Dragon Quest Heroes II – Recensione

Introducendo Dragon Quest Heroes II è difficile non esibirsi in un doveroso plauso diretto ad Omega Force che, a prescindere dalla qualità del suddetto titolo, si è finalmente tolta quell’etichetta che la voleva incessantemente intenta a replicare la formula della serie Dynasty Warriors senza premurarsi di effettuare cambiamenti sostanziali. Come dare del tutto torto al team giapponese quando i fan sembravano gradire quel gameplay sì un po’ ritrito ma piacevolmente assuefacente; quel passatempo senza troppi fronzoli che però alcuni gamers nel corso degli anni sono arrivati ad osteggiare, addirittura a schernire!

Dragon Quest Heroes IIAlle armi!!!

Il grande stimolo al cambiamento nasce grazie all’ibridazione, e lo faremmo coincidere con quel Hyrule Warriors uscito pochi anni or sono. L’introduzione forzata di elementi esterni al DNA di Dinasty Warriors ha portato gli sviluppatori a rivedere alcuni dei punti cardine della loro serie e questo esercizio di modifiche è più che mai evidente in Dragon Quest Heroes e nel suo sequel.

Il gameplay di Dragon Quest Heroes II è dunque fedele a quello del primo capitolo. Abbiamo alla base un hack and slash nel quale si affrontano decine di nemici a schermo contemporaneamente a suon di combo ultracoreografiche ed attacchi speciali iridati. Le schermaglie però, differentemente da quanto accade in altri titoli Omega Force, non sono l’unico ingrediente che compone il gameplay: nel tentativo di armonizzare il tutto con la serie Dragon Quest il mondo di gioco è liberamente esplorabile; suddiviso in zone pericolose, dove trovare mostri, oggetti e png in periglio e luoghi abitati, ove sistemare il proprio party (formato da 4 personaggi per volta ndr), gestire equipaggiamenti, tecniche, accettare subquest e godere di tutto quel contenuto tipico di un Gdr.

Dragon Quest Heroes II si differenzia in maniera sostanziosa dai passati lavori prodotti da Koei Tecmo per via di una certa cura riservata alla parte produttiva della campagna principale. I designer hanno voluto riprodurre il più fedelmente possibile lo spirito avventuroso tipico di Dragon Quest abbandonando la consueta struttura a menù e missioni ed introducendo una storia ininterrotta connessa da varie cutscenes e lunghi dialoghi. La sensazione di giocare così ad un sostanzioso giochi di ruolo è più marcata e l’intera produzione risalta in positivo, sembrando più ampia e sfarzosa. Di contro vi è un enfasi più marcata per quanto riguarda la trama nonché sugli scambi di battute tra i vari protagonisti. Di per sé non sarebbe una cosa da riportare in negativo ma quando suddetta storia e relativi dialoghi sono scritti con stile derivativo e spesso risultano verbosi e vacui allora il ritmo ne risente e la voglia di saltare le sequenze filmate diviene un prurito sempre più irresistibile.

Complice di questo problemuccio sono i due protagonisti, due cugini che il giocatore può nominare a piacere nonché destinare alla classe che più lo aggrada. Rispettivamente una ragazza ed un giovanotto; questi due adolescenti dai capelli violacei rasentano la detestabilità nel loro reiterare comportamenti e battute senza un briciolo di alchimia reciproca. Per fortuna il resto del cast è più convincente e, ancora meglio, Dragon Quest Heroes II è molto più promettente in altri compartimenti.

Dragon Quest Heroes II

La protagonista femminile, la cui totalità dei dialoghi si potrebbe riassumere con “ehi tu, smettila, comportati bene!”

Alta tensione!

Il gameplay di Dragon Quest Heroes II si può dividere in tre parti: la componente ruolistica, che prende luogo nella città principale, fungente anche da hub. La mappa di gioco da eplorare, divisa in sottozone, e che connette le varie location ed infine le missoni della trama principale, normalmente alternate in battaglie a tutto campo e livelli a progressione più lineare.

Il nostro eroe si può esibire in combo funamboliche alternando attacchi leggeri e pesanti nonché utilizzare particolari tecniche di combattimento al costo di una manciata di PM, è possibile passare da un membro del party all’altro in qualsiasi momento. I controlli sono soddisfacenti anche se abbiamo notato una leggera involuzione da quel Hyrule Warriors che citavamo in apertura: i movimenti, le combo ecc… ci sono parsi leggermente più legnosi e meno reattivi, specialmente per quanto riguarda le manovre evasive e le parate. Il focus è anche leggermente cambiato: seppur sempre presenti branchi sostanziosi di nemici da menare a cuor leggero sono le battaglie contro uno o pochi potenti avversari a farla da padrona, in questo modo il gameplay prende una curva inaspettata e tende a somigliare di più ad un hack and slash sulla falsa riga di Bayonetta o Devil May Cry, dove una corretta visualizzazione e memorizzazione delle routine di attacco nemiche unite ad una buona conoscenza delle proprie opportunità offensive è d’obbligo per poter avere successo. In tal senso dispiace dunque riportare quella leggera involuzione dei controlli di poco sopra che unita ad una gestione delle collisioni a volte un po’ confusa non crea un’adeguata cornice ad un gameplay di questo tipo.

Per mettere un tampone a suddetti limiti è dunque il caso di comporre al meglio il proprio manipolo di avventurieri, pescando da un carnet composto da nuovi guerrieri nativi del mondo di gioco e vecchie conoscenze pescate dai più svariati capitoli della serie Dragon Quest e catapultati in questo nuovo contesto da misteriosi portali multidimensionali. Creare un party funzionale ricalca in maniera fedele quello che ci si aspetterebbe da un gdr: ci sono i damage dealer, i tank, i curatori, i maghi ecc… ed è un aspetto del gioco abbastanza profondo nonché ben funzionante, seppur l’azione in tempo reale finisca per assottigliare la componente tattica obbligando a fidarsi delle scelte della IA. Quest’ultima, eccellente in difesa, tende a non riuscire a capitalizzare quanto vorremmo nelle fasi d’attacco ma in media lavora competentemente evitandovi scene da sindrome di Tourette. Avete comunque l’opzione di passare tra un personaggio e l’altro in un battito di ciglia; scelta che caldeggiamo, visto che nessuno degli armigeri a disposizione, preso singolarmente, risulta abbastanza profondo e versatile da rimanere divertente da utilizzare per più di qualche ora e dunque cambiare spesso aiuta a spezzare un po’ di monotonia.

Dragon Quest Heroes II

Il gioco è doppiato interamente nella lingua d’Albione con un forte accento brittannico, se non lo gradite è presente l’opzione per il dub originale nipponico.

Un mondo da mazzuliare

C’è un mondo interconnesso da esplorare in Dragon Quest Heroes II, scelta che porta una serie di benefici bilanciati da qualche grattacapo. Nelle porzioni di globo, divise tematicamente, da attraversare per giungere alle missioni principali c’è un minimo livello di esplorazione, molto superficiale, che prevede il rinvenimento di oggetti vari o lo scontro con mostri particolarmente rari e potenti; a parte questo le mappe sono inflazionate di nugoli di nemici di poco conto che sembrano piazzati un po’ a casaccio lungo i vari percorsi e purtroppo poco altro da vedere o con cui interagire. Non fraintendeteci, è piacevole vedere l’impegno degli sviluppatori nel cercare una nuova struttura per i propri titoli, così come altrettanto sfizioso notare in questa avventura un respiro più ampio che mai… ma al contempo non possiamo negare che queste fasi siano un po’ “fuffose” (passateci il termine)! Create appositamente per aumentare la longevità, inserire sezioni di farming e subquest basate su la reiterazione di compiti monotoni.

Le missioni principali sono decisamente più pimpanti, e siccome sistema di controllo e gameplay sono costruiti con quest’ultime in mente c’è una maggiore coerenza di fondo. A brillare sono soprattutto i contenziosi che richiamano alla mente grandi battaglie condotte da schieramenti organizzati, insomma l’ABC di ogni titolo Omega Force dal 97’ ad oggi. C’è una buona varietà di contenuti sostenuti da un animo action sincopato e istintivamente gradevole.

Dragon Quest Heroes II

La cartina del mondo di gioco!

Tale e quale!

Tutto questo prende vita dallo stile delle matite di Bird Studio (Dragon Ball, Dr. Slump, Chobit). Un marchio di fabbrica della serie ammiraglia di casa Enix stracolmo di colori saturi, linee tondeggianti e nemici (che sono veramente tantissimi ndr) dall’aspetto improbabile e pasciuto. Nel gioco non troverete textures o modelli poligonali di chissà che qualità eccelsa ma il tutto si muove in maniera fluida (60 fps con qualche sporadicissimo calo) ed il toon shading che rimanda al disegno di Toriyama fa il suo lavoro ancora una volta in maniera egregia.

Le musiche del titolo ricalcano fedelmente la tradizione DQ con brani sinfonici ricchi di strumenti classici sostenuti da percussioni rimbombanti. Gli effetti sonori sono anch’essi ripresi paro paro dal campionario classico e promuovono ulteriormente la sensazione di stare giocando ad un capitolo del gdr Enix in tutto e per tutto. Chi fosse saturo del suddetto stile, qui, non troverà nulla di nuovo in grado di farlo ricredere.

L’avventura si avvale di una buona longevità totale, venti ore dovrebbero essere sufficienti per raggiungere l’epilogo della storia ed annettendo il corollario di quest opzionali ed una buona modalitá multiplayer, sia in locale che online, possiamo tranquillamente aggiungere una decina di ore extra. Un pacchetto di tutto rispetto minato giusto da una flessione in termini di divertimento nelle fasi più, consapevolmente, diluite.

Che Omega Force abbia trattato la licenza con grande rispetto è palese dall’impegno profuso in pressoché ogni aspetto dal titolo, una notevole quantità di opzioni, il comparto multiplayer e una modalità storia più “cicciona” ed imbellettata che mai promuovono Dragon Quest Heroes II come il gioco “Warriors” più ambizioso di sempre.

Quella voglia di smarcarsi dalle proprie comfort zone, iniettando in questo nuovo progetto un gran quantitativo di idee originali e addirittura cambiando in parte l’anima ed il pacing abituali, è davvero encomiabile, peccato che tanta ambizione ed impegno ogni tanto inciampino tra i rovi della vecchia struttura, il cui scheletro, ancora ben visibile, non permette ad alcune di queste inedite intuizioni di incastrarsi armoniosamente e trovare uno spazio dove risplendere.

Dragon Quest Heroes II

Dragon Quest Heroes II si conferma come un buon hack and slash dall'azione sincopata, narrata dai mille colori sgargianti delle matite di Bird Studio. Lo stile ibrido, ricco di elementi tipici di un gdr, dona al tutto un respiro più ampio ed ambizioso ma porta con sé qualche anomalia dovuta ad alcuni elementi che non si incastrano a dovere. Rimane comunque un'esperienza allettante e consigliabile! Longeva e ricca di sorprese! A patto di saper perdonare un sistema di controllo lievemente involuto ed una trama semplice, a tratti verbosa. Onorevoli di menzione il comparto multiplayer ed un quantitativo di contenuti da non sottovalutare.
8
voto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com