Hellion – Anteprima (Early Access)

Giocare con dei titoli in Early Access per me ha sempre dei risvolti masochistici. Con Hellion, il nuovo survival horror con ambientazione spaziale rilasciato su Steam da Zero Gravity Games, questa sensazione si acuisce e non di poco. Vediamo il perché.

Spazio alla solitudine

La prima cosa importante da segnalare di Hellion è che esso va giocato solo ed esclusivamente online, non esiste una modalità “solo”, per cui il primo grande scoglio che ho incontrato è trovare dei server pubblici che fossero stabili. Questo è avvenuto solo dopo molti, troppi tentativi. E’ vero che il gioco è in Early Access, ma non potersi connettere per molti minuti o essere disconnessi improvvisamente, non rende certo piacevole l’approccio con il gioco. Dopo la prima settimana di tentativi sono finalmente riuscito ad avere una connessione stabile. Peccato che nonostante ci fossero molti giocatori presenti all’interno del server, non abbia avuto mai l’occasione di incontrarne un altro durante le mie fasi di esplorazione. Questo al momento rappresenta sicuramente un limite, visto che la sola esplorazione e l’interazione con l’ambiente risultano a breve abbastanza noiose e ripetitive, poiché si stenta a comprendere il senso del gioco.

Trial and errors ad libitum

Il gioco ci fa incarnare in un clone che si risveglia all’interno di una camera criogenica e che deve esplorare una gigantesca nave spaziale. Per fare questo dovremo imparare a nostre spese, con successivi tentativi e relative morti, come fare a sopravvivere in un ambiente ostile, vuoto, freddo, senza alcun aiuto. Ho quindi imparato a indossare subito la tuta e il casco protettivi, dopo essere malamente deceduto per la mancanza di ossigeno. Ho dovuto anche imparare a muovermi nello spazio a zero-G, utilizzando il jetpack. La simulazione si avvicina moltissimo a quanto visto ad esempio nel film Gravity, con tutte le complicanze di spostarsi in uno spazio a tre dimensioni, calcolando alla perfezione sia le accelerazioni che le decelerazioni, per non rischiare di rimbalzare contro le pareti e finire nello spazio infinito. Hellion è un gioco che non fa sconti, che non perdona assolutamente ogni errore, che non gratifica il giocatore, ma lo mette al centro di un ambiente che lo porta all’estremo il concetto di “survival”.

Sopravvivenza, ultima frontiera

Per sopravvivere dovremo recuperare elementi fondamentali e combinarli tra loro, dovremo fare attenzione ad utilizzare correttamente gli “airlock”, perché essi non sono automatizzati. Questo sta a significare che se non compiamo in sequenza le azioni di chiusura ed apertura dei vari compartimenti, rischieremo di essere proiettati nello spazio senza alcun preavviso, e sarà impossibile ritornare in salvo con il solo jetpack. Hellion è un gioco che non perdona, nel quale ogni nostra mossa dovrà essere calcolata e pianificata con attenzione. Mi sono trovato molte volte in difficoltà e tutte le volte mi sono trovato a ricominciare di nuovo da capo. Questo da una parte porta ad un senso di estrema frustrazione, ma serve anche come stimolo a migliorarsi. Come dicevo un elemento molto importante del gioco è spostarsi in assenza di gravità. Per imparare richiede un grande impegno e coordinazione. Sicuramente i primi approcci alla navigazione nello spazio saranno disastrosi, ve lo posso confermare, ma una volta imparata la tecnica inizierete ad apprezzarne la complessità. Ho giocato ad Adrift e pensavo di essere già preparato ad una cosa del genere, ma in Hellion non esistono margini di errore, Hellion non perdona.

Work in progress

Se i server non sono molto stabili, di peggio c’è solo la stabilità del gioco stesso. Purtroppo i crash sono molto frequenti e anche questo è un elemento che ancora penalizza Hellion, per lo meno in questa fase embrionale del gioco. Mi aspettavo qualcosa di più stabile e giocabile, ma bisognerà aspettare ancora qualche mese affinché il gioco sia pienamente fruibile.

In conclusione

Hellion è un prodotto che potenzialmente potrà attrarre gli appassionati di fantascienza e amanti delle sfide al limite dell’impossibile. Purtroppo a questo stadio di sviluppo è ancora troppo instabile per poterlo consigliare senza remore, ma la speranza è che nel giro di poco tempo possano essere corrette quelle magagne che ad oggi lo rendono ancora incompleto. Sicuramente non è un gioco per tutti, vista la sua cruda impostazione. E’ un gioco che non perdona, che non ammette distrazioni, che impegna al massimo l’attenzione del giocatore. Però è anche un gioco che regala delle grandi soddisfazioni perché riesce a portare al limite l’esperienza interattiva.


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