Dreamfall Chapters: The Longest Journey – Recensione

Molti racconti scritti e narrati sono brevi, puntando sull’intensità delle emozioni e sul carisma dei personaggi. Altre storie invece sono composte da un gran numero di protagonisti e dall’intreccio delle loro avventure, di svariate ambientazioni ed eventi. Dreamfall Chapters: The Longest Journey è entrambe le cose. Si conclude con questo gioco il “Ciclo Dreamer” di una storia iniziata nel 2001 con il primo capitolo della saga The Longest Journey e continuata cinque anni più tardi con il seguito Dreamfall: The Longest Journey.

C’era una volta in una terra lontana lontana…facciamo due

La saga di The Longest Journey è ambientata nel 2209 e racconta gli eventi di due mondi paralleli: Stark e Arcadia. Le due terre sono divise da millenni, e mentre su Stark la gente vive circondata dalla tecnologia e in un mondo cyberpunk, gli abitanti di Arcadia sono avvolti dalla magia in un’ambientazione strettamente fantasy. La protagonista del primo capitolo è la diciottenne April Ryan, che si trova a viaggiare tramite dei portali tra i due mondi (chi ha quest’abilità viene definito Trasmigratore), per ripristinare l’equilibrio da sempre esistito tra di essi. April riesce a distruggere il ciclone del Caos e ritorna su Arcadia per vivere in tranquillità, fino a quando dieci anni dopo Zoe Castillo parte alla sua ricerca per chiederle aiuto a risolvere un misterioso complotto che rischia di compromettere nuovamente la pace nei due mondi.

April e Zoe diventano le protagoniste del nuovo capitolo della saga insieme a Kian Alvane. Kian è un guerriero e maestro di spada, membro del popolo degli Azadi, che ha nella fede religiosa il fulcro della propria cultura. I tre personaggi affronteranno viaggi, enigmi e tradimenti, per sventare il tentativo di schiavizzare gli abitanti  di Arcadia e Stark rubando i loro sogni, che vengono poi raccolti nella torre di Mercuria.

Una storia quella di Dreamfall: The Longest Journey che avrà come epilogo l’inizio di questo nuovo capitolo. Anno 2220, i due regni sono apparentemente salvi ma il prezzo da pagare è la vita di Zoe, che giace in un letto d’ospedale in un coma apparentemente irreversibile. La coscienza di Zoe è però viva e libera nel regno di Tempostoria, dove i sogni prendono vita e dal quale riuscirà a fuggire risolvendo pochi e banali enigmi. Zoe si risveglia nella città futuristica di Europolis dove inizia una nuova vita e una nuova avventura.

L’inizio della fine

Anche Dreamfall Chapters: The Longest Journey si svolgerà come le precedenti narrazioni in 13 capitoli e avrà come protagonisti tre personaggi, comprendendo le vecchie conoscenze della saga. Il primo problema di questo titolo nasce proprio qui: se non avete giocato i capitoli precedenti, perderete una parte importante della storia, degli eventi e dei personaggi di questa nuova avventura. Immaginate quindi di trovarvi nei due mondi di Stark e Arcadia e di non aver coscienza di dove vi trovate, della storia e del legame di queste due terre, e di trovare solo degli accenni nell’arco degli eventi che andrete ad affrontare.

L’introduzione del gioco non è inoltre sufficiente a comprendere l’antefatto e l’importanza dei due capitoli precedenti, e anche per chi ha “vissuto” la storia fino a questo punto, sarà un’impresa non da poco quella di ricordare tutti i volti e i luoghi visitati sedici anni fa. Purtroppo la mancata localizzazione del gioco in italiano ne limiterà ulteriormente i fruitori, in quanto l’aspetto principale e di ottimo livello di questa saga, è proprio il comparto narrativo e la qualità dei testi e del doppiaggio dei dialoghi. Colpi di scena, personaggi carismatici e ambientazioni spettacolari non mancheranno in Dreamfall Chapters: The Longest Journey. La descrizione dei luoghi e degli oggetti, le emozioni e i sentimenti che vi verranno trasmessi, uniti a una colonna sonora evocativa, compongono il “lungo viaggio” portando questo titolo a conclusione della saga.

Una storia, tante emozioni e molti dubbi

La giocabilità di Dreamfall Chapters: The Longest Journey si basa sulla possibilità di muovere liberamente il nostro alter ego nel mondo di gioco. Avremo quindi la possibilità di interagire con gli oggetti disseminati nei vari luoghi, per risolvere gli enigmi che ci si porranno d’avanti e avanzare così nell’avventura. Il problema principale rimane però la scarsità di oggetti che potremo raccogliere, riducendo spesso la risoluzione dei puzzle a una semplice scelta senza una vera e propria sfida.

Altro aspetto frustrante saranno le diverse aree che dovremo visitare più volte, facendo avanti e indietro per raccogliere informazioni e item utili per avanzare con la storia. Un aspetto importante è la possibilità di eseguire delle scelte che varieranno gli eventi del gioco ma non la conclusione della storia. Questo aspetto ci permetterà comunque di incontrare personaggi e percorsi differenti nelle scelte cruciali, conferendo anche una potenziale rigiocabilità e quindi una maggiore longevità al titolo.  Da un punto di vista tecnico invece il gioco non brilla per qualità, presentando movimenti legnosi, mancanza di espressioni facciali e diversi limiti generali che valorizzano ulteriormente gli altri difetti presenti.

Deep Silver porta su console Dreamfall Chapters: The Longest Journey, l’ultimo capitolo di una saga iniziata 16 anni fa su pc. Una narrazione impeccabile e una storia onirica non vengono purtroppo supportate dal comparto tecnico e dalla giocabilità di questo titolo, che appassiona con gli eventi narrati ma che non diverte nelle azioni richieste. La storia intricata e la mancata localizzazione in italiano, vanno a ridurre la fascia di utenti che potranno apprezzare appieno questo gioco, che lascerà però un segno indelebile nel cuore di chi ha vissuto “il viaggio più lungo” all’alba della sua narrazione.

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