Deformers – Recensione

Vi è mai capitato di prendere in mano un gioco e non sapere assolutamente cosa fare, come farlo e quando farlo? A me è appena capitato con Deformers, il nuovo gioco di Ready At Dawn, che esula assolutamente dalla loro precedente produzione, ovvero The Order: 1886. Loro lo definiscono uno smash-brawler multiplayer, io cercherò di raccontarvelo, per quanto ancora adesso abbia difficoltà a capire bene a cosa stia giocando.

https://www.youtube.com/watch?v=KXUh-rZMK6w

Movimenti inconsulti

Senza alcun preambolo, senza nessuna istruzione, senza un misero tutorial, il gioco inizia facendomi scegliere tre modalità di gioco, ovvero due deathmatch e una partita a pallone come Rocket League, in una modalità di gioco multiplayer solo online. Per curiosità mi butto sulla partita a pallone e mi viene fatto scegliere come alter-ego un personaggio molliccio e tondeggiante, che mi ricorda quei pupazzetti che vengono venduti dagli ambulanti sulle bancarelle. Per intenderci quelli che si possono strizzare forte e che cacciano fuori occhi, lingua o altre parti del corpo innominabili. Una volta scelto il personaggio, tra una piccola rosa di buffe figure, si finisce nell’arena di gioco. Non mi ero sbagliato, la dinamica di questa modalità è identica a Rocket League, solo molto più caoticamente confusionaria. Con la levetta spostiamo il personaggio, con i pulsanti dorsali possiamo caricare una spinta in avanti oppure diventare un blocco solido che ci fa entrare in modalità difesa. Poi si possono anche afferrare gli avversari per scaraventarli lontano, oppure afferrare la palla e portarla verso la porta avversaria. Come se questo non fosse già tutto abbastanza complicato, possiamo anche sparare dei colpi che indeboliscono gli altri giocatori. Trascinato nella frenesia ludica, mi sono messo a muovermi da una parte all’altra del campo di gara, cercando di capire i rudimenti, ma solo dopo una decina di partite ho iniziato a prendere consapevolezza di quello che stavo facendo. Nel frattempo ero cresciuto di livello e avevo accumulato abbastanza punti per poter ampliare il mio roster di mostrilli. Cambia solo l’aspetto di essi, in quanto il bilanciamento delle nostre abilità lo possiamo scegliere all’inizio di ogni partita.

Dopo aver imparato a capire come muovermi ho deciso di provare la modalità deathmarch, presente anche nella variante “team”. Qua le cose si fanno ancor più ostiche, perché la velocità dei movimenti degli avversari è elevata, per cui non abbiamo modo di inquadrare un bersaglio che già siamo stati catapultati altrove da un altro.

Il gioco è tutto così, alla fine non contano tattiche, ma solo un continuo movimento, con spinte, raccolta di bonus, salti, spappolamenti e poi ancora spinte, spappolamenti, parate, salti e spinte, spinte spinte con altri spappolamenti.

Alla fine, una volta presa un po’ di pratica, è pure divertente, ma troppo ripetitivo, considerando anche le limitate modalità di gioco.

Gioiose palle da guerra

Sicuramente, al di là della dinamica del gioco, la cosa più divertente sono i vari bestiolini da sbloccare, rimbalzosi e ciccioselli, rimbalzelli e dalle simpatiche espressioni, che si confronteranno su un numero di mappe molto limitato. Se infatti da una parte abbiamo una gran verietà di forme fisiche dei nostri alter-ego, dall’altra abbiamo poche mappe, solo tre modalità di gioco che non giustificano certo l’acquisto a quasi trenta euro del gioco. Da Ready At Dawn arriva la promessa dell’espansione di successive modalità di gioco, ma rimango sempre interdetto di fronte a queste politiche di mercato. Quando compro un gioco a prezzo pieno mi aspetto che sia ultimato, e che se dovessero esserci delle espansioni successive siano per ampliarlo, anche a pagamento. Altrimenti meglio l’”early access” di Steam, dove uno sa che il gioco è in via di sviluppo e che in futuro potrebbe avere dei miglioramenti o ampliamenti.

Un elemento sul quale è  stato investito molto lavoro è sicuramente la grafica e la gestione della fisica del gioco, che sono a livelli di eccellenza sulla versione PS4 Pro che ho testato, Il framerate è stabilmente inchiodato a 60fps, non si vede uno sfarfallio, un rallentamento, nonostante la grafica sia pompata ad alti livelli. Le texture dei personaggi, le loro mutevoli forme e deformazioni, tutto è gestito alla perfezione. Peccato che la bellezza della grafica non sia al contempo accompagnata dalla varietà, in quanto ci sono poche mappe, che poi alla fine sono variazioni sul tema delle solite quattro di base. Nella partita a palla invece il campo è sempre uguale.

 

Deformers è un gioco divertente, nel quale veniamo gettati inizialmente senza alcun aiuto, sentendoci inadeguati di fronte a chi magari ha già fatto pratica. L'idea è divertente, si impara a nostre spese a spingere gli avversari fuori dall'area di gioco o spappolarli nelle partite deathmatch, o a fare goal e ancora spingere e spappolare avversari nella modalità che tanto sembra essere stata fotocopiata da Rochet League. Divertente non vuol dire longevo, infatti solo pochi assidui ed infervorati dall'agonismo spinto avranno la voglia di continuare a spingere e spappolare simpatici pupazzetti tondeggianti. Molti altri, se Ready At Dawn non pubblicherà al più presto delle modalità diverse, lo abbandoneranno senza rimorsi, a parte di aver pagato il prezzo pieno per un gioco che sembra essere in Accesso anticipato.
6.5
voto

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