Full Throttle Remastered – Recensione

Era l’anno in cui al cinema uscivano pellicole come “I Soliti Sospetti” e “Seven” e Coolio lanciava l’album “Gangsta’s Paradise” con il brano omonimo che divenne colonna sonora del film “Pensieri Pericolosi”. Mentre sul grande e piccolo schermo la violenza e le gang criminali la facevano da padroni, nel 1995 una piccola rivoluzione avveniva nel campo dei videogiochi: Sony presentava in patria la prima Playstation, Sega il Saturn e Nintendo l’N64. Queste tre console avrebbero cambiato il futuro delle proprie case produttrici e quello dell’ intero mercato videoludico. É in questo scenario tra film cult, canzoni storiche e scoperte tecnologiche, George Lucas decide di proporre con la propria software House, una nuova avventura grafica con unico supporto disponibile il cd-rom, escludendo quello dei floppy disk. Se leggendo il termine “floppy” non provate un brivido lungo la schiena o non rievocate almeno un titolo della vostra infanzia su questo supporto, probabilmente il titolo qui recensito non fa per voi. Full Throttle è un gioco per nostalgici che oggi hanno modo di rivivere le avventure di un gioco cult degli anni 90, ripresentato con una nuova veste grafica e il fascino invariato della trama e della colonna sonora, dopo 22 anni dalla loro nascita.

Una volta questo era proprio un gran bel paese. E non riesco a capire quello che gli è successo…”

E’ un pomeriggio nuvoloso sull’autostrada 9, quando Ben e la banda dei Polecats superano la limousine di Malcolm Corley e Adrian Ripburger. “Legacy” dei Gone Jackals è il brano che accompagna i nostri motociclisti al bar Kick Stand, dove vengono raggiunti dai due uomini d’affari che hanno una proposta per i duri e squattrinati Polecats: scortare il presidente Corley e il suo vice Ripburger all’assemblea nazionale degli azionisti, per decidere il futuro della Corley Motors, ultimo produttore di moto della zona. Ma Ben non può accettare che la libertà della sua banda venga reclusa a causa delle loro necessità economiche e rifiuta l’offerta fino a quando…BAM! Il nostro eroe viene messo k.o. dagli scagnozzi di Ripburger che con l’inganno convince i Polecats ad accettare l’incarico. Ed è da questo punto che prenderemo il comando di Ben, nel tentativo di riparare la nostra moto e raggiungere la nostra banda, in quanto l’avido e losco Ripburger vuole simulare un incidente per eliminare Michael Corley, prendere così il possesso dell’azienda e far incolpare i Polecats per l’omicidio. Se non vi interessa rimanere davanti a una schermata pressoché statica, cercando l’oggetto o l’interruttore chiave per andare avanti nell’avventura, lasciate stare questo gioco o ancor meglio il genere punta e clicca. Perché se oggi la tecnica per risolvere una situazione nel migliore dei modi si chiama “problem solving”, questa scuola di pensiero in campo videoludico, negli anni 80/90 si chiamava avventura grafica, e Full Throttle rimane ad oggi un valido esponente del genere che nella versione remastered ha cambiato look ma conserva inalterato il fascino del titolo originale.

Guarda, prendi, calcia e…metti in bocca.

Full Throttle ci permetterà di vestire i panni in pelle e borchie di Ben. Potremo guidare il nostro eroe all’interno delle diverse schermate, cercando di raccogliere le informazioni e gli oggetti necessari per avanzare nella nostra avventura. Selezionando un elemento o una persona con la quale potremo interagire, comparirà il tatuaggio dei Polecats. Evidenziando gli occhi del teschio e premendo il tasto di conferma potremo guardare, la mano ci permetterà di prendere o interagire con l’utensile evidenziato, che potremo anche calciare selezionando lo stivale posizionato sulla destra e infine con la bocca potremo parlare o mettere in bocca l’oggetto. La versione Remastered di Full Throttle ci permetterà inoltre con la pressione di un tasto, di passare dal restyle grafico alla versione old school per gli amanti della pixel art. Da un punto di vista grafico il lavoro di restauro è spettacolare, rendendo l’ammasso di pixel confusi della versione originale, delle bellissime tavole che permetteranno di affrontare e rivivere la storia di questo titolo in maniera del tutto nuova. Purtroppo la colorazione pulita ed essenziale della versione Remastered rende il tutto piuttosto freddo e carente di stile, e i nostalgici passeranno spesso nella versione grafica originale per gustarsi meglio le scene e gli eventi narrati in Full Throttle. La versione Remastered è arricchita inoltre da una sezione bozzetti con 147 tavole preparatorie delle ambientazioni di gioco, il commento degli sviluppatori e il jukebox delle tracce audio in perfetto stile hard rock, create dal gruppo Gone Jackals in versione rimasterizzata hi-fi e low-fi originali. Il gioco presenta l’audio totalmente in italiano, con la presenza dei sottotitoli nella nostra lingua anche per il commento degli sviluppatori che regalano informazioni e aneddoti interessanti e divertenti sulla nascita del gioco. Uno degli aspetti più carenti del titolo rimane lo scarso carisma dei personaggi, che sapranno si regalare diverse risate, ma nei quali ci si immedesimerà con molta difficoltà. Lo stesso Ben in molte scene ha dei commenti molto essenziali, rifiutando alcune nostre richieste di azione con un semplice “no” e niente più. Altro aspetto che già all’uscita poneva dei dubbi sulla scelta adottata, è la qualità del doppiaggio, che oltre ad essere molto impostato e freddo, presenta alcune recitazioni piuttosto scadenti come ad esempio le guardie che parlano in napoletano. Per chi conosce la trama Full Throttle: Remastered potrà essere terminato in circa tre ore, richiedendo qualche ora in più se siete alla prima esperienza con questo gioco.

La narrativa del titolo e la personalità dei personaggi non sono sicuramente il top dei titoli creati da Tim Schafer né del genere avventura grafica. Lo stile e l'atmosfera on the road del titolo l'hanno reso un cult del genere, e oggi dopo 22 anni dalla sua pubblicazione, Full Throttle: Remastered rimane un acquisto obbligatorio per gli amanti del titolo e del genere punta e clicca.
8
voto

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