Prey – Recensione

Nel corso dell’ultimo decennio, in vista della pubblicazione di alcuni titoli cosiddetti “a tripla A”, le aspettative di fan e critica sono state settate ai massimi livelli, con la certezza che il risultato finale sarebbe stato un vero e proprio capolavoro da tutti i punti di vista. Purtroppo, però, non sempre queste storie hanno avuto un finale lieto ma, anzi, hanno obbligato alcune software house ad accantonare i titoli in questione per concentrarsi su altro. Fortunatamente alcuni sviluppatori hanno avuto il coraggio di “riavviare” alcune serie abbandonate dando vita a titoli di buona fattura. Dopo Mirror’s Edge Catalyst, un altro titolo incompreso dell’era PlayStation 3/Xbox 360 torna sul mercato con un completo cambio di stile e un gameplay molto ma molto più profondo…

A spasso nello spazio

Stazione spaziale Talos I – il giovanissimo Morgan Yu si risveglia all’interno di una struttura futuristica in attesa di essere messo alla “prova” da una squadra di scienziati guidata dal fratello di Morgan. Parallelamente a ciò, però, un altro gruppo di scienziati sta studiando una misteriosa forma di vita aliena antropomorfa. Ora, quello che ci siamo limitati a raccontarvi non è altro che l’incipit della storia, il “così cominciò tutto”, ma vi garantiamo che Prey offre una storia piena di colpi di scena, talvolta molto crudi, e una possibilità in più situazioni di compiere scelte diverse che portano quindi la storia a evolversi in una certa maniera. Come molti altri titoli targati Bethesda, infatti, anche Prey offre una selezione di più finali raggiungibili eseguendo, appunto, scelte diverse.
A differenza di altri titoli dalla trama lunga e approfondita, Prey è un gioco che non si perde in fronzoli o in inutili ricerche, dal momento che ogni missioni, che sia primaria e secondaria, è volta a dipanare la fitta nube di mistero che alberga sulla trama del gioco e l’esplorazione totale delle diverse mappe è praticamente obbligatoria per il recupero di oggetti utili a portare a termine alcuni obbiettivi.


I fan di Kevin Levine non potranno non notare una certa somiglianza tra la stazione spaziale Talos I e il mondo sommerso di Bioshock: nemici, poteri, ambientazioni prima pulite e sistemate poi pregne di sangue e disastrate sono più di un richiamo all’opera di Irrational Games e se si considera che tra le prime armi che avrà il protagonista c’è una chiave inglese, l’”omaggio” sembra più che scontato…

Un solo gioco tanti generi

“Assegnare” un genere a Prey è cosa decisamente complicata dal momento che, a primo impatto, si ha l’impressione di essere di fronte a uno sparatutto, profondo, sì, ma pur sempre uno sparatutto. E invece, procedendo nella trama del gioco, è possibile accorgersi di quanto la situazione cambi improvvisamente grazie a delle scelte stilistiche e ludiche adoperati dagli sviluppatori.
Iniziamo col dire che il protagonista, Morgan Yu, è un personaggio per certi aspetti caratterizzabile: grazie all’implementazione delle Neuromod, infatti, è possibile accrescere le abilità umane o aliene del protagonista attraverso tre “rami” di opzioni. Non manca, inoltre, la possibilità di sbloccare ulteriori abilità speciali attraverso lo Psicoscopio che, tra le altre cose, ci permetterà di analizzare il nemico e di acquisire importanti informazioni.
Visto il livello di sfida elevato e vista l’improvvisa possibilità di trovarsi di fronte a nemici ben più forti del protagonista (almeno nelle prime fasi di gioco), Prey offre una corposa modalità stealth che consente di aggirare gli avversari oppure restare nascosti nell’ombra in attesa che questi si siano allontanati seguendo un pattern di movimenti non sempre lineare e ripetuto.  Come avrete potuto capire, quindi, il livello di difficoltà del gioco non è basso e, di conseguenza, non sono rari i game over a causa di scelte infelici o comunque poco azzeccate. Cosa fare allora se non munirsi di una bella dose di kit medici con cui curare ogni ferita? E cosa fare nel caso in cui i suddetti kit fossero finiti? La risposta è semplice: crafting. Come Fallout 4, infatti, anche Prey offre sia una sostanziosa modalità di crafting che permette di riciclare i diversi oggetti raccolti, sia la possibilità di materializzare alcuni progetti raccolti in giro per la mappa, utili a sviluppare armi o altri oggetti che possono essere utili per proseguire agevolmente nella storia.

Una bellezza… “normale”

Parliamoci chiaro: se dovessimo fermarci qua con la recensione di Prey vi diremmo senza alcuna ombra di dubbio di essere di fronte a un titolo eccellente e completo per quanto riguarda il lato ludico, purtroppo, però, ci tocca fare una piccola chiosa sul comparto tecnico. Lungi da noi affermare di essere di fronte a un titolo sottotono, incapace di reggere il confronto con altri titoli di questa generazione di console, anzi, però Prey non ci è sembrato un titolo capace di far gridare al miracolo per quel che concerne la realizzazione tecnica. Nonostante sfrutti il CryEngine, Prey è un titolo che presenta alcuni modelli non proprio ben realizzati, con qualche spigolatura di troppo e con movenze non sempre perfette. Nonostante ciò, però, bisogna sottolineare la fluidità di tutto il motore grafico che non arranca neanche nel caso in cui a schermo è presente un cospicuo numero di nemici. Degno di lode è invece il comparto audio che, oltre a presentare una colonna sonora a effetto, offre un doppiaggio realizzato completamente in lingua italiana con una perfetta interpretazione dei vari attori. Chapeau.

Nella attuale generazione di console Bethesda si sta dimostrando essere uno dei publisher migliori in assoluto per quanto riguarda i cosiddetti titoli a tripla A. Dopo Fallout 4 e Dishonored 2, Prey è un titolo assolutamente completo dal punto di vista ludico, con un livello di sfida molto alto e una lunghezza soddisfacente dell’intera esperienza di gioco. Abbiamo apprezzato inoltre i molteplici intrecci narrativi e le diverse “varianti” della storia a cui è possibile arrivare. Siamo invece rimasti con un po’ di amaro in bocca per quel che riguarda la realizzazione del motore grafico: con qualche ritocco in più Prey sarebbe stato un titolo da 10, ma per così poco non possiamo assegnargli un voto diverso da quello che abbiamo scelto. Da comprare.
9
voto
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