2Dark – Recensione

Se vi chiedessi a bruciapelo chi sia Frédérick Raynal, sicuramente molti di voi andrebbero a cercarlo su Google, per cui vi risparmio la fatica. Egli non è altro che il creatore di un gioco che fu acclamato come uno dei più originali survival horror degli anni 90, secondo solo a Resident Evil, ovvero Alone in the Dark.

Rynal si è lasciato alle spalle le vicende lovecraftiane per creare 2Dark, che ha sempre una matrice horror, ma mescola assieme disturbanti elementi come la pedofilia, l’angoscia di un padre al quale hanno rapito i figli e la caccia a dei brutali assassini. Con queste premesse il gioco si presente bene, ma riuscirà ad essere interessante anche nella sostanza?

Brividi notturni

2Dark è essenzialmente uno stelth/survival game, con protagonista Mr.Smith, un poliziotto al quale è stata brutalmente uccisa la moglie e rapiti entrambi i figli, e che dedica la sua vita a cercare di salvare altri bambini dalle mani di psicopatici assetati di sangue e pure pedofili (o almeno questo si intuisce)

In una serie di livelli dovremo cercare di portare in salvo quanti più bambini possibile, strappandoli dalle grinfie dei loro rapitori, usando senza troppe remore metodi violenti. E’ uno di quei giochi che non lasica molto spazio all’imaginazione, la brutalità è omnipresente, sia nelle azioni che nella grafica, con immagini molto forti, sicuramente poco adatte a chi non ama splatter e gore, anche se rappresentato in bassa definizione. La grafica infatti ricorda molto i giochi a 16 bit, con una buona resa visiva nonstante la scelta stilistica. Tutti gli ambienti di gioco sono avvolti da una permeante oscurità che può essere dissipata solo in parte dalla nostra torcia, o nel peggiore dei casi da un flebile accendino.

Per poter attirare verso di noi i piccoli prigionieri, avremo a disposizone delle caramelle che ci permetteranno di “agganciare” il bersaglio, così che ci possa seguire all’interno di tutto il livello, fino alla fine. Ma non sarà così facile portare a termine la missione di salvataggio, in quanto il nostro percorso sarà costellato di animaletti molesti, trappole a sorpresa e malgagi avversari pronti a ridurci in un ammasso di pixel sanguinolenti.

Prove concrete

Oltre che salvare infanti e uccidere nemici, il nostro compito sarà anche quello di raccogliere delle prove che ci permetteranno di proseguire e scoprire di più sulla sorte toccata ai figli di Smith. Se pensate che tutto questo sia un gioco da bambini, toglietevelo subito dalla testa. Il consiglio che posso darvi è salvare molto spesso, perché la morte è sempre in agguato e difficilmente potrete farla franca a lungo. Già solo nel primo livello vi accorgerete di quanto sia complicato sopravvivere indenni all’avventura. Solo i ragni e i ratti sono due elementi di disturbo molto importanti, in quanto difficilmente individuabili e ucciderli richiede molto impegno. Questo mi ha colpito negativamente, poiché sono stato costretto più volte a usare le scarse munizioni della pistola per farli fuori, con il rischio di richiamare anche altri sgradevoli abitatori del buoi. Infatti nel gioco, e qui passiamo alla componente stealth, bisogna stare molto attenti a evitare ogni rumore inutile che possa far svelare la nostra presenza. Camminare silenziosamente, evitando i rumori molesti, è l’unica tattica che ho trovato per poter raggiungere alle spalle gli avversari e ucciderli evitando il corpo a corpo. Ed è l’unico modo per poter sopravvivere, perché nellla maggior parte degli scontri diretti saremo comunque noi a soccombere. Il problema è che la modalità stealth non è molto precisa, quindi, nonostante le mie precauzioni, ho visto un sacco di volte fallire il mio attacco furtivo, con il consguente risultato di dover ricaricare dall’ultimo salvataggio.

Morte incombente

Purtroppo non saranno solo gli avversari o le bestiacce presenti in ogni livello a rappresentare un pericolo, ma anche una serie di trappole che decreteranno la nostra subitanea dipartita appena ci metteremo un piede sopra. Anche qua sorge un problema legato alla struttura del gioco, in quanto è molto difficile scovarle nell’ambiente, per cui diventa quasi impossibile evitarle deliberatamente. Vi può andar bene una volta su due di poterle vedere e non tanto pechè siamo noi degli sprovveduti, ma perchè non c’è alcun indicatore a segnalarle, per cui dovremo costruirci una mappa mentale dopo ogni caduta accidentale in una botola o impalamento in un legno accuminato.

Tutta la struttura del gioco crea quell’effetto di terrore incombente che si esplicita negli scontri diretti, rendendo bene la tensione anche grazie all’uso degli effetti audio e della colonna sonora. I pianti dei bambini, le musiche incalzanti, i rumori sospetti che fanno presagire un nemico alle porte, sono essenziali a 2Dark come la schiuma sul cappuccino, tanto per sdrammatizzare un po’.

Manca del tutto il parlato, per cui tutta la storia verrà narata attraveso de fumetti che appaiono sopra i vari personaggi, togliendo comunque un po’ di tensione alle fasi più salienti, ma considerando che si tratta di un gioco indipendente, non potevamo certo pretendere una spesa così esosa come il voice acting.

Sinceramente, conoscendo l'opera di Raynal, da 2Dark mi aspettavo qualcosa di più, non tanto in termini di ambientazione, ma di realizzazione complessiva. E' sicuramente un gioco ben fatto, ma non tanto quanto meriterebbe. Vuoi per alcuni difetti tecnici, vuoi per una narrazione frammentaria e frammentata, vuoi anche per le tematiche “pesanti” che ci propone, 2Dark si colloca in quel limbo di giochi interesanti ma non pienamente strutturati. Ed è un peccato, perchè sarbbe bastato veramente poco a renderlo migliore e più fruibile. La sensazione complessiva che si ha da 2Dark è che si sia voluto giocare molto, forze troppo, su di un tema delicato come quello dei bambini rapiti da psicopatici, e poco sulla visione d'insieme del prodotto, tralasciando elementi che avrebbero potuto fare effettivamente la differenza.
6
voto
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