Tom Clancy’s Ghost Recon Wildlands – Recensione

Dopo il successo ottenuto con The Division, grazie a un concept di gioco rivoluzionario basato interamente sulla cooperazione attiva tra i giocatori, Ubisoft ci riprova riportando in auge un brand proprietario mai dimenticato dal pubblico: Ghost Recon. E così, in un momento storico dove la tensione tra gli Stati Uniti e il Messico si taglia col coltello, Ubisoft ha deciso di raccontare una storia, come solo lei sa fare, ambientata nella Bolivia letteralmente “dominata” dai narcos. Riuscirete a rendere nuovamente la Bolivia un paese libero? Le “Wildlands” vi aspettano!

Fantasmi contro narcos

In un non meglio precisato prossimo futuro, la Bolivia è un paese dominato dal cartello Santa Blanca e dal suo regime dittatoriale, mentre le forze dell’ordine sono state corrotte e invitate a volgere lo sguardo dall’altra parte. In questo clima di tensione si muovono i nostri “fantasmi”, soldati americani addestrati a sopravvivere anche nelle condizioni più estreme e a combattere nei più svariati modi. A capo del narcotraffico boliviano vi è El Sueno, ossessionato più dal desiderio di potere che dal denaro stesso, coadiuvato dai suoi luogotenenti, ognuno con un compito ben preciso all’interno della gerarchia dei narcotrafficanti.

E così, dopo avere scaricato ben cinquanta di gigabyte per la nostra copia digitale di Ghost Recon Wildlands, abbiamo avviato il gioco venendo accolti da un filmato in computer grafica di eccellente fattura che ci forniva tutte le informazioni necessarie sulla missioni e sui nostri obbiettivi.

Finito il filmato, invece, abbiamo avuto la possibilità di creare il nostro alter ego virtuale, combinando decine e decine di elementi, come colore degli occhi, capelli, tipo di viso e dettagli; inutile dire, ovviamente, che è stato necessario scegliere anche l’abbigliamento per il nostro soldato. Insomma, grazie all’immensa mole di contenuti a nostra disposizione, ci abbiamo messo più o meno mezz’ora per creare un personaggio che ci potesse risultare soddisfacente.

Vi segnaliamo inoltre che qualora abbiate o un account Uplay o giocato alla versione beta di Ghost Recon Wildlands potrete scaricare costumi eo accessori esclusivi per il vostro personaggio.

Mappa enorme

Una volta catapultati all’interno della prima vera missione, Ghost Recon Wildlands non ci mette troppo a mostrare i muscoli e dimostrare quanta cura gli sviluppatori ci abbiano messo nella realizzazione del gioco. Iniziamo col dire che, conclusa la prima rapida missione, al giocatore comparirà dinanzi agli occhi buona parte della mappa di gioco che, fin dalle prime battute, sembra immensa e praticamente sconfinata. Imbattersi in nuove missioni in Ghost Recon Wildlands è molto semplice e gli obbiettivi richiesti sono tra i più disparati: eliminazione di convogli, interrogazione di Narcos sono tra quelli più comuni che abbiamo avuto modo di affrontare, ma quella che ci ha più emozionato è stato sicuramente il recupero di un ostaggio. Bisogna ammettere che a differenza di molti altri titoli, Ghost Recon Wildlands richiede che i giocatori analizzino fin nei minimi dettagli l’ambiente di gioco, rilevando correttamente la posizione degli avversari e chiedendo ai membri della propria squadra di eliminare i diversi obiettivi segnalati. Inutile dire che mettere in allerta gli avversari comporterà l’arrivo immediato di tantissimi soldati nemici e diventerà quindi necessario dover fuggire rapidamente per non incappare in un immediato gameover.

Vista l’immensità del gioco, però, abbiamo avuto quasi difficolta a individuare quali missioni potevano essere utili per gli sviluppi della trama e quali invece utili solamente a ottenere punti esperienza, ma considerando che l’intenzione di Ubisoft è quella di creare un esperienza di gioco evergreen che non termini dall’oggi al domani, siamo abbastanza sicuri che Ghost Recon Wildlands sia sulla strada giusta…

Nel corso degli anni la serie Ghost Recon ha subito numerosi cambiamenti, partendo da serie satellite alla più nota saga Rainbow Six, e finendo con esperienza futuristica con soldati armati dotati dell’arsenale più tecnologicamente avanzato (vedi Ghost Recon Advanced Warfare).

Con Ghost Recon Wildlands è evidente come Ubisoft sia voluta tornare con i piedi per terra e raccontare una storia verosimile, soprattutto in un periodo storico delicato come questo dove la tensione tra Stati Uniti e paesi del sud America si taglia col coltello. La trama del gioco è un crescendo di emozioni, con dialoghi degni di nota e alcuni colpi di scena che sorprenderanno tutti. Purtroppo, però, abbiamo notato che in tutto il contesto di gioco non esistono altri personaggi dello spessore di El Sueno, pertanto non vedrete l’ora che il “cattivone” di turno torni sullo schermo per assistere a qualche altra delle sue malefatte.

Accennavamo in precedenza all’enormità della mappa e ci siamo accorti, dopo una decina di ore di gioco, del numero infinito di obbiettivi secondari da completare, computer da hackerare e risorse da requisire per i ribelli. Nonostante la tipologia di missioni affrontabili sia più o meno sempre la stessa, la vastità dei paesaggi è ammirevole e ognuno di essi presenterà delle caratteristiche particolari: si andrà da una folta boscaglia a territori completamente desertici. Nonostante la ricchezza dei contenuti e di dettagli di ciascuna area di gioco, bisogna sottolineare il lavoro eccezionale eseguito dagli sviluppatori nell’evitare qualsiasi tipo di caricamento o rallentamento in-game, garantendo così un esperienza di gioco continua ma soprattutto fluida.

Per esplorare la mappa è possibile sfruttare una lunga serie di mezzi di trasporto che vanno dalle moto agli elicotteri, passando per automobili e suv, che, purtroppo, non offrono sempre un eccessivo livello di realismo a favore però di una certa immediatezza e praticità di guida.

Procedendo nelle missioni è possibile ottenere alcuni punti esperienza utili a sbloccare alcune abilità esclusive per il proprio soldato, utile a migliorarne le capacità di sopravvivenza o di combattimento. Non manca ovviamente un vasto campionario di armi  e di componenti per le stesse, ottenibili esplorando ogni minimo anfratto della mappa e completando le missioni secondarie presenti. Per quel che riguarda l’utilizzo delle armi, vi segnaliamo che in Ghost Recon Wildlands  è possibile mirare utilizzando sia una visuale in prima persona sia quella in terza persona: sta a voi decidere quale tipo di mira utilizzare a seconda dello scenario di guerra che vi si parerà dinanzi.

Nonostante la presenza di una componente narrativa molto forte e influente, Ghost Recon Wildlands è un titolo che offre il meglio di sé se giocato in compagnia. Infatti, sebbene in modalità giocatore singolo è possibile impartire ordini ai propri compagni controllati dall’IA, in modalità cooperativa è possibile dare vita a strategie molto più gratificanti e divertente che in molte occasioni vi permetteranno di completare la missione senza troppi problemi. Abbiamo potuto piacevolmente costatare che il matchmaking è praticamente immediato mentre il netcode del gioco gira bene e non fa le bizze. Di contro, però, abbiamo notato che spesso il nostro personaggio è stato aggiunto a una partita troppo lontano dal resto della squadra.

Dal punto di vista tecnico Ghost Recon Wildlands presenta una veste grafica convincente, con paesaggi sconfinati e una notevole cura nella realizzazione dei modelli dei soldati protagonisti; stesso discorso riguarda la realizzazione delle cosiddette cut-scene che vi permetteranno di fare la conoscenza e di legarvi a dei personaggi particolari. Non ci ha pienamente convinto invece la realizzazione dei soldati nemici e dei vari cittadini che popolano le diverse aree, troppo grezzi e simili tra loro.

Come (quasi) sempre nelle produzioni Ubisoft, il sonoro è il fiore all’occhiello di tutto il comparto tecnico: a una colonna sonora di eccellente fattura, con brani che si sposano alla perfezione con l’azione di gioco, fa eco un doppiaggio in lingua italiana che vanta tra i vari doppiatori nientepopodimeno che Luca Ward!

Ci siamo resi conto che se avessimo voluto raccontarvi tutto ma proprio tutto quello che c’è da fare in Ghost Recon Wildlands probabilmente non saremmo mai potuti giungere in un tempo accettabile a un giudizio finale. Il titolo Ubisoft impara dagli errori di The Division e propone delle meccaniche di gioco molto simili a quest’ultimo titolo, migliorandone alcuni aspetti e tagliando fuori i dettagli di troppo e le complicazioni inutili. Il risultato è un titolo d’azione che da una sferzata alla serie Ghost Recon con una impronta più action e meno tattica. Ghost Recon Wildlands è un titolo divertente da soli, ma irresistibile se giocato in compagnia di qualche amico. Siamo curiosi di vedere cosa ci proporrà in futuro Ubisoft con Ghost Recon Wildlands, ma al momento siamo abbastanza soddisfatti del prodotto che abbiamo tra le mani.
8.5
voto

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