionati dei soli giochi di ruolo, dovranno mettersi l'anima in pace e "godersi" lunghe cutscenes di oltre 30 minuti fra una battaglia e l'altra. Tutto sommato, la qualità del titolo in sé è indiscutibile e merita tutte le attenzioni possibili. Ultima nota da prendere in considerazione? Il terzo gioco della serie Utawarerumono, continuerà la trama di Mask of Deception, la quale si conclude in un deciso cliffhanger, quindi non aspettatevi una storia "veramente" autoconclusiva. Fortunatamente, anche quest'ultimo arriverà in occidente, quindi...
7.5
voto

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