Danganronpa 1.2 Reload – Recensione

Spike Chunsoft preme finalmente l’acceleratore e grazie a NIS America e a Kochmedia oggi possiamo vantare una versione europea per PlayStation 4 di Danganronpa 1.2 Reload. Perché “finalmente”? A volte più semplice sorvolare su certi dettagli, ma forse è giusto fare una breve lezione di storia videoludica a chi ci sta leggendo. La serie visual novel Danganronpa nasce in Giappone e viene pubblicata inizialmente su PlayStation Portable, riscuotendo un successo senza precedenti. A seguire il primo capitolo, quasi a rotta di collo, arriva un sequel altrettanto di valore, mentre in Europa le avventure testuali giapponesi potevamo solo apprezzarle col binocolo. Fatto sta che GRAZIE AL CIELO i tempi son cambiati, e oggi oltre ad annoverare grandi esponenti del genere come Steins;Gate sul listino in lingua inglese delle console nostrane, anche Danganronpa – dopo un popolarissimo passaggio su PS Vita – può essere sbandierato con orgoglio, quasi a dare un addio ai tempi bui in cui le localizzazioni di titoli prettamente testuali era solamente un sogno per pochi.

E che gioco, signori. Che avventura! Danganronpa è una serie che mette le radici nella narrativa “survival game”, dove la vita dei protagonisti corre sul filo del rasoio di situazioni fuori di testa e surreali. La critica sociale si fa serrata, mentre la direzione artistica e la colonna sonora al vetriolo non posso che aggiungere carne al fuoco a quello che, ad oggi, può essere tranquillamente definito come uno dei migliori esponenti del genere. Che si vesta il ruolo dello studente Makoto Naegi nel primo episodio o del suo “emulo” nel secondo, una cosa è certa: ci sarà da ridere. Per non piangere, ovviamente, visto che il mix narrativo non risparmia proprio nessuno: dagli amanti del thriller, fino a chi si strugge per drammi strappalacrime. Danganronpa è una vera e propria mosca bianca in un contesto creativo in cui, molto spesso, gli sceneggiatori giapponesi si dimostrano pavidi e senza idee. Trattandosi dell’ennesimo porting dell’avventura – passata, come menzionato in precedenza, sia su PS Vita che su PC Steam -, sarebbe inutile introdurre i fatti salienti della storia dei due capitoli inclusi in questa collection, ma sappiate che chi vorrà addentrarsi nel gioco del tenero (e grottesco) orsetto meccanico Monokuma che appare sulla copertina, dovrà presto fare la conoscenza con un cast di personaggi sopra le righe, ognuno incarnante una qualità essenziale in un campo specifico. Gli studenti sono chiamati a uccidersi come nel più classico “Battle Royale” (non parlatemi del manga, per favore, mi riferisco ovviamente al film), ma c’è un twist: solamente chi saprà commettere “il delitto perfetto”, senza farsi scoprire dagli altri studenti, potrà essere “promosso” e quindi sottrarsi ad un destino di sofferenza.

In tal senso, le meccaniche che contraddistinguono i due capitoli sono pressoché le medesime. Il gameplay è diviso in fasi narrative all’acqua di rose, seguendo il più classico format da visual novel che vede box testuali e illustrazioni raffiguranti i personaggi interpellati; si passa quindi alla parte esplorativa in prima persona, dove interagendo con alcuni punti dello scenario è possibile investigare e raccogliere prove per poi, infine, sfidarsi in un susseguirsi di mini-giochi fuori di testa durante “il processo”. Individuare il colpevole di ogni caso non sarà solo un gioco di logica e deduzione, ma anche un modo per allenare il proprio ritmo, i riflessi e la coordinazione mano-occhio in un mix di divertentissimi (con alcune riserve, ovviamente) espedienti che mischiano la ricerca della verità ad un vero e proprio titolo arcade, dove le parole sono proiettili e le parole chiavi corrette sono le uniche in grado di “perforare” le menzogne, o le convinzioni degli stanti. La conversione PlayStation 4 deriva direttamente da quella apparsa su PC Steam, e a parte qualche sbavatura sugli asset 2D (non tutte le illustrazioni sono state adattate alla risoluzione 1080p) e qualche sporadica linea di testo non tradotta, il tutto scorre esattamente come ricordavo, extra inclusi. C’è poco da dire, infine, sul meraviglioso lavoro svolto da character designer e direttore artistico per quanto riguarda la veste estetica di questa avventura: se l’omicidio diventa “pop” e il sangue rosa fluo, allora ogni convenzione del genere giallo non può che essere sovvertita, rielaborata, filtrata dagli occhi a mandorla e vomitata in un susseguirsi di ambientazioni surreali, situazioni al limite del credibile e una sfilata di personaggi sicuramente caricaturali, ma altrettanto amabili e sinceri nel loro sfoggio di ideali. E c’è anche tempo per qualche riflessione ben più amara di quanto possa far intuire la colorata veste estetica…Alcuni asset 2D sfigurano di fronte alla beltà dei 1080p.

Danganronpa 1.2 Reload è un’ottima occasione per fare pace col genere visual novel o addirittura farne la conoscenza. Non si tratta di un’avventura investigativa convenzionale, ma di un vero e proprio viaggio andata-ritorno in un mondo spregiudicato, dalle tinte acide e dalle situazioni grottesche, abitato da personaggi iconici e fuori di testa. Fatevi un favore, specie se in passato avete fatto un pensierino riguardo a questa serie: fatelo vostro a tutti i costi.
8.9
voto

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.