Yo-kai Watch 2 – Recensione

Se il primo Yo-Kai Watch vi era sembrato fin troppo simile, almeno nel concept di base, a Pokémon, ma nel complesso vi era piaciuto, per i suoi personaggi colorati, il design delle creature accattivante e, in generale, per lo stile ormai riconoscibilissimo di Level 5, non temete, abbiamo una notizia per voi: Yo-kai Watch 2 è esattamente lo stesso identico gioco. Purtroppo, come vedremo, non è “esattamente” una buona notizia.

C’È LO ZAMPINO DI UNO YO-KAI…DI NUOVO

Il successo di Yo-kai Watch in patria è stato stratosferico, un vero e proprio fenomeno di massa, che gli ha fatto guadagnare l’appellativo di “Pokémon-killer”: una IP talmente grossa da poter rivaleggiare con la storica serie di mostri Game Freak. Mentre in Giappone i videogiocatori hanno già avuto modo di spolpare il terzo capitolo (senza contare i vari spin-off), noi europei possiamo mettere solo ora le mani su Spiritossi e Polpanime, le due versioni in cui Yo-Kai Watch 2 è stato suddiviso, riprendendo il modello di vendita adottato dalla serie Pokémon. Trattandosi di un seguito diretto, avermo a che fare con luoghi e personaggi già familiari a chi ha potuto apprezzare il primo capitolo, ma come scoprirete, aver precedentemente vissuto o meno Yo-Kai Watch, non rappresenterà un problema, anzi, forse i neo-giocatori si troveranno più comodi a cominciare la loro avventura con questo, rispetto al predecessore.

La storia vede il nostro protagonista, a scelta se ragazzo o ragazza, risvegliarsi un giorno e scoprire di aver dimenticato tutti gli eventi del primo Yo-kai Watch. Tanto per cambiare, abbiamo anche un prologo che ripercorre con precisione maniacale gli eventi che facevano da preludio al predecessore. Il clichè dell’amnesia, ovviamente, serve per reintrodurre i personaggi principali, come Wishper e Jibanyan, consentendo anche ai nuovi arrivati di apprendere le basi del mondo di gioco. Il che funziona, appunto, per i neofiti della serie, meno per i più navigati, che indubbiamente preferirebbero partire subito all’avventura con poche cerimonie (stiamo giocando un SEQUEL dopotutto).

Come avevamo già specificato, Yo-kai Watch 2 è stato pubblicato in due versioni, chiamate Spiritossi e Polpanime. Questa suddivisione non è solo puramente indicativa, ma trova un’applicazione pratica all’interno della storia: nel gioco, infatti, Spiritossi e Polpanime sono i nomi di due fazioni contrapposte nella terra degli Yo-Kai, alla quale potremo fornire il nostro supporto, a seconda della versione che possediamo. Sulle prime, tutto lascerebbe presupporre che sia questo il punto focale della trama; purtroppo, questa sorta di “guerra civile”, dall’apparente importanza che ricopre nella fasi inziali di gioco (con tanto di foreshadowing iniziale legato alla scelta fra due tipi di brioches…seriamente), viene risolta in fretta e con poca soddisfazione, venendo immediatamente relegata nelle retrovie dalla “vera” trama principale, legata ai viaggi temporali e alle avventure fra passato e presente, finalizzato alla scoperta del primo Yo-Kai Watch mai costruito, il Modello Zero. Questa trama, molto semplice col senno di poi, fatica parecchio ad ingranare, rallentata da eventi di dubbia importanza e un mare di sub-quest sulle prime molto gradevoli, ma alla lunga incredibilmente tediose e ripetitive; non aiuta il fatto che si trattino principalmente di fetch quest e, soprattuto, che la loro risoluzione richieda molto backtracking, reso insopportabile dalla presenza di una fastidiosa barra della stamina per la corsa, oppure, in casi estremi, di viaggi in treno lunghi e tediosi, per raggiungere una città diversa (i quali, esattamente come i viaggi normali, non possono essere saltati e richiederanno obbligatoriamente il passaggio in tutte le stazioni intermedie); fortunatamente sarà disponibile più avanti nel gioco un sistema per il teletrasporto fra luoghi chiave (che andranno prima attivati però).
Per avere un primo spiraglio di trama consistente, toccherà aspettare una dozzina di ore, quando ormai ci troveremo a metà avventura, punto che si raggiungerà un po’ a fatica, se non avete la pazienza necessaria. Se non altro, i ragazzi di Level 5 (ma soprattutto, i nostri traduttori e adattatori italiani) sanno come scrivere dei dialoghi accattivanti e divertenti, talmente ben realizzati da riuscire a mettere una leggera pezza all’opprimente pesantezza dei nostri compiti.

La grafica, come ormai ci hanno abituato i Level 5, rappresenta uno dei punti più alti mai raggiunti dal Nintendo 3DS, con modelli poligonali di personaggi e ambienti estremamente vividi e piacevoli da osservare. Inoltre, nonostante l’indubbio sforzo grafico compiuto dalla console, Yo-Kai Watch 2 supporta tranquillamente il 3D stereoscopico senza cali di framerate. Di elevata fattura anche il comparto audio, particolarmente curato con motivetti riconoscibili; tutto questo senza nemmeno contare il doppiaggio in italiano, altra chicca molto gradevole che non molti giochi possono vantare.

SQUADRA CHE “VINCE” NON SI CAMBIA

Purtroppo, le lodi che si potevano riservare a Yo-Kai Watch 2 terminano qui, perchè ora ci tocca parlare del gameplay. Yo-kai Watch 2, da questo punto di vista, è letteralmente identico dal predecessore, una vera e propria copia carbone. Il che, non sarebbe negativo, se il primo Yo-Kai Watch avesse potuto vantare un sistema di gioco perfetto e impeccabile, ma purtroppo non è così.

Anche in questo titolo, dovremo reclutare i diversi Yo-Kai sparsi per il mondo di gioco per arricchire il nostro roster di personaggi “giocabili” (virgolette spiegate a breve), sconfiggendoli in battaglia, oppure completando delle sotto-missioni. Il processo di cattura degli Yo-Kai è rimasto inalterato: dopo averli scovati nascosti fra gli alberi, sotto le auto o in altri luoghi ameni, dovremo affrontarli in battaglia. Durante lo scontro, esiste una piccola probabilità che, terminata la lotta, essi decidano di seguirci ed entrare nel nostro team. Questa percentuale, solitamente molto bassa, può essere aumentata regalando al nemico del cibo; se si tratta del loro pasto preferito, le possibilità che si uniscano a noi dopo lo scontro, saranno molto alte. Il problema, è che non si ha alcuna idea su quale cibo possa funzionare su un determinato Yo-Kai, costringendo il giocatore in un’irritante gara all’indovinello a proprie spese (il gioco non è propriamente generoso con i soldi ottenibili).
Certo, alcune associazioni sono più logiche di altre (gli Yo-Kai dal design orientale gradiranno il cibo giapponese, mentre gli Yo-Kai della razza di Jibanyan vanno matti per il cioccolato, come viene spiegato direttamente dalla trama), ma per tutti gli altri, nessun indizio se non provare e riprovare alla cieca. Sulla carta, questo processo apparirebbe meno irritante di quel che voglio far credere, ma è qui che entra in azione il battle system, il quale sembra appositamente studiato per NON farti reclutare gli Yo-Kai in questa maniera.

Essendo un gioco di ruolo, gran parte del nostro tempo verrà impiegato nelle battaglie: potremo creare il nostro team di 6 Yo-Kai e farli combattere contro i mostri avversari. Le battaglie saranno 3 vs 3 , con il nostro trio selezionabile a rotazione. Tutto questo funziona esattamente come nel primo Yo-Kai Watch e mantiene lo stesso problema di fondo: si tratta di un battle system incredibilmente passivo per il giocatore.
Gli Yo-Kai attaccheranno automaticamente a turno, compiendo liberamente un azione a scelta fra attacco e abilità, senza il nostro minimo input. L’unico modo in cui potremo intervenire, sarà per attivare le tecniche speciali, prendendo parte ad un semplicissimo minigioco, per l’uso degli oggetti, per “purificare” gli Yo-Kai nelle retrovie (ovvero curarli dalle alterazioni di status), oppure per indicare il nemico contro cui focalizzare gli attacchi (poichè, senza la nostra indicazione, i nostri amici attaccheranno randomicamente).
Possiamo capire che, in un titolo indirizzato ai più giovani, si è voluto creare un battle system molto snello ed efficace, tuttavia, questa “auto-battle” sempre attiva, rischia di alienare irrimediabilmente il giocatore “medio” che si ritroverà davanti un prodotto dalle indubbie qualità, ma estremamente insoddisfacente. L’unico modo in cui potremo contribuire all’andazzo di uno scontro è alterando il carattere degli Yo-Kai, attraverso alcuni manuali ottenibili nel gioco, influenzando così le possibilità che eseguano una determinata azione; tuttavia, anche in questo modo, i risultati non saranno per niente assicurati e gli Yo-Kai agiranno sempre di testa loro. Oppure, potremo strategicamente collocare vicini fra di loro degli Yo-Kai appartenenti alla stessa categoria, ottenendo così un bonus alle loro caratteristiche, ma farlo o meno sarà ininfluente per uscire vincitori dalle battaglie.

Difatti, anche tenendo a mente il target medio, bisogna sottolineare che Yo-Kai Watch 2 è veramente molto semplice: la difficoltà resterà tarata sul basso per gran parte del gioco principale, con un minimo di accortezza richiesta solo durante le battaglie boss, oppure quando si affrontano nemici segreti più potenti del normale. Durante le battaglie regolari, i vostri Yo-Kai faranno rapidamente piazza pulita dei nemici, prima che possiate compiere qualsiasi azione.
E qui ci ricolleghiamo al problema citato prima: se per aumentare le probabilità di successo nel reclutamento di uno Yo-Kai nemico, dovrete dargli da mangiare (cercando di indovinare nel frattempo il suo cibo preferito), nel tempo che impiegherete per selezionare l’oggetto da usare, la battaglia sarà bella che terminata, tale è il divario di forza che contraddistinguerà gran parte dei vostri scontri.

Fortunatamente, a scuotere un pò la monotonia generale, fra battaglie e sottomissioni, cerca di dare il suo contributo “L’Ora del Terrore”, un evento randomico nel quale verrete invasi da un gran numero di spiriti ostili, dai quali dovrete nascondervi, finchè non apparirà una via d’uscita per tornare nel mondo reale; durante questa fase “stealth”, potrete raccogliere delle speciali sfere le quali, alla fine di questo evento, andranno a riempire un apposito indicatore per valutare la rarità del vostro premio di sopravvivenza. Si tratta, nel complesso, di una buona distrazione dalle lunghe e tediose fetch quest, oltre ad essere la base di un carinissimo minigioco multigiocatore in stile rougelike, che vede voi, insieme ai vostri amici, affrontare l’Ora del Terrore nelle vesti di Yo-Kai, collaborando insieme per sconfiggere i nemici.
Questa modalità multiplayer, insieme alle classiche lotte online, erano inizialmente assenti nel primo Yo-Kai Watch, quindi la loro inclusione nel seguito, soprattutto ora che è stata abbracciata la divisione in due versioni, è decisamente ben accetta, in grado di offrire un buon livello di rigiocabilità, sempre se si hanno amici con cui giocare, altrimenti dovrete accontentarvi della longevità classica, all’incirca di 25 ore, senza contare i vari extra.

 

In conclusione, Yo-Kai Watch 2 rappresenta, per la maggior parte, una copia esatta del primo episodio, nel bene, ma anche nel male. Il mondo di gioco è realizzato con la solita cura che porta con sè il marchio Level 5, i mostri Yo-Kai sono creativi e degni di attenzione, ma il battle system, rimasto invariato nel cambio generazionale, è ancora estremamente passivo e incapace di regalare al giocatore la benchè minima soddisfazione. Le quest, monotone e ripetitive, vi faranno rapidamente perdere di interesse, appesantite da concetti come la barra della stamina e i viaggi in treno, che si potevano tranquillamente rendere meno invasivi. Alcune meccaniche inoltre, specialmente legate al reclutamento degli Yo-Kai, funzionano molto male con questo sistema di combattimento. E nonostante tutti questi difetti, è impossibile non notare la cura e il dettaglio con cui è stato realizzato tutto il resto, come la grafica, i dialoghi e il comparto multiplayer. Si tratta tutto sommato di un buon titolo, ma in serio bisogno di qualche revisione per il futuro. E non serve uno Yo-Kai Watch per vederlo.
6.5
voto

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