Sniper: Ghost Warrior 3 – Recensione

Sulla scia del successo della serie Sniper Elite, CI Games ci propone il terzo capitolo della serie Sniper: Ghost Warrior, con l’obiettivo di calarci nei panni di un indomito cecchino che si aggira silenzioso dietro le linee nemiche. Per scoprire se Sniper: Ghost Warrior 3 può essere una valida alternativa al titolo di Rebellion Interactive, non vi resta altro che leggere questa recensione.

Eroe nell’ombra

Essere un cecchino è sempre una grande sfida, sia nella vita reale che interpretandolo nei videogiochi. Sicuramente molti di voi odieranno gli odiati “camperisti” che negli FPS si nascondono a millemila chilometri di distanza e vi sforacchiano la scatola cranica, ma in Sniper: Ghost Warrior 3 andremo ad interpretare il giovane marine Jon North, mandato in missione nella Georgia, lo stato dell’ex Unione Sovietica, non quella USA, per debellare una fazione di insurrezionalisti che vuole seminare morte e distruzione. Nel prologo scopriremo anche che suo fratello maggiore è stato catturato e che viene detenuto da qualche parte proprio in quel paese. Per cui parallelamente alla nostra missione principale, dovremo anche rintracciarlo. Se sperate che questa trama sia avvincente, vi devo dare la prima delle molte delusioni in merito a Sniper: Ghost Warrior 3. Tutto sembra che sia stato preso pari pari da un film di serie B degli anni ’90, un copione già letto e riletto centinaia di volte. Beh, mi sono detto, per lo meno CI Games avranno puntato sulla realizzazione tecnica e sulle avanzate tecniche di cecchinaggio. Purtroppo nemmeno qua si è colto il bersaglio.

Tutto gadgets e poca sostanza

Il nostro John ha un arsenale in dotazione di tutto rispetto, ma completamente inutile. L’aggeggio che userete di più, se mai deciderete di prendere questo gioco, è il drone che vi permetterà di “taggare” i vari bersagli, rendendo la nostra azione stealth più incisiva e vincente. Il resto delle armi, munizioni e altri gadgets che si possono anche creare con un simil crafting, risultano superflui, per non dire praticamente inutili, all’economia del gioco. Tutto il gameplay si risolve nell’individuare i nemici, centrarli in ordine e proseguire. Devo dire per onestà che il sistema di mira è almeno ben fatto, dovendo tenere in considerazione il vento e la distanza, ma in un qualsiasi Battlefield si trovano le stesse caratteristiche.

Ho trovato anche abbastanza inutile l’albero delle skills, che non fanno realmente mai la differenza nel gioco.

Che rimane quindi di positivo in Sniper: Ghost Warrior 3? Forse il fatto che sia open-world? Mi dispiace deludervi nuovamente, ma anche questo elemento del gioco risulta essere deludente.

Tutto il mondo è paese

Non so come sia realmente la Georgia, ma quella esplorabile in Sniper: Ghost Warrior 3 risulta essere ripetitivamente sempre uguale a se stessa. Solo alcune locazioni innevate la rendono un po’ varia, ma per il resto la monotonia avvolge tutto come una nebbia deprimente. Non c’è paragone tra quello che si può esplorare nel gioco a cui vuol fare da concorrente Sniper: Ghost Warrior 3, ovvero il già citato Snper Elite, e quello che invece possiamo vedere in questo titolo. Ho provato dopo qualche ora un senso di imbarazzo, di incompletezza, quasi come mi fossi trovato tra le mani un prodotto che voleva aspirare ad essere innovativo, ma che ha preso il meglio di altri titoli e l’ha ridotto ai minimi termini. La sensazione si fa ancor più netta quando bug, improvvisi crash e tempi di caricamento da narcolessia devastano quel poco di interesse che si può avere nel proseguire. Le missioni secondarie non aggiungono assolutamente mordente, facendo cadere l’interesse anche nella trama. In una decina d’ore il gioco si completa e alla fine non rimane altro che l’amaro in bocca per un gioco che voleva paragonarsi a produzioni tripla A, ma che ha fallito miseramente l’intento.

Sniper: Ghost Warrior 3 è carente in quasi tutte le sue componenti, risultando alla fine un gioco che non ha alcun mordente, che non suscita alcuna passione, che lascia il giocatore completamente indifferente alla trama e deluso da un mediocre gameplay. Creare un open-world vuol dire renderlo interessante, ma anche qua si evidenzia il fallimento di CI Games a voler seguire la strada tracciata da Sniper Elite. Unendo a tutto questo anche un comparto tecnico piagato da un sacco di problemi e tempi di caricamento mostruosamente lunghi, non riesco proprio a consigliare questo gioco nemmeno ai più appassionati cecchini digitali.
5
voto

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