Volt – Che vita di Mecha (Vol.2) – Il nemico alla porta – Recensione

Dopo il buon successo di critica e pubblico riscosso con il primo numero, a distanza di due mesi torna in edicola e fumetteria (soprattutto!) Volt, il robottino creato da TheSparker con il volume n. 2 “Il nemico alla porta”.

Dunque prosegue la creazione dell’universo di questo strano personaggio che dovendo fare i conti con la realtà mette da parte il sogno di diventare fumettista, per lavorare come commesso in una fumetteria. L’orizzonte di Volt si amplia, stavolta la terribile Dark Mother ripiega nel ruolo di comparsa in funzione dell’ avvento di nuovi spaventosi nemici: i clienti della fumetteria. E quanto può essere difficile per un frequentatore di questi luoghi “mistici” recensire il secondo numero di “Volt che vita di mecha…”? Così, tanto per assaporare il gusto della rivincita si potrebbe sadicamente maltrattare questo nuovo volume TheSparker e invece no perché la simpatia di Stefano Conte ha vita facile sull’irritazione della presa in giro.

L’ironia leggera, le trovate creative (Il controllore-Robocop o il Nerdonomicon-Necronomicon con la classificazione dei “demoni”), il tratto mai fastidiosamente sopra le righe riescono ad abbattere il muro dell’insofferenza e del minimalismo di un gioco a carte scoperte: sfottere il lettore per indurlo a “denudarsi” in una delle categorie del libro maledetto.


6.5
voto

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