NieR: Automata – Recensione

Tutti i giocatori più anziani (come il sottoscritto) ricorderanno quanto un decennio fa il mercato fosse dominato totalmente dagli sviluppatori asiatici. Per mettere le mani su di un titolo che attualmente definiremmo “a tripla A” era necessario attendere settimane, se non mesi, rispetto all’uscita del titolo nel Sol Levante. A oggi, invece, la situazione si è completamente ribaltata, portando a galla il talento di sviluppatori occidentali che preferiscono lanciare le proprie produzioni prima nel vecchio continente e negli stati uniti e solo successivamente in Giappone e nel resto dell’Asia. Negli ultimi tempi, invece, la situazione sembra ribaltarsi nuovamente, dando spazio a sviluppatori noti e meno noti che stanno realizzando delle produzioni decisamente all’avanguardia che fanno l’occhiolino a degli stereotipi e dei classici nipponici.

Scritto e diretto da Yoko Taro, noto per Drakengard e il precedente capitolo NieR, in NieR: Automata l’umanità è stata decimata dalla battaglia contro l’esercito di macchine e costretta a trovare rifuglio sulla Luna, divenuta un luogo pullulante di vita e prosperità. Nonostante ciò, però, gli umani hanno deciso di riprovare ad attaccare l’esercito delle macchine e riconquistare la terra cacciando gli invasori. Per riconquistare la Terra gli umani hanno deciso di puntare tutto su di un gruppo di androidi (denominato squadra YoRHa) che, a differenza delle macchine, hanno volontariamente rinnegato qualsiasi tipo di emozione e qualsiasi nome, divenendo quindi dei veri e propri “oggetti da guerra”. Nelle prime fasi di gioco vestiremo i panni dell’androide 2B che, successivamente, sarà affiancato dall’androide 9S che, a differenza dell’altro, presenta una spiccata emotività e un silenzioso desiderio di tornare a esprimersi e vivere la vita degli altri esseri umani. Nonostante la trama inizialmente possa sembrare incasinata e priva di qualsiasi filo logico, procedendo nel gioco è possibile comprendere quanto NieR: Automata sia in realtà un susseguirsi di emozioni, di dialoghi profondi e scritti con somma maestria, ma soprattutto numerosi spunti di riflessione. Vista la presenza di molteplici finali, è necessario completare il gioco più volte per potersi fare un’idea completa sui diversi personaggi e per ottenere un quadro più completo dello scenario narrativo di NieR: Automata. La cosa bella, inoltre, è che seguendo percorsi narrativi diversi tra loro avrete la possibilità di assistere di volta in volta a nuove cut-scene evitando quell’effetto di “deja-vù” che si presenta facilmente in questo tipo di situazioni.

Alla diversificazione dei personaggi del gioco, inoltre, segue una diversificazione dei loro stili di combattimento: per esempio 2B presenta uno stile di combattimento molto più frenetico e devastante rispetto a quello di 9S che, per la sua indole pacata, si presenta come un personaggio estremamente tattico. Insomma, giusto per tirare le somme, ogni minuto di gioco  di NieR: Automata  e ogni scena di intermezzo vi permettono di entrare in empatia con il personaggio controllato, capirne meglio la personalità e, in alcuni casi, arrivare pure a compatirli.

Profondo, emozionante e…ignorante

Per chi non lo sapesse, a sviluppare NieR: Automata ci ha pensato il team di Platinum Games, noto negli ultimi anni al pubblico per titoli come Metal Gear: Rising, MadWorld e la serie Bayonetta.

Come da prassi, quindi, anche NieR: Automata è un titolo in cui la frenesia e l’adrenalina la fanno da padroni, mentre una grande quantità di sangue e inquadrature osé sui personaggi (ovviamente di sesso femminile) condiscono le varie scene di gioco. Nonostante l’enorme frenesia del gameplay, però, NieR: Automata è un titolo che  sebbene offra mappe con percorsi abbastanza guidati, non sono del tutto assenti sentieri alternativi o aree sopraelevate raggiungibili solo grazie all’uso dell’astuziona e dell’intuito. Nel volersi concentrare sulla realizzazione di un’esperienza di gioco dinamica, però, gli sviluppatori hanno trascurato la realizzazione di alcuni ambienti di gioco che si presentano molto più spogli e grezzi rispetto ad altri. Il risultato, comunque, è un prodotto gradevole che permette al giocatore di vivere alcuni momenti di frenesia estremi, grazie soprattutto a un variegato sistema di combattimento che consente molteplici approcci alla battaglia. Oltre a una corposa quantità di attacchi corpo a corpo, NieR: Automata non snobba i combattimenti con le armi da fuoco ricchi, come sempre, di esplosioni ed effetti speciali realizzati con una cura eccezionale. Come di consueto nei titoli d’azione, anche in NieR: Automata i giocatori hanno la possibilità di padroneggiare un vasto equipaggiamento di armi che include, tra le varie opzioni spade, spadoni, asce. Non manca inoltre un sistema di crescita del proprio personaggio (attraverso dei chip) che, similmente a quanto accade in altri titoli, può apprendere nuove abilità oppure migliorare quelle in suo possesso. Il risultato dell’evoluzione del proprio personaggio è ovviamente una maggiore velocità nei duelli e la possibilità di eseguire azioni sempre più spettacolari, soprattutto se eseguite in seguito alla deviazione o alla parata di un colpo dell’avversario. NieR: Automata permette inoltre di aggiungere nuove voci all’HUD del proprio combattimento, facendo così comparire a schermo nuove informazioni circa i nemici, come hp e livello di esperienza.

Al contrario di quanto accade con i nemici “comuni”, contro i Boss di fine livello NieR: Automata richiede che venga applicata un minimo di strategia e di criterio negli attacchi in quanto una pressione casuale dei tasti non farà altro che condurvi a un immediato gameover. Il Gameover in NieR: Automata ricorda sommariamente quello visto in titoli come Dark Souls o Bloodborne in quanto, una volta morto il proprio personaggio, sarà indispensabile ritornare a recuperare il suo corpo per non perdere tutti i chip di gioco acquisiti, ma sarà a questo punto del gioco che sarete obbligati a fare di volta in volta una scelta che preferiamo non svelarvi, ma vi anticipiamo solamente che POTRESTE decidere di trovare un fido alleato…

Menzione particolare merita il comparto sonoro di NieR: Automata. Nel corso delle diverse missioni ma soprattutto delle cut-scene sentirete in sottofondo una colonna sonora di qualità sopraffina che vi permetterà di calarvi completamente nella situazione di gioco, grazie a un ritmo dinamico durante i combattimenti e brani estremamente soft nelle situazioni in cui gli androidi cercheranno di esprimere i propri sentimenti. Non manca ovviamente un doppiaggio del gioco di ottima fattura in lingua inglese o giapponese, mentre a farvi compagnia ci saranno i consueti sottotitoli in lingua italiana.

Saremmo voluti restare ore e ore a scrivere di NieR: Automata ma siamo sicuri che non saremmo riusciti a completare questo articolo entro un tempo rispettabile e comunque ci sembra profondamente ingiusto non lasciarvi la possibilità di scoprire da soli alcune meraviglie di cui è ricco il gioco. Pur trattandosi di un titolo action, NieR: Automata presenta una profondità e uno spessore narrativo fuori dal comune che viene espresso soprattutto attraverso le numerose cut-scene di cui è ricco il gioco e dalla colonna sonora composte da Keiichi Okabe. Ci sembra infine ingiusto soffermarci a parlare dei difetti del gioco in quanto ininfluenti ai fini del giudizio sul gioco che, sinceramente, ci è sembrato realizzato in maniera sublime. Da comprare.
9
voto

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