Syberia 3 – Recensione

Ho recentemente fatto una retrospettiva sui due capitoli di Syberia, usciti nel 2002 e nel 2004. Dopo quasi tre lustri Microids decide finalmente di pubblicare il capitolo finale di questa lunga avventura ambientata tra automi, segreti di famiglia e ghiacci siberiani. Sarà valsa la pena aspettare così tanto per sapere come va a finire la storia di Kate Walker? Scopriamolo assieme.

Una donna sola al comando

La trentenne avvocatessa newyorkese, Kate Walker, viene recuperata esanime da una tribù nomade degli Youkol laddove si era conclusa la seconda puntata di Syberia e trasportata in uno strano ospedale. Da qua inizia la nostra partecipazione attiva in questa nuova avventura, tanto bramata dai seguaci del lavoro di Benoit Sokol, noto fumettista belga, e sviluppato da Microids. Prima di iniziare a giocare potremo scegliere una sorta di livello di difficoltà, ovvero se avere aiuti per goderci meglio la storia, oppure affrontare Syberia 3 ad un livello di sfida superiore. In questo caso saremo chiamati a esplorare con attenzione ogni ambiente e scoprire gli indizi celati in essi. Ho naturalmente scelto la seconda strada, perchè le cose semplici non mi piacciono. La struttura del gioco ci mette nei panni di Kate in una visuale 3D che ricorda molto l’esplorazione alla Resident Evil dei primi capitoli. Ci dovremo aggirare su sfondi 3D renderizzati con Unity. La scelta compiuta da Microids non risulta molto piacevole, soprattutto considerando che anche sulla PS4 Pro ci sono degli incredibili ed inspiegabili cali di frame-rate.

La nostra Kate sarà l’assoluta protagonista del gioco, coadiuvata da una serie di personaggi collaterali che ci daranno utili informazioni per proseguire. La nostra nemesi, un militare stereotipato, sembra piazzata solo per romperci le scatole, in quanto non si capisce bene perché ce l’abbia tanto con noi. Tanto lui è insulso, quanto lo sono i suoi scagnozzi, degli inetti che non riescono a fermare i piani di una ragazza così esile e quasi indifesa.

Altro limite evidente sono i “punti di interesse”, ovvero i vari indizi che ci servono per avanzare nell’avventura. Essi risultano mal evidenziati, per cui per tutto il gioco mi sono dovuto letteralmente sbattere per cercare nei vari livelli le informazioni e gli oggetti necessari per proseguire. Solo dei piccoli punti bianchi ci danno l’indizio di dove cercare e a volte risulta veramente complicato scorgerli, anche quando ci passiamo molto vicino.

Losche trame

Speravo che per lo meno la trama fosse un motivo di interesse, ma alla fine, a parte qualche guizzo, tutto scorre senza troppa emozione, diversamente da quanto accadeva negli episodi passati. Non sono riuscito ad appassionarmi alle vicende, in quanto tutto lo sviluppo risulta troppo forzato, non in linea con il retaggio di Syberia. Il tocco di Sokal si vede, ma non si raggiunge mai un livello di narrazione tale da rendere appassionante Syberia 3 alla stregua dei suoi predecessori. Come vuole la tradizione, ci sono un sacco di puzzle, ma per chi è abituato alle dinamiche delle avventure classiche, non sono sfide impossibili. Anzi, ho trovato alcuni enigmi così semplici che quasi mi sono stupito di averli risolti con così tanta facilità da sospettare di aver saltato qualche passaggio. Ma non è stato così. Purtroppo molto tempo dell’avventura l’ho invece passato andando avanti e indietro per i livelli, alla ricerca di prove e sorbendomi delle lunghe scene con dialoghi che non possono essere velocizzati.

Visto che ho toccato l’argomento dialoghi, bisogna che spenda qualche parola (negativa, purtroppo) su di essi. Come già detto, non è possibile saltarli o velocizzarli, ma il peggio è che la sincronizzazione a volte va per i fatti suoi, nonostante il parlato sia in lingua originale. Mi potevo aspettare una cosa del genere dal doppiaggio in altre lingue. Purtroppo anche i sottotitoli vanno un po’ per conto loro, non seguendo i dialoghi parlati, forse perché sono state apportate delle modifiche in corso d’opera al doppiaggio, ma non è poi stato modificato lo script.

Sfida possibile

Come già detto i puzzle sono abbastanza semplici da non creare grossi intoppi nel progredire nel gioco, non esiste la possibilità di essere uccisi o di morire accidentalmente. Tutto scorre liscio, troppo liscio, nei binari sui quali tutta l’avventura è stata instradata.

Tranne in alcuni frangenti, si ha sempre l’impressione che non si entri mai nel cuore della storia, ho percepito qualcosa di inespresso, qualcosa che non si è voluto o potuto fare, quasi come se si avesse paura di osare, cercando di stendere una sceneggiatura dove di tante cosa, poche raggiungono il loro compimento. Non voglio svelare niente di quanto narrato, visto che è uno dei pochi aspetti che può creare interesse attorno a Syberia, ma devo dire che mai le vicende di Kate sono state così assurdamente bislacche, senza un forte filo logico a collegare tutti i pezzi della narrazione.

La realizzazione tecnica generale, che è stata in parte corretta da fastidiosi bug e glitch dall’ultima patch del gioco, almeno sulla versione PS4, non risulta assolutamente all’altezza della corrente generazione di console. Il gusto retrò può andare anche bene, ma sinceramente mi sarei aspettato qualcosa di più raffinato, curato, rifinito dal comparto grafico. Il lavoro di costruzione del mondo di Syberia 3 compiuto da Sokal viene in parte vanificato da una grafica piatta, animazioni deludenti e quel senso di datato, fuori tempo, che non risulta assolutamente adeguato, inferiore anche a produzioni indipendenti attuali.

Syberia 3 non ha purtroppo soddisfatto la mia voglia di immedesimarmi nuovamente nelle avventurose vicende di Kate Walker, sotto molteplici aspetti. Deludente la trama, povera la realizzazione, troppo semplici gli enigmi, un sistema di interazione che non riesce ad essere mai perfettamente fruibile. Cosa rimane quindi di positivo in questo gioco? Purtroppo poco, forse solo l'aurea di interesse attorno alla saga di syberia può giustificarne l'acquisto, ma sicuramente non al prezzo pieno di 39,99€ con il qule è stato lanciato. Aspettatelo in saldo se proprio volete acquistarlo, ma sappiate che forse era meglio se Microids ci avesse lasciato l'ottimo ricordo di una serie con il secondo capitolo, piuttosto che proporci un prodotto mediocre.
5.5
voto

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