Torment: Tides of Numenera – Recensione

Nel 2013 la campagna Kickstarter lanciata da inXile fu completamente finanziata nel giro di sei ore, e al termine arrivò a raccogliere la strabiliante somma di 4 milioni di dollari,  questo per far capire quanto fosse l’attesa relativa a questo titolo. Prima fu previsto per il 2014, ma solo adesso è stato finalmente pubblicato sia per PC che per console.

Ma sarà valsa la pena aver investito soldi in questo titolo, oppure investirli adesso? Scopriamolo assieme.

Caduta libera

Torment: Tides of Numenera (che da ora in poi sarà più semplicemente T:ToN) è il seguito spirituale di un gioco del 1999, Planescape: Torment, pubblicato da Interplay e sviluppato da Black Isle Studios, gruppo famoso per aver dato alla luce capolavori universalmente riconosciuti come i primi due Baldur’s Gate. All’interno del nuovo gruppo di sviluppo inXile si ritrovano nomi conosciuti, primo fra tutti Brian Fargo, ovvero il fondatore di Interplay.

TTON inizia con una lunga caduta del protagonista, ovvero il nostro alter ego, The Last Castoff e con una altrettanto lunga narrazione scritta che ci introduce al Nono Mondo, l’ambiente in qui si svolgerà tutta la nostra avventura. Questo primo assaggio di narrazione ci prepara anche a quello che è lo spirito del gioco. Pagine e pagine di testo scorreranno davanti ai nostri occhi per tutta la durata di TTON. Quindi non vi aspettate un action Rpg alla Diablo, nonostante l’impostazione grafica similare. Qua la verbosità la fa da padrona, non lascia scampo. E’ bene dare subito questa avvertenza, poiché molti potrebbero rimanere sconcertati nel trovarsi tra le mani un emulo digitale dei vecchi Libro-Game. Sono molte le scelte da fare durante la lunga avventura del nostro The Last Castoff,  ed è per questo che ho impiegato molto tempo prima di iniziare a scrivere di T:ToN. Non è un gioco che si può valutare al primo sguardo, va approfondito, sviscerato, assaporato, proprio come accade con un buon libro e valutato solo alla fine dell’ultimo capitolo.

Agire o interagire?

Lo sviluppo della trama di gioco è molto lineare, ma non per questo meno interessante, soprattutto considerando anche le numerose side-quest e le numerose scelte da compiere che ampliano il gameplay. L’interazione con i personaggi, i dialoghi, la possibilità di risolvere una “crisi” improvvisa con modalità diverse mi hanno affascinato. Le fasi di combattimento non sono preponderanti nel corso del gioco, anzi molte volte ho trovato molta più soddisfazione nel risolvere un conflitto senza ricorrere alla violenza, ma all’intelligenza e alla persuasione. Le regole di gioco di T:ToN sono essenzialmente quelle sviluppate da Monte Cook per la versione da tavolo di Numenera, con le stesse classi, allineamenti e il sistema delle “Tides” ovvero le reazioni degli NPC rispetto alle nostre scelte. La parte più debole di tutto l’impianto è invece il sistema di combattimento, che dimostra una certa superficialità confrontato con tutto il resto. La cosa positiva in tutto ciò è che, come dicevo poc’anzi, difficilmente saremo chiamati a cimentarci in scontri, potendoli evitare con strategie diverse.

Forgiare il carattere

Quando ci si immerge nel mondo di Numenera la sensazione di vivere un RPG “old-style” è molto forte, e i rimandi a Planescape sono molteplici. Quello che era un punto di forza dell’originale Torment viene ancor di più amplificato, ovvero la caratterizzazione dei personaggi. Questo proprio grazie alla estesa narrazione testuale che porta a immergerci nell’azione, nelle dinamiche che governano questo mondo futuristico dalle sfumature medievali. Il nostro The Last Castoff, per la sua natura di immortale che cerca di recuperare la propria memoria perduta, funge da attrattore di altri personaggi che saranno i nostri compagni di avventura. Durante il cammino attraverso la storia di TtoN avremo la possibilità di reclutare alcuni di essi, che saranno fondamentali per lo sviluppo del gioco.

L’utilizzo di Unity e del motore di gioco di Pillars of Enernity rendono gli ambienti di TToN molto realistici, nella loro visuale 2,5d isometrica, anche se tutto è comunque precalcolato. La versione Xbox One che ho testato ha un po’ di problemi di carattere tecnico. Sporadici e immotivati rallentamenti, blocchi del gioco con conseguente perdita di salvataggi e anche un font troppo piccolo che obbliga a stare troppo vicini al televisore, soprattutto se si ha una misura superiore ai 40 pollici.

 

 

Torment: Tides of Numenera è un RPG che attinge a piene mani da un glorioso passato, cercando di innovarsi, ma non riuscendoci a pieno. Sono sempre stato un grande fan delle spiegazioni testuali, ma l'eccessiva verbosità di quelle presenti in T:ToN potrebbe far propendere un probabile acquirente di nuova generazione verso titoli più “action”. Giocare a T:ToN è un po' come leggere un libro ed interagire con esso, con il complemento di una parte grafica interessante e una modalità di combattimento invece insoddisfacente. Posso tranquillamente consigliare T:ToN a chi non ha paura di imbarcarsi in una avventura che seppur non lunga, è sicuramente impegnativa cerebralmente, ricca di ottimi spunti, ma debole su alcuni aspetti tecnici.
7.5
voto

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