Dark Souls III – La Città ad Anelli – Recensione

Ebbene, dopo otto anni, ci troviamo presumibilmente a scrivere le ultime righe dei racconti sul ciclo della prima fiamma. Con “La Città ad Anelli” From Software mette il punto (…aperto) sulle sadiche avventure della sua serie prediletta e consegna ai giocatori l’ultimo dei due DLC promessi per Dark Souls 3.

Frammenti d’anima

Dopo il discreto Le ceneri di Ariandel, Miyazaki e compagni rientrano in carreggiata con un’espansione più solida e meritevole; procediamo pragmaticamente dicendovi che acquistando il presente DLC (14,99 Euro) avrete accesso a due nuove aree di gioco, con annessi novelli nemici da affrontare, ventuno pezzi tra nuove armi e scudi, una dozzina di set di armature e quattro, disdicevolmente difficili, boss.

Qualitativamente questo DLC si attesta sul medesimo livello dell’avventura originale, sospeso tra trovate originali e qualche dèjà vu: Il Cumulo di Rifiuti (la prima delle due nuove aree di gioco) è un discreto piatto introduttivo immerso tra dune cinerine e nemici dalle fattezze scheletriche. Nella sua atmosfera ovattata e sospesa fanno capolino alcune nuove idee di gameplay studiate ad hoc per frustrarvi oltre ogni livello consentito. Questa prima area depressa e bigia, nonostante delle ottime nuove mostruosità da affrontare, ripesca un po’ troppo tra il campionario di “distrazioni”, chiamiamole così, a cui la saga vi ha abituato, finendo per intrattenere in maniera permanente ma non necessariamente esaltante.

La parte del leone in questo DLC la fa sicuramente la seconda area, quella città ad anelli che fa da titolo al tutto. Vedute calde, lussureggianti e cariche di sole sono solo beffardi diversivi per il massacro che vi attende ma se resisterete alla tentazione di scagliare il controller contro qualche finestra vi aspetta una delle zone meglio costruite dell’intera avventura.

Tutta mia la città…

Il manipolo di nuove aberranti creature che abitano le strade della città, nonché i suoi putridi bassifondi, sfoggiano design originali e ben ispirati, quest’ultime sapranno sorprendervi in varietà e qualità, portando qualcosa di nuovo al già vastissimo bestiario che avete fronteggiato nel gioco originale. Incornicia il tutto un level design da primi della classe, dove ogni corridoio, scalinata o crepaccio è posizionato con maniacale cura che arpiona l’attenzione e dialoga con il nostro istinto di giocatori in maniera chiara e puntuale.

Per chiunque volesse continuare in quel assuefacente mestiere che è la personalizzazione del proprio alterego cinereo, come già accennato, il DLC mette a disposizione nuovi set di armature ed una discreta schiera di brandi ed acciai nonché stregonerie e piromanzie. Notevole l’armamentario dei cavalieri ad anelli che offre anche qualche spunto extra per movimentare il PvP.

Abbiamo lasciato per ultimo il quartetto di spaventosi boss! Se vi pensavate ormai graduati nell’esperienza Dark Souls, professionisti con più nulla da imparare, festanti sui cadaveri di mille demoni sconfitti. Fareste bene a ricredervi, sicché, ciascheduno dei membri di questo poker satanico è stato millimetricamente tarato per rendervi la vita un esercizio detestabile!

Ogni battaglia verge su una tattica ben precisa, e sa essere spietata in un modo completamente nuovo, come se gli sviluppatori si fossero coscientemente ingegnati (è sicuramente andata così… ndr) per non farvi adagiare mai sugli allori dei punti forti della vostra build. Riuscire a padroneggiare ogni animazione, ogni minuscolo frame ed hitbox per emergere vittoriosi da queste bestie infami è croce e delizia di ogni fan che si rispetti e si è chiaramente voluto portare tutto ancora un centimetro più vicino all’estremo, al baratro del “non ce la farò mai”. Vi confermiamo comunque, che, previa esperienza personale, tutti i boss sono battibili anche in solitaria, senza evocare nessuno, con la dovuta pazienza e generose manciate di tempo da perdere.

Metafisica for dummies!

La città ad anelli è dunque un DLC con tutti i crismi, in grado di spingere il conta-ore del titolo una decina di numeri più in là e lasciare il giusto languorino per le portate che verranno… e forse, è proprio questo il vero problema del DLC. Essere il dessert di una gloriosa abbuffata durata più di un lustro e della quale non saremo mai sazi, il piatto conclusivo che ci lascia con la bava alla bocca annessa alla cruda realtà che all’indomani il ristorante chiuderà bottega. Può dunque questa essere considerata una degna, anzi, epica chiusura ad una serie che nell’arco di una gen. e mezza ha sfornato cinque titoli qualitativamente eccelsi nonché un seguito di ammiratori follemente infatuati? La risposta è francamente difficile, e mettendoci nel ruolo di fan, i quali siamo, è giusto domandarci cosa ci avrebbe realmente soddisfatto. Cosa avrebbe placato realmente la nostra fame, il nostro languore da Dark Souls?

Sappiate che giocando La città ad Anelli non avrete un finale vero e proprio alle vicende dell’Anima Oscura, né tantomeno spiegazioni unilaterali sugli avvenimenti ai quali avete assistito. Avete inteso bene, una conclusione aperta, o meglio: interpretabile, come da sempre siamo stati abituati ma che forse, in quest’epilogo nessuno si aspettava. Miyazaki è da sempre un abile tessitore, in grado di gettare fili in tutte le direzioni senza al contempo perdere di vista l’opera nella sua completezza, che il finale preparato per la sua amata creazione sia uno di questi tiranti che finalmente si riavvolge chiarendo il suo significato o un filamento tutto nuovo è difficile da dire con certezza ma anche questa volta, alla concretezza, è stata preferita la filosofia per cui non meravigliatevi se abbattuto il boss finale (sempre ottimo nel gameplay ndr) la prima sensazione a palesarsi sarà uno scocciato “tutto qui?”.

L’essenza di Dark Souls non si può circoscrivere alle sue singole parti, è un meccanismo complesso e ritorto in cui ogni ingranaggio deve funzionare sia indipendentemente che insieme agli altri. “La Città ad Anelli” è l’ennesima dimostrazione di questo design cesellato, studiato a puntino, che torna a brillare grazie a delle buone aggiunte a livello di contenuti, boss spettacolari ed una direzione artistica mesmerizzante. Una decina di ore di ottimo gameplay che valgono il prezzo del biglietto ma che forse potrebbero non risultare del tutto soddisfacenti a chi si aspettava una chiusa più spettacolare, o un punto più netto sulle vicende dell’era del fuoco.
8.5
voto

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