Cities: Skylines – Recensione

Cities Skylines vede la luce nel 2015 per PC, e adesso Paradox Interactive, già nota per aver distribuito l’ottimo Stellaris (RTS 4X), ci propone il suo city builder per Xbox One. Quando ho ricevuto il gioco da recensire avevo molti dubbi che un clone di Sim City potesse essere fruibile su console, ma anche curioso di capire se i ragazzi di Tantalus fossero riusciti dove molti altri avevano fallito.

Controllo assoluto

Chi è pratico di gestionali, sin dalla loro apparizione su PC, sa benissimo come il loro naturale habitat sia il computer e che il sistema di interfaccia prediletta di ogni giocatore che vuole avere il controllo assoluto di ogni elemento del gioco siano mouse e tastiera. Nel tempo si è cercato di portare su console molti gestionali, di varia tipologia, da quelli spaziali ai simulatori di vario genere, ma sempre ci è trovati di front3 alla difficoltà di poter usare il controller in maniera soddisfacente. In Cities Skylines è stato fatto un ottimo lavoro di implementazione dei comandi sul controller della Xbox One, ma devo dire che nonostante la loro precisione, ancora continuo a preferire questi giochi su PC.

L’accesso ai menù è semplice ed intuitivo, la icone delle singole azione e i loro sub-menù sono ben accessibili e visibili, ma quello che penalizza il tutto è la velocità di esecuzione dei comandi. Troppo macchinoso scegliere un’azione, poi tornare indietro per cambiarla, premerne un tasto per cancellare, ritornare al menù precedente, chiuderlo per sbaglio, riaprirlo di nuovo perchè ci siamo impicciati con le dita sui bottoni del controller. Quello che qua si fa in una decina di secondi, su PC, attraverso due tasti del mouse e qualche tasto sulla tastiera, viene svolto nella metà del tempo. Però devo dire che avendo giocato a molti altri gestionali su console, in Cities Skylines, ho trovato una cura molto elevata all’implementazione dei comandi su controller ed una fruibilità del gioco lineare e logica, cosa che non accade in altri titoli, dove le eccessive combinazioni di pulsanti e grilletti tende a far in intrecciare le dita e provocare artrosi deformante.

La guerra dei cloni

Da quando è stato pubblicato per la prima volta Sim City, con tutte le sue declinazioni e coniugazioni nell’arco dei decenni successivi, non ho mai trovato un gestionale cittadino che non rispettasse i canoni dell’originale. In Cities Skylines non si fa eccezione, anzi si omaggia il capostipite creando virtualmente un nuovo capitolo della serie, implementato da una ottima grafica. Ho voluto dire omaggia, perché non mi sembra giusto parlare di copiare o plagiare, anche perchè gli stessi creatori di Cities Skylines hanno messo un sacco di citazioni esplicite in esso. Questo non vuole dire che Cities Skylines non abbia un suo carattere, ma certo in esso non ho trovato niente di originale rispetto ai canoni tracciati dalla Maxis nel corso degli anni. Quando ho iniziato ha giocare ho usate le stesse tattiche che usavo in Sim City, ottenendo gli stessi risultati. Organizzando la città tipo un castrum romano, tenendo a distanza le zone industriali inquinanti da quelle residenziali, dosando i livelli di tassazione, prendendo prestiti e invogliando i miei cittadini a espandere il nucleo primigenio di “Utopia” (ogni mia città in ogni simulatore ha sempre avuto questo nome), sono riuscito a raggiungere i vari “milestone” del gioco, legati al numero di abitanti. Ad ogni avanzamento si aggiungono nuovi elementi per lo sviluppo cittadino, si ampliano le scelte di politica gestionale, così come si può ampliare l’area di gioco. Ogni mio movimento andava in automatico, tanto è la mia affinità con questi giochi. Ma ho trovato anche alcuni limiti.

Crescita Lenta

Il primo elemento che non ho gradito è stato il fatto che lo scorrere del tempo non è variabile, ovvero non è possibile accelerarlo, ma solo metterlo in pausa. In molti altri gestionali è presente invece una funzione di FFWD, perché a volte bisogna solo aspettare che succedano nel tempo alcuni cambiamenti, ma se non c’è la possibilità di mandare avanti veloce, la noia può agggredire pesantemente. Soprattutto nelle prime fasi del gioco, dove le cose da fare sono veramente poche, ho passato più tempo a sorvolare i miei possedimenti aspettando gli eventi, che non giocando attivamente.

Altro elemento che stona è la completa mancanza di traduzione in italiano, che potrebbe far desitere molti potenziali acquirenti, in quanto i menù informativi contestuali sono molto importanti, e chi non mastica bene la lingua di Albione potrebbe trovarsi in difficoltà a capire alcuni passaggi più “tecnici”. Manca anche un tutorial che possa introdurre i neofiti a questa tipologia di gioco, magari spiegando anche quelle icone che appaiono sulla nostra città, utili per capire i bisogni dei nostri amministrati.

Delle tre espansioni presenti nella versione PC è stata implementata solo After Dark, che permette l’alternanza giorno notte, ma mancano le altre due che sarebbero state a mio parere più interessanti, ovvero Snowfall e Natural Disaster. Nel primo caso, come potrete intuire, dovremo gestire anche la neve come evento climatico, che fa cambiare alcuni parametri di gioco, come un maggior consumo energetico e strade che tendono a bloccarsi con estrema facilità. Mentre la seconda espansione era quella che preferivo e al contempo temevo negli originali Sim City, ovvero la possibilità di eventi naturali disastrosi, ma anche l’opportunità di poterli contrastare.

Ho trovato ottima la realizzazione grafica, con un livello di dettaglio incredibile, tanto da poter zoomare fino a vedere persone che portano a spasso il cane, che compiono manovre spericolate in auto e tanti piccoli dettagli che rendono divertente l’esplorazione cittadina. Si possono rinominare edifici, strade, macchine, insomma quasi tutto, ma manca completamente la possibilità di avere un editor o le mod che erano invece presenti nella versione PC. Qualche calo di framerate sporadico non ha influito sulla giocabilità, ma lo devo segnalare, soprattutto quando la nostra città inizia a raggiungere dimensioni ragguardevoli e spostare la camera può dare luogo a qualche incertezza nel motore grafico.

L’accompagnamento sono è ricco di effetti audio, senza infamia e senza lodo, mentre la colonna sonora risulta adeguatamente rilassante.

Dovete leggere assolutamente il simil-Twitter che appare in alto sullo schermo, perchè oltre a darci notizie importanti e/o interessanti per la nostra gestione, è ricco anche di divertenti citazioni, come ad esempio il fatto che a Black Mesa ci sia stato un incidente di origine sconosciuta.

Nonostante non ami giocare i gestionali su console e nonostante non abbia trovato una implementazione perfetta dei comandi anche in Cities Skylines, alla fine devo ammettere che è stato fatto un ottimo lavoro da parte di Tantalus per cercare di rendere fruibile questo gioco anche a coloro che lo volessero giocare su Xbox One. City builder su console non ce ne sono, quindi Paradox Interactive ha avuto lungimiranza a pensare di proporlo anche per questo mercato e anche fortuna che il gioco sia comunque fruibile e divertente. Cities Skylines non è certo esente da pecche, ma per coloro che hanno amato alla follia i vari Sim City, potranno trovare in questo gioco un nuovo capitolo, che rispetta i canoni del gioco originale, ma che in sostanza non aggiunge che pochi elementi originali e del tutto marginali. Il comparto grafico è di tutto rispetto, così come la componente audio, mentre l'assoluta mancanza di un tutorial e della lingua italiana potrebbero rappresentare due limiti per i neofiti del genere, che rischiano di non poter fruire appieno della vastità di Cities Skyline. Per il resto c'è poco da dire, il prezzo è onesto rispetto alle ore di divertimento e di impegno che ci regala, quindi andate e costruite città come se non ci fosse un domani.
7.5
voto

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