Intervista a Marcello Casavecchia : comics, gioventù e voglia di vincere

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Gioventù italiana. La gioventù italiana che si batte, che fa leva sui gomiti, che vuole emergere da un abisso fatto di confusione, burocrazia, invidia, tasse, gelosie e chissà cos’altro. Ce n’è tanta di questa gioventù che si ostina a combattere, a reagire alla crisi che da tempo attanaglia il Belpaese. E vince. Ci riesce. Ce la fa. Seppur non senza fatica… A Roma incontriamo Marcello Casavecchia, un ragazzo che nutre fiducia in sé e nell’Italia che (r)esiste. Un’Italia degli anni ’10, che soffre ma che resta in piedi.

S.L.: Grazie per aver accettato l’intervista! Ci dici chi sei, cosa fai e… Come sei arrivato a fare quello che fai? Ma soprattutto… e perché hai scelto di restare in Italia, a farlo, e quindi di investire nel Belpaese?

Marcello Casavecchia: Ciao a tutti mi chiamo Marcello ho 32 anni e gestisco una libreria specializzata in fumetti più nota come fumetteria. Sono arrivato a gestire la fumetteria un po’ per caso, leggere fumetti è sempre stato una mia passione fin da bambino, quindi avevo sempre visto le fumetterie come un posto in cui poter leggere tutto quello che avrei voluto, lavorando quindi su un qualcosa che più di un lavoro sarebbe stato una passione! In un periodo in cui tra una cosa e l’altra mi sono scontrato con il non è essere portato per gli studi e il cercare lavoro, provandone alcuni, mi sono imbattuto in un annuncio di vendita di questa attività. Quindi grazie anche all’aiuto del precedente proprietario ho iniziato ad entrare in questo mondo. Alla fine potrei dire che ho deciso di restare in Italia un po’ per caso e un po’ perché comunque, avendo sempre vissuto qui, separarsi da famiglia ed amici non sarebbe stato facilissimo…

S.L.: Credo sia un sogno di tutti i bambini – almeno dei bambini degli anni ’90 – poter avere accesso, sempre e comunque, a tutto ciò che gravita nel mondo dei comics (che sia stampato in Italia): com’è in realtà? Crisi del settore a parte, intendo… Come la si vive?

Marcello Casavecchia: Come ho già detto era un sogno anche mio, anche perché senza un minimo di passione, almeno secondo me, è un lavoro complicato da fare. Ovviamente il poter leggere tutto quello che si vorrebbe ha dei grossi limiti, soprattutto a livello di tempistiche, io ad esempio ho deciso di leggere ogni numero 1 che arriva in fumetteria quanto meno per sapere di cosa parla, quindi a volte mi ritrovo senza tempo per leggere quello che leggevo prima, anche perché grazie ai numeri 1 ho trovato altre cose potenzialmente belle che magari non conoscevo. Alla fine io personalmente leggo veramente tante cose, forse un po’ troppe. Per me quindi è un lavoro bello da fare, anche perché si instaura anche un bel rapporto con i clienti con cui c’è sempre qualche opinione o consiglio da condividere (da ambo le parti).

S.L.: Molti editori, nel corso dell’ultimo decennio, hanno abbracciato una linea editoriale che inserisce, nel loro catalogo, la pubblicazione di graphic novel – straniere, per lo più. Ma anche l’Italia dice la Sua (penso a prodotti come “Kobane Calling ” di Zero Calcare). Adesso però, la distribuzione dei volumi “a fumetti”, non è prerogativa del solo circuito delle librerie specializzate, dove essi erano considerati, impropriamente, prodotti “di nicchia” o comunque ad appannaggio di un target preciso. Quest’evoluzione secondo te chi ha penalizzato – sempre ammesso che abbia penalizzato qualcuno, poi – nella “catena alimentare” del fumetto?

Marcello Casavecchia: Il fumetto nell’ultimo periodo è stato notevolmente “sdoganato”: l’arrivo in librerie generiche non è recentissimo… La cosa che ha smosso il mercato delle graphic novel italiane, secondo me, è stata la creazione di eventi esclusivi con disegnatori e sceneggiatori che presentavano il loro lavoro, cosa che attira molti appassionati e probabilmente incuriosisce persone che non conosco molto del mondo fumettistico. Quindi l’arrivo in libreria non credo abbia danneggiato nessuno, anzi, probabilmente ha ampliato un mercato che comunque resta di nicchia anche se forse uno dei più espansi. Dal canto nostro, essendo librerie specializzate, abbiamo accesso ad una scelta più ampia, e in molti casi una conoscenza più approfondita della materia rispetto ad una libreria media: questo implica che sicuramente la libreria venderà più copie di graphic novel molto pubblicizzate, tipo appunto Kobane Calling, però noi possiamo anche consigliare molto materiale che magari non viene pubblicizzato e quindi è sconosciuto ai più! Diciamo quindi che alla fine c’è una diversa attenzione al cliente, oltre soprattutto il vendere i volumi a cadenza periodica che è la più grande fetta del nostro mercato e di cui le librerie classiche si curano poco.

S.L.: Ultima domanda: come vedi il futuro dell’editoria a fumetti in Italia?

Marcello Casavecchia: Prima di iniziare a lavorare in fumetteria credevo che fosse un mercato destinato a morire soprattutto per la grande diffusione e quantità che hanno le edizioni elettroniche sia ufficiali che non, adesso credo che il lettore medio sia comunque affezionato ad avere il fumetto in mano e sfogliarlo. Secondo me quindi finché ci sarà gente che comprerà il prodotto finito, il mercato andrà avanti senza particolari problemi.

S.L.: Grazie di nuovo per l’intervista, Marcello!

Stefano Labbia
Stefano Labbia, classe 1984, è un giovane autore italiano di origine brasiliana. Nato nella Capitale d'Italia, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, “Gli Orari del Cuore”, nel 2016 per Casa Editrice Leonida cui è seguita la sua seconda silloge poetica dal titolo "I Giardini Incantati" (Talos Edizioni), l'anno successivo. Il suo romanzo "Piccole Vite Infelici" (Elison Publishing) ha vinto il Premio Elison 2017 - miglior romanzo inedito. Nel 2018 uscirà una raccolta di racconti, "Bingo Bongo & altre storie" (Il Faggio Edizioni), "Vivo!" (PubMe - Collana "Il Piacere di Scrivere") e per LFA Publisher, la sua prima graphic novel da autore e sceneggiatore dal titolo "Killer Loop'S".

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