Table Top Racing: World Tour – Recensione

Prima di iniziare a parlare di Table Top Racing World Tour, che ho testato nella recente versione per Xbox One, bisogna subito definire un dogma: Mario Kart è unico ed inimitabile. Perchè dico questo? Perchè TTRWT potrebbe essere definito come un erede spirituale della saga di corse creata dalla Grande N, ma scordatevi che si possa anche lontanamente avvicinare alla sua fonte di ispirazione. Quindi, vale la pena investire 14,99 euro questo gioco? Scopriamolo assieme.

https://www.youtube.com/watch?v=QJtv59NVns0

Micro-macchinine alla riscossa

Avevo già avuto la possibilità di giocare a TTR su PS4 e non mi aveva molto colpito. Divertente, ma poco longevo, anche troppo semplice. La versione World Tour ho avuto l’occasione di testarla adesso su Xbox One e devo dire che inizialmente ho avuto la stessa sensazione provata giocando con la verisone PS4. In sostanza si tratta sempre del solito gioco di corse con macchinine stile Micromachines con una modalità di gara simile a Mario Kart. Ma le similitudini purtroppo finiscono presto, soprattutto per quel che riguarda il sistema di guida. Tanto Mario Kart è appassionante e vario, quanto TTRWT dopo un po’ di gare diventa piatto e quasi monotono. Questo dipende dal sistema di guida che, per chi è abituato sia a giocare a simulatori “seri” che a quelli arcade, risulta troppo semplificato per regalarci qualche brivido. Le macchine danno la netta impressione di muoversi, non di correre sulla pista. I controlli rispondono in maniera troppo lineare, anche durante le gare di drift, rendendo ogni gara una semplice routine. Le macchine possono essere potenziate, irrobustite, dotate di sistema di difesa ed offesa passivi, ma alla fine quello che conta è la loro reattività in pista. E quella purtroppo manca, e per me questo rappresenta un grosso handicap. Giocare ad un gioco arcade vuol dire avere un livello di maneggevolezza diverso, più reattivo ed anche imprevedibile rispetto ad una simulazione classica, ma questo in TTRWT è totalmente carente.

Gare, gare ed ancora gare

Quello che non manca sicuramente in TTRWT è sicuramente la varietà delle gare e dei campionati nei quali possiamo correre, così come le modalità di gara. La loro grande varietà, ampliata nella versione World Tour, rende il gioco molto longevo e vario. Anche il numero di vetture disponibili è ampio, ognuna con le proprie caratteristiche. Come “entry level” potremo scegliere solo tra poche vetture, ognuna con un bilanciamento diverso di accelerazione, velocità e maneggevolezza, ma vincendo gare e campionati, potremo sbloccare macchine di categoria superiore. Per fare ciò servono crediti, che otterremo nelle varie gare, sia piazzandoci nelle prime posizioni, sia utilizzando i bonus offensivi presenti nelle piste. Proprio come il pluricitato Mario Kart, in determinati punti della pista (ma non in tutte le modalità di gioco previste) potremo raccogliere dei bonus come missili, missili teleguidati, spargiacido, mine ed altre amenità, che potremo usare contro i nostri avversari. Questo servirà ovviamente a rallentarli, ma anche loro potranno fare lo stesso. Un elemento molto penalizzante e frustrante è legato agli urti con le altre macchine in pista, che ci faranno perdere di botto velocità e conseguentemente posti in classifica. La parte frustrante è quando colpiamo un avversario davanti a noi, quello si blocca nel mezzo alla pista, noi lo urtiamo involontariamente e gli altri corridori ci sfrecciano di lato, costringendoci a difficili rimonte.

Diamogli credito

Poiché per sbloccare nuove macchine e modifiche al nostro mezzo ci vogliono, come dicevo, crediti, molti crediti, a volte troppi crediti, il modo per poterne accumulare un bel gruzzoletto è giocare più e più volte i vari circuiti, piazzarsi in prima posizione e poi giocare ancora. Un po’ come l’xp-farming, TTRWT ci costringe a correre per un sacco di volte le solite gare per arricchirci. Questo fa si che un gioco, il quale si potrebbe tranquillamente terminare in una decina d’ore, magari venti per i corridori meno esperti, risulti comunque molto più longevo del previsto. Purtroppo questo lo vedo un po’ come un allungare la minestra: imporre ai giocatori l’obbligo di rigiocare gare già vinte solo per incrementare il loro patrimonio non è proprio un granchè.

Per arricchirsi ulteriormente c’è la possibilità di correre degli eventi speciali, predefiniti, nei quali dovremo utilizzare dei vicoli specifici in gare impostate. Seppur siano divertenti, in essi ho trovato un livello di difficoltà un po’ troppo elevato rispetto ai campionati ufficiali, che invece risultano anche troppo semplici da completare in prima posizione.

Ogni gara di campionato ci fa accumulare, oltre ai crediti, anche delle stelle, tre per ognuna, che ci permetteranno di sbloccare i campionati successivi. Le gare sono di varia tipologia e questo regala un po’ di varietà a TTRWT. Ci sono gare dove da padrona la farà l’utilizzo accorto degli “speed-up” per battere un tempo prestabilito, gare ad eliminazione dove ad ogni giro viene eliminato l’ultimo fintanto che come in Highlander, non ne resterà che un pilota. Ci sono poi gare senza power-up, dove solo la nostra abilità nella guida ci permetterà di arrivare primi, oppure gare di drift dove dovremo fare quante più derapate possibili per aumentare il nostro punteggio finale.

Per queste gare possiamo montare delle gomme speciali, ma anche tipi di gomme sono disponibili al negozio. Tutte hanno le loro particolarità ed ovviamente il loro prezzo, ma una volta montate potremo avere dei comodi speroni laterali per bloccare gli altri piloti, ma anche delle gomme da “magnaccia” che invece ci faranno guadagnare più crediti in gara.

Graficamente TTRWT è ben realizzato, le piste sono ben disegnate e impreziosite di particolari molto divertenti. Ad esempio la pista nella camera giochi è piena di memorabilia del passato, tra le quali spicca un Simon o alcune scatole di giochi da tavolo che scimmiottano i grandi classici.

Table Top Racing World Tour è un gioco che non riesce a mettere assieme l'aspetto grafico con quello ludico. Quanto sono accattivanti i modelli delle auto e il design delle piste, tanto il modello di guida risulta di una mediocrità abissale. Le macchine non si guidano, si muovono lungo le piste, la sensazione di velocità è pressoché inesistente e non si prova alcun brivido ad affrontare i circuiti. E' uno di quei giochi che vanno bene come riempimento, ovvero da utilizzare mentre ne stiamo scaricando un altro o quando abbiamo voglia di giocare per qualche minuto senza impegno. Il suo pregio maggiore è sicuramente il prezzo contenuto, ma se volete un gioco di guida arcade appassionante, cercatelo da un'altra parte.
6
voto

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